Nioh
C’è un’animazione, nel menu dei gesti di Nioh, chiamata “Fai il morto”: ecco, quella scenetta descrive perfettamente il viaggio all’interno di questa infinita odissea messa in piedi da Team Ninja! Probabilmente, dal suo primo annuncio datato 2004, chi sta dietro il gioco non ha mai smesso di produrre idee, altrimenti non riusciamo proprio a spiegare una così assurda moltitudine di contenuti. All’ennesima apparizione di ben tre missioni secondarie, a ridosso dell’ultima principale tra l’altro, abbiamo esclamato “ora basta!”. Durante il nostro viaggio, che ha sfiorato le cento ore di gioco, abbiamo avuto bisogno di una pausa, all’incirca quando eravamo sulle ottanta ore. In quella pausa abbiamo finito Spider-Man. Vi sembra possibile? Non sempre - anzi quasi mai - abbondare con i contenuti garantisce una buona longevità. Nioh, per via della sua lunghezza, è estenuante, frustrante, atroce. Ma non nel gameplay, a cui si può imputare al massimo una certa ripetitività alla lunga (perché non finisce mai, che diamine), ma in tutto quello che circonda la parte giocata. Se doveste dar retta a tutto quello che i menu di gioco offrono, non finirete Nioh in 200 ore! Altro aspetto assolutamente antipatico è la calibrazione del livello di difficoltà. All’inizio il gioco è una passeggiata, nemici e boss cadono che è una meraviglia; il senso di sfida è quasi nullo. Da un certo punto dell’avventura, però, il gioco diventa quasi impossibile. Le famose tre missioni secondarie che abbiamo citato all’inizio vi mettono davanti a due boss per volta! E sono i boss più impegnativi dell’intero gioco! Due boss nella stessa arena, capite? Ma per favore! Il fatto che una tale sfida arrivi proprio alla fine dell’avventura, poi, vi farà venire voglia di distruggere il cd in mille pezzi! Ma parliamo, infine, della parte che più ci ha fatto imbestialire: il confronto con la demo Alpha. È palese come, certe idee, sono cambiate durante lo sviluppo in maniera del tutto incoerente, stupida addirittura. Prendiamo ad esempio il massiccio ed insensato rilascio di armi e armature da parte dei nemici: nell’Alpha questo aveva un senso perché tutto l’equipaggiamento di William poteva andare incontro a rottura. Già nella Beta, e poi nella versione finale, tutte quelle armi e armature droppate dai nemici non solo sono inutili, ma vanno ad intasare i menu, già di per sé antipatici visto il tempo da passare dietro di essi. Così come diventano inutili i cinque, sei tipi di arma bianca da poter utilizzare. Io, come almeno il settanta per cento di chi ha giocato a Nioh (potrei scommetterci), non ho utilizzato altro che katana e doppia katana. Mai brandito un’ascia o una lancia, mai. Con le armi distruttibili (come nell’Alpha) il giocatore è costretto all’utilizzo di altre tipologie di armi, ed in questo modo aumenta anche la varietà di gioco. Per non parlare delle scelte strategiche da fare su quando utilizzare un’arma potente o un’armatura particolarmente resistente, no? Sì, dannazione, sì! E Team Ninja l’aveva anche capito. Allora perché cambiare idea? Dopo cento ore di gioco, Nioh rimane comunque un buon titolo. Ma poteva essere molto di più. Peccato.











