Leggere le carte ti fa vedere uno strato di società molto particolare. Gli inetti che attendono il futuro.
Il futuro... quel baule colmo di potenzialità che accadono soltanto per tua intenzione e scelta. Loro lo attendono, lo bramano, ma non agiscono.
Sono consulenze che non faccio mai. Domande che mirano al “mi chiamerà?”, “tornerà?”, “che vuole fare?”, “chi sceglierà?” “mi pensa ancora?”, e via dicendo.
Tutte paraculate con cui la personalità continua a fare la vittima e non si prende alcuna responsabilità.
Non lavoro con chi attende; con chi aspetta e spera; con chi si racconta che la “virtù” del sacrificio e della pazienza cambia le cose, o peggio ancora, le persone.
Si riconosce subito chi ha le scatole piene da chi invece si autocommisera. Di solito i primi pongono la questione sul “che devo fare per...?”, e allora si cambia musica.
Gli altri invece rimangono incastrati nel domani. Quel domani che non esiste, ma in cui fantasticano di essere felici. Perché hanno paura di fare. Vivono temendo le conseguenze. Procrastinano inventando scuse. Delegano fuori quello che non vogliono risolvere dentro.
Non hai altro nella tua vita se non Oggi. Ora. Questo minuto. Il futuro non ha il compito di realizzare se stesso. Il futuro è un baule di potenzialità in cui tu ti realizzi, attraverso la volontà. Non il contrario. Il futuro non ha volontà propria. Non è che una bolla di variabili.
Solo che il sistema ti dice che desiderare tanto tanto qualcosa l’attiri a te. Per questo il futuro vende. É l’oppio dei popoli. La panacea delle illusioni. La cazzata sociale con cui resti appeso per le palle.
Tanti usano le carte come strumento di intrattenimento, e non c’è nulla di male.
Ma se vuoi uscire dalle illusioni, se vuoi almeno avvicinarti a un senso di libertà personale, devi smettere di aspettare che il “futuro” si materializzi senza che tu faccia niente.



















