Primo fritto misto della stagione andato 🌊😋

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Atlas Sound "Parallax"
VOTO: 7/10
Album Best Track: Terra Incognita
Bradford Cox non si ferma mai. Dopo averci riempito di materiali di ogni sorta adesso è ancora qui per dipingere nuove atmosfere con Parallax.
Poche volte capita di vedere un’artista che da solo pubblica qualcosa come 50 brani in un anno. Molti passano da un genere a un altro con una facilità disarmante e un invettiva unica. Ricorda un poco Bowie dicono alcuni, per molti è un genio. Quello che è certo è che tutte le cose che vengono fuori da questo ambiguo personaggio sono formidabili.
A parte un brano che esalta le doti dream-pop (Mona Lisa) il resto del disco è Atlas Sound e la sua singolare concezione della musica. Il suo genere unico che lui ama definire “Sci-Fi Fever Dreams” è un cocktail di effetti, riverberi, devozione per le produzione anni ’60, chitarre. Parallax suona come qualcosa che arriva dal futuro, un pianeta disperso sul quale vive solo Cox.
Un disco difficile da decifrare che ci dice se non altro una cosa forte e chiaro: Cox è uno dei più prolifici e qualitativamente migliori autori in giro.
Florence + The Machine "Cerimonials"
VOTO: 7/10
Album Best Track: Shake it Out
E' difficile identificare esattamente tutti gli artisti che possono aver inspirato Florence in questo lavoro. In Cerimonials sono presenti Bjork, Kate Bush, Fiona Apple e Tori Amos. Un suono plasmato bene, compatto che emerge da un muro di strumenti che non è proprio facile in un album che vuole definirsi pop.
In questo lavoro Florence mostra e mette in risalto ancor di più la sua voce che diventa poderosa in Shake It Out. Creare un pop oscuro che non rinuncia a sviluppare la sua forza nera intorno ai riff vincenti e ai crescendo inarrestabili.
Arpe, timpani, harmonium, pianoforti e cori sono gli elementi che lasciano emergere e avvolgono la voce della cantante inglese mentre si mischia con i ritmi e un gusto anni 80.
Chissà come avrebbe suonato questo Cerimonials se, invece di essere lavorato agli Abbey Road Studios, fosse stato prodotto in america. Alla fine Florence ha scelto bene affidandosi a Paul Epworth che l'ha sicuramente aiutata ad avvicinarsi al suono dark, forte e solido che cercava.
Un album che racchiude in se comunque il lato soul (Lover To Lover), potenza allo stato puro (No Light, No Light) e l classico misticismo che va tanto di moda adesso (Seven Devils e Spectrum). Ascoltate quest'album e aggrappatevi forte alle cuffie perchè vola via rapidamente.
Youth Lagoon "Year Of The Hibernation"
VOTO: 7/10
Album Best Track: Bobby
"Don't stop imagining. The day that you do is the day that you die."
Il giovane Trevor Powers realizza il sogno di tutti gli hipster della sua generazione: diventare musicista con un gran disco al debutto. Il disco, nel suo genere, è sicuramente uno dei migliori prodotti dell'anno.
Fat Possum è l'etichetta che ha creduto in questo progetto che ci ricorda un poco Beach House o Perfume Genius. I riff di Youth Lagoon sono semplici come i temui di tastiera e si ripetono ciclicamente cercando un crescendo emotivo. La voce registrata volutamente con una qualità che sembra essere bassa dona un tocco enigmatico allo stile di Trevor.
Tutto registrato in casa l'album ha un suono diy riconoscibilissimo come è riconoscibile l'immagine di una camera piena di poster e dubbi.
I demoni di Afternoon e l'atmosfera giocosa di Daydream aprono la strada alla notte di un estate passata a sognare di fronte all'esplosione di fuochi d'artificio. E' questa l'atmosfera descritta in July e che, come per ogni brano, ci incanta con una creatività esemplare.
Dovremmo apprendere molto da questo ragazzo.
Year Of Hibernation, è chiaro, è un disco per sognare, cosa che non dovremmo mai smettere di fare.
Hauschka Salón Des Amateurs
VOTO: 7/10
Album Best Track: Girls
Volker Bertelmann, pianista di Dusseldorf, rappresenta un’avanguardia sonora importante. Incarna le variazioni tipiche della musica minimal, le fonde con l’eredità elettronica della sua città (i Kraftwerk si sentono chiaramente nei suoi lavori) e le inchioda al piano seguendo attentamente il manuale John Cage ha regalato all’umanità intera.
Tutto è vero anche quando piega l’elettronica ai voleri della sua fantasia; perfino quando il beat si fa più incalzante, il dominio della ritmica e del susseguirsi di suoni è eccellente.
Il brano da segnalare è Girls che, come quasi tutti quelli presenti nel disco, segue una ritmica di 4 quarti morbida; l’impianto di riff minimalisti, suoni metallici reali e l’entrata di un basso elettronico sembra costruiscono un elisir musicale meraviglioso.
Arrivato ormai al suo nono disco Hauschka consolida il proprio stile; il compositore tedesco offre un momento di pace e costruisce una struttura di note e di suoni tali da generare calore sonoro; da assaporare al freddo e con una buona tazza di caffè.

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Beirut "The Rip Tide"
VOTO: 7/10
Album Best Track: The Peacock
Beirut è il nome di uno dei progetti musicali più affascinanti degli ultimi anni. Dietro questo lavoro c’è un bohemien che si chiama Zachary Francis Condon.
Con alle spalle il precedente lavoro March Of Zapotech and Realpeople Holland il musicista di Santa Fe decide di continuare per la sua strada. Lasciando indietro i primi lavori e allontanandosi definitivamente dall’impostazione del disco The Flying Club Cup, capolavoro che lo ha reso celebre.
Le nove tracce di The Rip Tide ci ricordano l’amore della band per la musica vera e per il tentativo costante di orchestrare, in maniera moderna, i temi che creano. Il difficile che riesce a Beirut è mischiare senza esagerare gli elementi portanti che sorreggono lo stile. Una voce sognante, un sapore balcanico, un lavoro di produzione americano e il calore di una festa messicana. Il moderno e il passato si sposano in un’atmosfera che questa volta ha qualcosa da dire in termini di personalità.
The Rip Tide supera come produzione i precedenti e sicuramente mantiene fede allo stile del giovane musicista del New Mexico; i suoi fan potranno stare tranquilli come è tranquillo uno dei suoi più grandi ammiratori, il famoso conduttore americano David Letterman, che ogni volta che viene a conoscenza di nuovi lavori di Zach lo lascia esibirsi in splendidi live televisivi. In questo caso era il tema East Harlem (guarda il video)
Quello che emerge forte da questo lavoro (prodotto dalla Pompeii Records) è la volontà di spingersi verso l’old-fashioned pop Americano marcando il proprio stile con forza investendo in questo processo l’estetica, la composizione e i testi.