Visitando Phoenix - Il centro cittĂ

oozey mess
TVSTRANGERTHINGS
Xuebing Du
YOU ARE THE REASON
Three Goblin Art

if i look back, i am lost
Mike Driver

pixel skylines

❣ Chile in a Photography ❣
"I'm Dorothy Gale from Kansas"
ojovivo
NASA
official daine visual archive
Not today Justin
Fai_Ryy
will byers stan first human second
Cosimo Galluzzi
art blog(derogatory)
we're not kids anymore.

seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from United States
seen from United States

seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from Lithuania
seen from Argentina

seen from Australia
seen from Lithuania
@teresinaferrari
Visitando Phoenix - Il centro cittĂ

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Visiting Phoenix
Visitiamo Phoenix
Terminata la Messa al Monastero della Signora di Guadaloupe, ci dirigiamo verso un locale per il “breakfast” o meglio “brunch” perché è ormai passato il mezzogiorno. Siamo nuovamente un bel gruppo di sei persone e la meta concordata è presso il ristorante “The Apple”, rinomato per i suoi piatti tipicamente “western”. Il parcheggio è già affollato ma talmente grande che non facciamo fatica a posteggiare.
Ormai siamo vicini a Halloween e all'entrata del locale ci accoglie un grande spaventapasseri insieme ai due rappresentanti di Bill Johnson, il patron miliardario del locale. E' simpatica questa accoglienza fatta direttamente dalle persone che sono responsabili del benessere dei loro clienti. Eccellente il breakfast, con portate abbondantissime, l'immancabile salsa piccante, uova, bacon, patate gratinate, fagioli in salsa di pomodoro, pancakes, frutta fresca, yogurt, caffé e bibite in quantità senza limiti.
E qui, dopo il desco, c'è l'addio agli altri parenti intervenuti, Ralph, Irene e John, il fratello e i cognati di Jeanetta. E' stato bello conoscerli questi numerosi parenti dell'Arizona tutti desiderosi di visitare l'Italia.
Visitare Phoenix, invece, è il programma per il resto del pomeriggio. Phoenix si estende in una piana piatta, a griglia regolare. Si distingue il centro città per una rosa di grattacieli complessivamente moderni raggruppati insieme. Il centro, come tutti i centri amministrativi negli USA, rimane principalmente deserto durante il fine settimana. Diamo un'occhiata allo State Building con i suoi bei giardini alberati da palme e con busti e statue a memoria dei suoi cittadini più illustri.
Tutto il centro città è praticamente deserto se non fosse per la bella Chiesa Cattolica, forse la costruzione più antica della città , che attira i suoi fedeli con iniziative domenicali. Vediamo dei ragazzi vestiti da Matachinas dirigersi verso l'oratorio, c'è un incontro di danze e musica. A Phoenix si contrappongono le numerose Chiese dei fedeli appartenenti alla Religione Cattolica e quelli appartenenti alla Religione Mormona. Nonostante i tanti anni di convivenza la loro integrazione sociale non è mai avvenuta veramente. Quest'anno Mitt Romney, un mormone, è in lista per le elezioni presidenziali, chissà se vincerà e se riuscirà a cambiare qualcosa nei rapporti tra di loro.
Mentre passeggiamo passa la Light Rail, cioè un tram moderno molto simile a quelli che si vedono a Milano. E' una sorpresa perché i mezzi pubblici scarseggiano ovunque anche nelle grandi città e sinceramente per spostarsi a grandi distanze l'automobile è un mezzo insostituibile. Notiamo anche tanti teatri e un ingresso elaboratissimo, la Convention Hall, dove si tengono le assemblee per la elezione dei candidati dello Stato e quelli Presidenziali ogni quattro anni. Chissà a chi toccherà nel 2012?
Ma, Phoenix va vista dall'alto e raggiunta la White Mountain a pochi km di distanza vediamo spianarsi davanti a noi l'intera valle e distinguiamo bene le varie parti della città con le sue strade perpendicolari e diritte. Il paesaggio è desertico, formato principalmente da piccoli arbusti, spesso spinosi. L'acqua per la coltivazione di cotone e degli agrumi viene fornita dal grande fiume Colorado, fiume sfruttatissimo purtroppo, che non riesce nemmeno a raggiungere il mare in quanto l'acqua viene utilizzata tutta, prima.
L'Arizona è rinomata per cinque cose che iniziano con la lettera C in inglese: cotton (cotone), - credeteci o no vi sono distese di campi di un bel verde acceso proprio nelle zone confinanti il centro della città ;
citrus (agrumi), - non ne ho visti vicino alla cittĂ , probabilmente crescono piĂą verso la California:
copper (rame), - le miniere sono ovunque e vi sono delle storielle che raccontano di un Olandese, a Dutch man, che in cerca di miniere si è perso nelle montagne vicino a White Mountain e che non è stato più trovato, pertanto quella montagna ne ha preso il suo soprannome;
cattle (bestiame soprattutto bovini) - lo stato ne è pieno e la bistecca di manzo è favolosa;
e climate (il clima). C'è da pensarci un attimo. Ma l'Arizona non è arida?  Si, è vero, ma ci sono delle montagne che raggiungono i 3000 metri, delle foreste sempreverdi, e pianure verdeggianti. Il clima è ideale per coloro che si possono spostare seguendo le stagioni - d'estate in montagna, d'inverno in pianura - qui vengono chiamati "snow-birds", gli uccelli migratori.
Un po' dovunque, si trovano dei cartelli con l'avvertenza:  Watch out for Rattlesnakes - “Attenti ai Serpenti a Sonagli”, che non è certo rassicurante nonostante i percorsi ben segnati per il trekking; non ci sentiamo di inoltrarci. White Mountain è anche una riserva di saguaro che vediamo svettare su alcuni colli con le loro forme alte, allegre, solari e che ci affrettiamo solo a fotografare, è una specie protetta.
Scendendo da White Mountain andiamo a visitare il Centro Francescano, un monastero di struttura ampia e moderna, dove si svolgono esercizi spirituali per i fedeli e dove ovunque e' ricordato il Santo con grandi statue e murales; anche i nomi dei vari edifici sono legati al ricordo del Santo, vi è anche un edificio chiamato Porziuncola. E' strano ritrovare un po' dell'Italia in Arizona!
Un Monastero a Phoenix
La Signora di Guadaloupe
Dopo Globe – Phoenix
La Signora di Guadaloupe
Le nostre compagne Californiane ripartono la mattina presto. E' un addio commovente con scambio di regali, abbracci e baci reciproci. ChissĂ se ci rivedremo ancora? Forse in Italia tra qualche tempo? Oppure direttamente in California? In ogni caso rimarrĂ questo bel ricordo per tutte noi.
E' domenica e Jeanetta ci tiene a mostrarci il “suo” Monastero. Immerso nel verde di un giardino impeccabile vi sono dei grandi gong cinesi, piccoli ruscelli d'acqua e lapidi commemorative. E' dedicato alla Signora di Guadaloupe e la sua immagine è presente ovunque.
All'interno della chiesa vedo degli affreschi della Signora e la sua storia mi incuriosisce. Il parroco del monastero racconta:
Era d'inverno e a Juan Diego, un semplice agricoltore Messicano che si recava alla Messa tra le colline vicino alla Città del Messico, apparve una bellissima Signora vestita d'azzurro in un alone di sole e con la luna ai suoi piedi. La bella Signora chiese a Juan Diego di recarsi presso il suo Vescovo e di dirgli che doveva erigere una chiesa nel luogo dove si erano incontrati. Juan Diego fece ciò che la Madonna chiese ma ritornò dicendo che il Vescovo non gli aveva creduto. Allora la Signora gli indicò un cespuglio di rose e gli chiese di coglierne e metterle nel suo grembiule, o tilda, e di mostrarle al Vescovo. Con il suo grembiule rigonfio di fiori, Juan si recò di nuovo dal Vescovo e alla richiesta di una prova a sostegno del suo dire, aprì il suo grembiule dal quale caddero le numerose rose rosse, rose che non potevano fiorire normalmente d'inverno. Il Vescovo rimase attonito. Però la cosa più stupefacente fu che aprendo la tilda videro l'effige della Signora ivi impressa, l'immagine della stessa Signora che Juan Diego aveva sempre descritto. Il Vescovo allora si inginocchiò e chiedendo perdono per la sua mala fede, disse che avrebbe subito fatto erigere una chiesa in onore della Signora di Guadaloupe e conservare al meglio l'immagine della stessa impressa sulla tilda. In seguito fece costruire una cattedrale dove installò l'immagine della Madonna che ancora oggi è splendente come il primo giorno.
La vicenda attirò l'attenzione di moltissimi Indiani d'America che si convertirono al Cattolicesimo spontaneamente, fino a 3000 persone al giorno, in quel lontano XVI secolo. Oggi molti Indiani seguono la religione Cattolica e il Santuario della Signora di Guadaloupe, il più grande delle Americhe, è visitato da milioni di fedeli.
Da Chalo's Restaurant e Ice Cave Ranch

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
The Indian Dances and Musicians
Festa Indiana a Globe
Globe - Apache Jii
Globe – Apache Jii
Sabato 18 Ottobre
Ancora più autentica è la giornata a Globe. La locandina promuove la Apache Jii, una festa dove si riuniscono, in pace, gli Apache, i Navajo, e le altre Nazioni Indiane.
Facciamo un paio d'ore di strada da Phoenix e arriviamo nella cittadina in tarda mattinata percorrendo, in parte, l'ultimo pezzo di strada fatta da St Johns. ll cielo è terso con il suo bel colore azzurro, il sole splende e il caldo si fa già sentire.
Posteggiata la vettura a poca distanza dal centro ci avviamo verso le celebrazioni. Lungo la via vi è un assortimento di negozi interessanti tra i quali anche il sellaio. Ricordo che tempo fa vi era uno lungo la via Emilia nei pressi di Tavazzano con il suo bel cavallone tutto sellato. Anche noi abbiamo usato i cavalli un tempo.
La festa si svolge nella intersezione principale dove al centro delle quattro strade si forma una grande piazza. Una strada è occupata da bancarelle che vendono cibi e bevande, l'altra da centinaia di bancarelle che vendono svariati manufatti indiani, una terza è occupata da spalti per gli spettatori e infine la quarta è lasciata al libero accesso pedonale.
Le costruzioni sono basse con tetti piatti, principalmente a forma di cubo, piĂą o meno decorate. Spiccano la banca e il palazzo della cultura. In generale sembra una cittĂ ferma agli anni '60.
Ci muoviamo subito verso le bancarelle degli artigiani. Le specialità sono le collane e i bracciali di turchesi e di altre pietre dure incastonate in argento. Il lavoro in argento è molto raffinato e tutto rigorosamente fatto a mano e gli artigiani ne vanno fieri. Chiedo il permesso di fotografare l'artigiano del braccialetto che acquisto. Si mette fieramente in posa con la moglie contento di sapere che sono Italiana. Vi sono inoltre bancarelle di bambole di pezza, di vestiti, di bellissimo vasellame decorato. Ma come si può trasportare oggetti del genere con quei pochi Kg che ci permettono sull'aereo?
Tra i compratori interessati alle merci vi sono molti Indiani che si distinguono facilmente per la loro fisionomia, alta, robusta e con i cappelli neri lunghissimi. Alcuni sono in costume. Forse abbiamo già perso qualche evento del calendario perché vediamo delle “Miss” vestite, con tanto di fascia, in abiti tradizionali girare tra gli stand. Sono molto diverse dalle nostre immagini di Miss in Italia, come vedrete dalle foto.
Ci dirigiamo verso il settore “food” e per fare uno spuntino mi accontento di una bistecca con pane indiano, cioè, cotto su pietra, piatto e senza lievito. Buono! C'è naturalmente tanto d'altro da mangiare. Ci chiamano con urgenza per prendere posto per le danze. La folla inizia ad ingrossarsi e non si vuole  rimanere in piedi. Fa ancora più caldo.
Durante la lunga attesa che precede lo spettacolo faccio conoscenza di un bambinetto Indiano seduto accanto a me e custodito dai genitori che però sono impegnati ad occuparsi della neonata sorellina in carrozzina. Mi meraviglia il suo approccio silenzioso. Ha sete e vuole bere. Io ho una bottiglia d'acqua. Preme il suo gomito contro mio braccio. All'inizio penso che sia una disattenzione, ma quando lo ripete lo guardo e vedo che indica la mia bottiglia. Gli faccio segno e lui accenna di sì con la testa. Beve e poi restituisce la bottiglia. Gli chiedo se posso fargli la foto e lui accetta con un cenno di capo. Colgo il suo sguardo serio e penso che non lo scorderò mai. I genitori, sempre distratti, vanno e vengono a turno ma non rivolgono nemmeno uno sguardo verso di noi. Per loro siamo degli stranieri.
Dopo una altrettanto lunga presentazione inizia la musica. I musici appartengono ad una famiglia Navajo molto conosciuta nell'ambiente, gli Estun Bah, e tutti i componenti della numerosa famiglia partecipano allo spettacolo, dai più piccini ai più anziani. Il primo ballo è la danza dell'aquila. Un giovane ballerino con delle ali attaccate alle braccia le muove lentamente come se stesse volteggiando nell'aria seguendo il ritmo del tamburo. Seguono le “hoop dances” il balli del cerchio. Queste sono  delle danze molto dinamiche e ci vuole un grande fisico per farle. Si giostrano sei o otto cerchi o “hoops” partendo dalla presa con i piedi per poi farli roteare e risalire lungo il corpo fino a formare dei disegni in aria in un continuo turbinio di colori e movimento. Devo dire che sono rimasta impressionata e pensare che non riesco nemmeno a tenere in movimento un solo “hula hoop” per più di un secondo! Bravi proprio bravi. Seguono una serie di balli dove gli uomini e le donne si alternano e i bambini con le bambine copiano i grandi a loro volta oppure, tutti i ballerini ballano insieme. Anche la più piccina di tre anni si muove sul terreno con tanta sicurezza e compiacimento.
Ora il sole brucia e non resistiamo piĂą, ma la festa continuerĂ fino a tarda sera. Intanto cerchiamo un ristorante per poter stare un po' al fresco e ritorniamo magicamente da Chalo's, il ristorante dove avevamo fatto il nostro pranzo arrivando da St Johns. Pare che sia molto in voga e indovinate chi si trova li a mangiare....... ma ovvio, le due Miss, sorridenti e circondate da numerosi fan. Abbiamo subito chiesto ed ottenuto il permesso di fotografare. Il menĂą e sempre Messicano e i piatti tipici si sprecano: ci sono, i tamales e le enchilada, i tachitos, il riso e il guacamole e per dessert i sopaipilla con il miele.
La nostra gita termina alla Ice Cave Ranch dove Ramon ed Eva hanno come ospite un nipotino che, vestito tanto di speroni da cowboy spera di fare un giro su uno dei tre cavalli della fattoria. Dopo un po' di attesa per sellare il cavallo - che a lui sembra una eternità - ecco che lo zio lo mette sul suo cavallo preferito e insieme partono per fare il giro. Li segue subito a ruota anche il terzo cavallino che non intende rimanere indietro da solo. “Resta in sella anche se vedi un serpente a sonagli, capito?”, sono le ultime raccomandazioni dello zio. Vorrei ben vedere!
La nostra giornata termina con la visione dei panorami giĂ visti: le foreste di saguaro, i pignon e i ginepri, le formazioni rocciose e gli scavi delle miniere, una tipica parte dell'Arizona.
Il Casinò
Rientro a Phoenix – Il Casinò
I Nativi Americani traggono i loro guadagni dai Casinò ubicati sulle loro terre. Ne hanno costruiti tantissimi ed è attualmente in costruzione a Phoenix un nuovo Casinò vicino alla casa di Jeanetta. Questo fatto interessa e preoccupa allo stesso tempo. Sarà maggior motivo di tentazione? Ad ogni modo, la serata di rientro dal giro al Grand Canyon necessitava di un po' di vivacità e una puntata al Casino' non poteva mancare, così ci siamo trovati, ben otto di noi, a concentrarci sulle macchinette, centinaia di macchinette ammiccanti, sonanti, accattivanti – nel salone dei moderni balocchi. Devo dire che questo passatempo è piuttosto arido nel senso che una volta arrivati sul luogo, pur bello e ben arredato - ma pieno di fumo - ognuno va per conto suo e non si cura più della compagnia, della gente che gli sta intorno o di nessun altra cosa. In mente c'è un solo pensiero “vincerò o non vincerò”? E sappiamo che le probabilità sono tutte contro i giocatori, tuttavia non si resiste a provare. Poi dopo un paio d'ore di accesa concentrazione, ci si saluta all'ora prestabilita, o giù di lì, perché non è facile smettere di giocare in qualsiasi momento – ci potrebbe essere un “jackpot” proprio al prossimo scatto - e bisogna convincersi di lasciare la presa. A quel punto è già troppo tardi per fare due chiacchiere, siamo stanchi ed è meglio tornare a casa. L'unico luogo di salvezza è il “gift shop” dove vengono esposti articoli pregiati di manufatti Nativo Americani, i prezzi sono piuttosto alti, d'altronde, il Casinò è terra Indiana, l'autenticità è garantita.
Green Sedona Valley

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Il cielo dell'Arizona
Il cielo dell'Arizona
Lasciata Sedona, il rientro a Phoenix è sembrato breve. Abbiamo di nuovo attraversato la bella zona dei Saguaro, sempre affascinante con le sue “sentinelle” sull'attenti che sovrastano la vegetazione. Ma è stato il cielo l'oggetto della nostra attenzione perchĂ© ci ha presentato un fenomeno chiamato “sun dogs” o, cani del sole che si verifica praticamente solo in queste zone aride. Che cosa sono? Sono dei brevi monconi verticali di arcobaleno che appaiono tra delle aperture lasciate dalle nuvole. Non essendoci umiditĂ a sufficienza per formare un arcobaleno completo se ne forma solo un breve tratto, luminosissimo e iridescente come un lampo di luce. Li abbiamo seguiti per tutto la strada, indicandoceli non appena li vedevamo, e mentre guardavamo con gli occhi puntati in cielo abbiamo visto un'altra nuvola curiosa chiamata “angel cloud”, una nuvola trasparente e sottile che prende proprio la forma di un angelo con le ali spiegate e, vi assicuro, non è una visione. Peccato che la mia macchina fotografica fosse scarica. Di fotografie ne avevo fatte tutto il giorno ma queste mi sono sfuggite. Dovete credermi sulla parola. E' vero che normalmente si ha poco tempo e poco spazio per guardare il cielo, forse anche da noi esistono, ma non mi è mai capitato di vederli e, riflettendo su questo. è strano come il cielo sembra piĂą grande qui in questi spazi infiniti e praticamente vuoti che non nella nostra superaffollata Europa.Â
Views of Sedona (AZ)
Sedona
La cittĂ dei vorticiÂ
Sabato, 15 Ottobre 2011
Sedona ci aveva sedotte giĂ al primo sguardo e, lasciato Slide Rock Park ci siamo immesse di nuovo sulla Interstate 17 per farci portare proprio nel suo centro.
La cittadina ci appare molto affollata oggi, è sabato, e i “week-enders”, i vacanzieri, abbondano. Entriamo con l'auto nel centro commerciale e già dal parcheggio lo sguardo spazia verso le grandissime formazioni rocciose che circondano la città . Sembra proprio lo scenario da film western. Sono bellissime queste formazioni, alcune completamente rosse di colore, altre a strati, alternando il bianco con il rosso. Siamo nella favola. Questa è l'America dei film che abbiamo sempre amato e che conosciamo: John Wayne a cavallo che insegue o fugge dagli Indiani, e migliaia d'altri film con interpreti sempre vincenti. Sedona ricorda tutto questo.
Ci guardiamo intorno. Il centro commerciale offre tantissimi negozietti di pietre preziose e semi-preziose. Spiccano, per il loro colore intenso e per il grande numero esposto, i turchesi, che vengono utilizzati non solo per creare collane, orecchini e anelli molto, molto belli ma anche per decorare cinture e bande per cappelli. I turchesi sono le pietre sacre degli Indiani e l'uso dei turchesi nei loro monili è molto diffuso. Molte pietre provengono dalle miniere di Kingsman, non lontano dal Grand Canyon, sono di colore tendente al verde e solitamente contengono delle striature al loro interno. Le più belle e le più pregiate, di un unico intenso colore turchese, senza imperfezione alcuna, sono le “Sleeping Beauty”, la Bella Addormentata, e, pare, che le miniere di questa pietra siano in esaurimento.
La città merita di essere visitata nel suo insieme e decidiamo di aderire ad un tour in un pullman particolare, aperto ai lati ed attrezzato per offrire al meglio lo spettacolo della natura circostante. Inoltre, l'apertura tiene fresco l'ambiente e ben areato. Infatti per la maggior parte dell'anno qui il tempo è bello e il sole non manca mai. Ci accompagnerà anche una guida, che, speriamo, svelerà i misteri del luogo.
Fa già tanto caldo e per tenerci fresche ci perdiamo nei negozi e negozietti con l'aria condizionata di questa cittadina turistica, salita di recente a fama nazionale per l'alto numero di attori e attrici che la frequentano. Vengono attirati dai “vortici” che permetterebbero alla psiche di riacquistare il proprio equilibrio o, in caso contrario, di perderlo. E, con tutti i guai che comporta l' “essere famosi” qui i maghi che promettono di trovare una cura, personalissima, sono moltissimi.  Ci spiegano, infatti che i vortici si manifestano in alcuni punti delle montagne che circondano Sedona: per coloro che stazionano o permangono sulle rocce avviene un'interazione magnetica che favorisce il rilassamento dell'organismo e il conseguente riequilibrio della psiche. Molti ci credono.
Mentre ci guardiamo intorno notiamo, infatti, la presenza delle molteplici insegne di “Psychic Reading”, cioè lettura della psiche. Jeanetta, una delle cugine, attirata da questa idea di lettura, entra in uno studio per sperimentare. Il costo è di $30 dollari, pagati in anticipo. Dopo una mezz'ora ne esce con in mano una cartelletta piena di fogli sui quali si può leggere la descrizione della sua “aura”, il suo stato psichico. Sono inserite anche due foto che la ritraggono in un cerchio di luce tra il giallo e l'azzurro, questa è l'aura che il suo corpo esprime. Vi sono anche punte di altri colori. Ogni colore rappresenta uno stato d'animo. Il giallo e l'azzurro indicano “serenità ”, gli altri colori nelle foto non hanno la forza per condizionare il suo stato primario, sono molto periferici. Tiriamo tutte un sospiro di sollievo: eravamo sicure che Jeanetta non fosse una persona “complicata”.
Partiamo finalmente per il tour. La nostra guida è un signore di mezza età , innamorato della “sua” Sedona. La prima tappa è a Tlaquepaque, il nome significa “il meglio di ogni cosa”. (Provate a pronunciarlo, il suono è divertente). E' il nome del primo insediamento Indiano, dove si scambiavano le merci prodotte dalle diverse famiglie. In seguito venne occupato dagli Spagnoli e trasformato in un villaggio in stile andaluso. Oggi, mantenuto lo stile, è un luogo piacevole, in mezzo a grandi alberi verdi dove si può acquistare un po' di tutto: tappeti tessuti a mano, vasellame di raffinata fattura, oggetti in ferro battuto, statue, e altri manufatti per turisti - il meglio di ogni cosa - appunto. Ma dal pullman non ci fanno scendere, peccato!
Lungo il percorso vediamo tutto intorno delle formazioni di montagne rosse. Bellissime contro un cielo splendidamente azzurro. Ne vediamo talmente tante da confonderci, addirittura stancarci di guardare. Tra il Gran Canyon e Sedona è stato un continuo susseguirsi di meravigliose rocce e montagne e credetemi ad un certo punto anche l'interesse si spegne. Sono troppe!
La vegetazione, invece, merita di essere guardata, c'è molto verde, cipressi, querce, pignon, conifere ma anche piante grasse, il chollo cactus con quei suoi particolari rami pelosi e altri ancora. Su di una collinetta in mezzo al paese c'è una bellissima villa circondata da un parco altrettanto splendido. Ci dicono che è la villa di un multi-miliardario di origine rumena emigrato qualche tempo fa. La usa per le vacanze, ma non ha mai tempo per restarci a lungo.
Il nostro tour termina alla Chiesetta del “Holy Cross” costruita, nel non troppo lontano 1956, in alto su di un sperone di roccia.  La chiesetta è stata voluta da persone molto ricche, influenti e devote in questa parte dell'Arizona, ma la realizzazione è avvenuta soltanto dopo aver strappato con fatica il consenso dell'allora Senatore dell'Arizona, Barry Goldwater. Il risultato è stato un capolavoro di ingegneria molto ammirata per l'innovazione e l'audacia.  E' molto visitata in quanto aperta a tutte le denominazioni religiose e l'arrivo di pullman di visitatori è continuo. Dalle sue grandi finestre a quell'altezza si può ammirare lo straordinario spettacolo delle montagne rosse che portano nomi adatti alle forme che richiamano: “Bell Rock” a forma di campana e “Castle Rock” a forma di castello, e l'elenco sarebbe infinito. E' un luogo di preghiera e ha un richiamo particolare, qualcosa forse di mistico. Uno spettacolo della natura così bello non può non far pensare che ad un Creatore Supremo, commentano, i visitatori entusiasti.
Lasciamo Sedona con sentimenti contrastanti. Tanto per iniziare non abbiamo visto un'America multietnica, qui vi erano soltanto “visi pallidi”, i “gringos” di probabile origine anglosassone. Vi sono statue a grandezza d'uomo, un po' ovunque a testimonianza del passato: Indiani, pionieri... Se non fosse per lo stile architettonico di Tlaquepaque, mancano i riferimenti agli Hispanici, è come se non avessero mai abitato il sud-ovest, nonostante i 400 anni di permanenza.
Forse Sedona è tanto snob perchĂ© è la dimora dei nuovi ricchi, ma in fondo non posso che rilevare la bellezza della natura che la circonda e consigliare di vederla.                    Â
Slide Rock National Park
Oak Creek Canyon

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Breakfast on-the-road verso Oak Creek Canyon
Breakfast on-the-road verso Oak Creek Canyon
Denny's è già affollato ma un tavolo è ancora libero per noi sei. La specialità del breakfast sono le uova, cotte in tanti modi e accompagnate da una infinità di contorni. Nonostante il costo di pochi dollari, questa non si può chiamare “colazione”, è un pranzo vero e proprio. Per stare in linea con le mie “calorie” scelgo il menù più ridotto possibile: due pancakes integrali, con sciroppo d'acero senza zucchero e due strisce di bacon. Il cameriere mi dice che nel prezzo ho diritto ad altre due scelte: (con disperazione........!) scelgo lo yogurt e la macedonia di frutta fresca. Il caffè, una grande tazza o mug, viene servito più volte, fino a sazietà - se non si rifiuta – lo stesso vale per tutte le altre bibite, coca cola compresa.
Ovviamente dopo una colazione così abbondante, il pranzo si sposta automaticamente al tardo pomeriggio.
La nostra strada è in discesa questa volta e attraversa una zona alberata molto bella. Prima di arrivare al Canyon di Oak Creek - solo il nome canyon, situato poco lontano dal Grand Canyon - fa sospettare che qui siamo di nuovo tra le meraviglie della natura ed è proprio così. La mia macchina fotografica impazzisce letteralmente e scatta delle foto che ricordano i quadri degli impressionisti, - “en plain air” - attimi di luce e di colore sfuggenti e rapidi. Che belle riprese! - Ho chiuso male la macchina fotografica e quel spiraglio aperto ha creato l'effetto velocità . Penso che lo adotterò ogni volta che mi troverò davanti a panorami così splendidi.
Come dice il nome “Oak”, il bosco è di querce, alberi grandi e maestosi tronchi frammisti a slanciate conifere. Su ambo i lati, pareti di rocce rosse con formazioni particolari ricordano i pinnacoli dei castelli di sabbia fatti da bambini al mare. Nonostante la discesa, siamo ancora ad un'altitudine elevata, quei 7000 piedi viene segnalato più volte. C'è solo da guardare e ammirare anche se la strada è insolitamente trafficata perché il sabato la gente si sposta per il week-end.
Le gemelle sono euforiche - di caffeina suppongo - e si slanciano in una grande arrampicata sui tronchi, sventolando mani e braccia. Non conoscevo questo lato fanciullesco del loro carattere ed è simpatico vederle interagire in questo modo, mentre la sorella maggiore osserva e ride.
Il nostro Creek ci porta a valle ad una località chiamata “Slide Rock”, un Parco Nazionale, dove evidentemente è avvenuta una enorme slavina qualche tempo fa. Paghiamo la nostra entrata e ci inoltriamo dentro una spaziosa valle lungo la quale scorre il creek, il fiume. Vediamo delle bellissime formazioni rocciose tutte intorno a noi, ad una certa distanza, che da quel punto appaiano con maggior effetto. Sono bellissime!
Slide Rock, oggi, è un parco attrezzato per famiglie, un luogo di ricreazione  dove si può fare dello sport. Vediamo venire verso di noi dei ragazzi in costumi da bagno. “Si può fare il bagno?”: “ Si, si, sicuro”: “E l'acqua com'è?”: “Freddissima! Ho messo dentro solo i piedi.”
Mentre ci avviamo verso il fiume vediamo allestito all'aperto un Museo Agricolo, una interessante raccolta di attrezzi usati diffusamente un tempo. Vi sono tanti alberi di mele e vi sono tutte le attrezzature per il stoccaggio e l'imballaggio delle stesse. Paragoniamola ad una panoramica Val di Non. La famiglia Pendley è stata l'artefice di questa coltura ed è ancora intatta la loro abitazione originale anche se ormai, l'industria della ricreazione ne ha preso il sopravvento. La parola ricreazione – recreation – si è inserita in molti settori, anche in quella delle roulotte che generalmente vengono chiamate “recreational vehicles” ma che vengono indicate come RV sui cartelli stradali. Per cui se si cerca un campeggio per la propria roulotte ci si dirige verso le aree contrassegnate da quella sigla.
Seguiamo il bel sentiero verso il fiume e scendiamo lungo una scarpata di grandi massi, un po' scomoda per la verità , dove la frescura è invitante. Vi è parecchia gente distribuita lungo le rive del fiume, un po' nascoste tra i massi e la vegetazione.  Alcuni hanno la canna da pesca, altri coraggiosi si tuffano dalle rocce e scopriamo così delle grandi polle profonde d'acqua azzurra. Ecco, l'acqua è una grande attrattiva ed è quasi sempre l'elemento mancante in questi luoghi a meno che non sia convogliata in lunghissimi fiumi come il Colorado o il Rio Grande che hanno le loro sorgenti nelle Montagne Rocciose a 8000 e più piedi di altezza.
L'ultima tappa, quasi obbligatoria, è al negozietto di souvenir che offre tante cianfrusaglie per i turisti e anche attrezzature sportive, tutte provenienti dalla China. Ci sono ricordi e ricordini da portare a casa e, stranamente, anche delle cartoline. Queste sì che sono oggetti preziosi, non è facile trovarle, infatti, chi mai spedisce più le cartoline nell'epoca di internet!?
Bandiera a mezz'asta a Flagstaff