China sui libri, con i lunghi capelli color cenere che le ricadono lungo il visetto tondo, sembra particolarmente assorta nell’impresa che sta svolgendo: la sua postazione è quasi esclusivamente occupata dai suoi oggetti, tra cui un tomo di Storia della Magia, qualche copia della Voce degli Studenti datata Febbraio e Marzo 2064, un calamaio pieno di inchiostro nero e un set di piume da scrittura. Davanti a sé una pergamena con qualche appunto disordinato lasciato dalla piuma d’oca ben stretta nella mano destra, mentre l’indice della mancina è intento a scorrere con lentezza la riga di un trafiletto di cronaca del giornale studentesco vecchio di molti anni. Un normale pomeriggio qualunque mentre si occupa della ricerca e si appunta le domande da dover fare a Kim per quella ricerca di DCAO, talmente assorta da non aver notato la bibliotecaria lasciare il posto alla Caposcuola e accorgendosi di quest’ultima solo dopo aver sollevato la testa.
«TOBY!!!» è il nome che ha dato al topolino, che invece è sfuggito di mano, purtroppo «ASPETTA, TORNA QUI!!!» lo insegue ma il topolino purtroppo per lei entra proprio nell’orrido antro, facendola bloccare sulla porta «Oh gramo» si ferma, appunto, considerando che solo una settimana prima ha giocato uno dei suoi scherzi migliori alla bibliotecaria. Farebbe pure un cenno a Charlotte, posando l’indice sulla bocca chiusa, se la guardasse, con un’aria mezza impanicata «...non è che hai visto un topolino?» proverebbe pure a sussurrare, avvicinandosi al suo tavolo.
« Prendetelo, forza… o mangia i libri » sempre a voce bassa ma decisamente un ordine. Il topo si trova accanto alla prima scaffalatura e sta girando l’angolo, proseguendo per un corridoio.
« Mangiano i libri? » domanda sommessamente, mentre si abbassa verso la sua tracolla per recuperarne il catalizzatore con la mano destra. Stringe bene il manico e guarda il gruppo « come lo catturiamo? è troppo veloce per un Locomòtor Mòrtis, credo »
«Ci penso io!» esclama il prefetto MacTavish, quindi, a voce decisamente non sussurrata, alzandosi immediatamente dal suo posto, lasciando così sul tavolo la sua piuma per recuperare, velocemente, la sua bacchetta magica, tirandola fuori da una tasca dei pantaloni della divisa e impugnandola nella mano destra. Raddrizza la schiena, muove qualche passo oltre il tavolo, per raggiungere Charlotte, in particolare, con la bacchetta magica a portata di mano e cercando di non perder di vista quel topolino.Â
«Dieci punti a chi lo prende per primo» sussurra Corwin Willoughby proprio alla primina quasi volesse tastare il suo essere competitiva, si spera non solo nello studio, in quanto corvonero.
«Tobyyyyyyyy!!!!» lo richiama ancora Neera, mentre lo insegue. La domanda di Charlotte in compenso la voltare un attimo verso di lei «No, potrebbe funzionare in realtà ma…» intanto estrae a sua volta la bacchetta «Anche un Confùndus è efficace a volte… ve lo hanno insegnato?» non è così aggiornata sui programmi del primo anno, ecco.
«Le sembra il caso di fare impedimenta al pavimento, signor MacTavish?» e no, nessuno spirito trascendentale gli ha detto che c’è un topolino. Tantomeno il professor Fowler l’ha visto, visto che non indossa manco gli occhiali.
« Lei sicuramente può acchiapparlo, vero professore? Poi ci insegna anche come? » domanda sempre attenta a sussurrare. « E potrebbe farlo sapere alla professoressa VonBhuren che le abbiamo dato una mano ad acchiappare il topolino? » il vero malcapitato è il docente, vittima dell’arrivismo inconscio di una primina Corvonero qualunque. E comunque lei, non casta per ora incantesimi, lascia che altri - molto più abili e utili - si sporchino le mani.
Per fortuna non sente lo scambio di battute tra Corwin e Charlotte, ma successivamente, risponde a quanto la primina gli chiede, anche se lui continua a parlare in modo normale e non pare intenzionato a sussurrare nonostante le richieste della bibliotecaria. «sì, brava, lo segua» intima Charlotte, mentre lui si porta la mano sinistra alla fronte, andando a massaggiarsela, decisamente non contento della situazione. «Certo, poi le insegno tutto, signorina» ancora «e non mancherò di comunicarlo alla Capocasa, si figuri» Muove qualche passo verso dove è stata Charlotte ad indicare, mentre immagina che il topolino, per primo, e poi di conseguenza tutto il resto che ha attorno nel raggio di due metri, s’immobilizzi per un po’, il tempo necessario a fargli cercare la bestiola senza intoppi; e anche il tempo giusto per ristabilire un po’ di silenzio e farsi passare il mal di testa. Muove la bacchetta, sempre puntata in alto, in un giro in senso orario, non sprecando neanche le corde vocali nel suo °immòbilus° non verbale.













