ossa umane (aula wwffb, 22 ottobre, III anno) (giana #8)
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A | E` entrando che rimane stupito per quanto effettivamente il posto assomigli alla Foresta - nella quale sì, ci è stato - le labbra che si schiudono e gli occhietti che girano sulla stanza, rimanendosene lì non troppo lontano dai due "manichini" «hanno fatto proprio un bel lavoro!» al terzino tassorosso. Ma...dove sono coloro che l’hanno fatto?
Mac | Visto che le lezioni per oggi le ha finite prima di pranzo ha avuto il tempo di cambiarsi e indossa una felpa rossa e pantaloni altrettanto rossi entrambi con le WW dei Wanderers. Si passa una mano tra i capelli, scostando un ciuffo dietro l’orecchio. «Oh guarda!» verso il dissennatore all’ingresso, fermandosi sui suoi passi per un attimo e puntandolo con l’indice. «Woooo ma che…» gli occhi che si spalancano appena dalla sorpresa, guardandosi attorno e cercando di osservare un po’ tutto «...inquietante…» commenta piano alle ossa e vestiti insanguinati ed è pure un po’ buio. Senza nemmeno rendersene conto Mac s’avvicina un po’ ad Angus.
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«quest’anno abbiamo pensato di decorare non un bagno ma il corridoio sul quale si trova il nostro club» con la mancina indica fuori della porta «il tema è lo stesso a quello già trattato lo scorso Halloween nei bagni, ovvero La Camera dei Segreti» [...] «oggi, ci divertiremo a imbrattare una delle pareti del corridoio con la famosa scritta “La camera dei segreti è stata aperta, temete, nemici dell’erede”, sotto alla quale sarà posizionato un basilisco, con tanto di gatto finto che pende da una torcia» illustra la sua idea «mentre sul pavimento saranno sparse ossa umane e vestiti strappati con macchie di sangue» continua per vedere le varie reazioni «ci saranno anche dei ragnetti e le ragnatele» perché non possono mancare le ragnatele «inoltre, si spargerà un po` di sangue finto per tutto il corridoio con manate sparse»
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«Mentre Chloe può trasfigurare qualche pezzo di legno in osso umano… e Angus può aiutare Alyce con il Basilisco…»
Mac | Paul puntualmente e nonostante tutto, continua ad appellarsi al gianato con quel nome che Mac accoglie con una strana espressione ma che ormai non è nemmeno più una sorpresa, è più una domanda, un dubbio. Gli sembra una presa in giro, ecco. Sbuffa. «Va bene.» replica in ogni caso quando il suo compito viene specificato.















