Ho visto una donna anziana, innamorata di suo marito, dirgli “torna presto a casa”, mentre lo portavano via, incontro al suo destino.
- Chiara
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Ho visto una donna anziana, innamorata di suo marito, dirgli “torna presto a casa”, mentre lo portavano via, incontro al suo destino.
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Riflessioni uomo/donna
A rischio di accendere polemiche difficilmente placabili, confidando nella presenza qui di tante persone intelligenti aperte al confronto, voglio aprire una discussione assai spinosa, che riguarda il genere maschile e quello femminile.
Parto dal presupposto che non mi piace vedere divisi i due sessi, vedere che si fanno la guerra, e che competono tra di loro invece di cercare di completarsi a vicenda; penso che alla base di questi atteggiamenti ci sia il concetto di speculazione dell'altro per trarre vantaggio personale.
Ma passiamo oltre. Ieri riflettevo sul fatto che io mentalmente non mi sento ne uomo ne donna, al di là delle fattezze fisiche che ci distinguono. Siamo diversi fisicamente, e siamo diversi anche nel cervello? Sembra di sì, la scienza lo dimostra.
Quindi la donna è più sensibile per natura, ha un certo istinto che la porta a curare i piccoli, sembra essere più prudente e meno istintiva, è portata per il ragionamento e ha una memoria incredibile. Tutto questo, perché ha un cervello fatto in modo diverso da quello dell'uomo, individuo più rude e primitivo, istintivo che quando si incazza spacca tutto e poi non ci pensa più, che cerca di difendere chi ama (finché lo ama?), e ha sempre bisogno di svuotarsi i testicoli. Stiamo parlando di differenze materiali del cervello, o stiamo parlando di adattamento ad un mondo che ci vuole cosi, nel quale ci troviamo immersi sin da piccoli? La scienza parla di differenze materiali, nel cervello!
Dunque io, insieme a tutti quelli come me, siamo fatti male, prima cosa. Poi se le cose stanno così, gli uomini sceglieranno sempre un certo tipo di donne, e le donne un certo tipo di uomo. Chi sceglie persone "ibride", fuori da questi schemi, prima o poi si stufa..! (Perché è il cervello che richiede certi canoni)... E se le cose stanno così, come si può mai raggiungere la parità, reale, dei sessi? Come può questo accadere nella vita di tutti i giorni, sul lavoro e per strada, se l'uomo deve essere grande e forte e la donna ama essere preda, considerando l'uomo predatore?
La domanda scotta, lo so, e sono il primo a rendermene conto. Io ci vedo un nesso tra queste due cose. Io dico che se l'uomo fosse al pari della donna già negli atti più primordiali (e vice versa la donna con l'uomo), probabilmente ci si abituerebbe a considerarsi al pari anche nella vita di ogni giorno. Se passasse di moda l'uomo forte e rude, probabilmente ci sarebbero meno violenti, e meno violenze. Mi sbaglio?
Io, con questi preconcetti non mi ci ritrovo: odio la violenza e la sopraffazione! Quindi partite dal presupposto che sto solo cercando di capire. Non sto criticando male nessuno dei due sessi.
Non lo so, io mi vedo bene insieme ad una lesbica, che vede in un suo simile la persona che la sa far stare bene. E ringrazio di non essere possente fisicamente, che forse è ciò che mi permette di andare fuori dagli schemi.
Magari sto sbagliando tutto in questo ragionamento, illuminatemi. Amo questo posto perché mi ha sempre aiutato a confrontarmi con gli altri. (Anche in privato)
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Esiste l’amicizia tra uomo e donna? Me lo domando e a giudicare dall'esperienza di Marianna direi che sia possibile. Mentre gli studi scientifici affermano il contrario.
Esiste l’amicizia tra uomo e donna? A giudicare dall’esperienza penso sia possibile ma gli studi scientifici affermano il contrario. Tu che pensi?
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Amore puro
Il Giappone ha un problema: gli uomini e le donne del Paese non si piacciono. Un risultato è che la popolazione è in crollo verticale - molto semplicemente, perché i due generi non sembrano volersi “unire nell’atto procreativo”. Già nel 2016 uno studio del National Institute of Population and Social Security Researchgiapponese ha trovato che nella fascia d’età tra i 18 e i 34 anni - l’età riproduttiva - il 42% degli uomini e il 44,2% delle donne ammettevano di essere ancora vergini. Waifu è una parola giapponese che deriva dall'inglese “wife” - moglie - e rappresenta l’interessante adattamento dei giovani maschi nipponici che non riescono a trovare una donna che gli piaccia - oppure alla quale piacciano loro. La soluzione è di costruirsi qualcosa di meglio, la loro donna ideale, desiderabile, accomodante, a “bassa manutenzione" e completamente silenziosa: la Waifu. Queste donne ideali, con il seno prosperoso, gli occhioni giganteschi e un’ambigua aria a metà strada tra svergognate pronte a tutto e vergini imbarazzate, sono basate sui personaggi femminili degli anime, i popolari cartoni giapponesi. Assumono un’esistenza fisica soprattutto sotto forma di federe per certi cuscini da letto lunghi dai 150 ai 160 cm. Vengono vendute in paia, una viziosa, l’altra santa - più o meno. La Waifu si porta a spasso per strada e a cena fuori. La si ama, la si coccola e non rompe mai le scatole. Sopporta di tutto, anzi, con grande seppure immaginaria partecipazione entusiasta. È d’uso proclamare che il ruolo del design dovrebbe essere (anche) quello di risolvere i problemi sociali. Il design giapponese forse arriverà un giorno ad inventare qualcosa per far sì che la popolazione vorrà tornare a fare i bambini. Per ora però, si limita a risolvere il problema economico di sbarcare il lunario. Forse vale la pena visitare la Waifu Machine - un app online che permette agli avventori di costruire per pochi dollari (se non la vuoi non la paghi) la donna perfetta: unica, formosa, metà santa, metà puttana e tutta tua. Col cuscino però viene $90… È un prodotto di altissima tecnologia. Non manca, è ovvio, l’intelligenza artificiale, gli elementi grafici sono stati acquisiti con le tecniche di machine learning da centinaia di migliaia d’immagini di anime. C’è tutto ciò che un Husbando - da “husband”, marito in inglese - possa desiderare. Forse il problema risolto dai designer giapponesi è un altro: la sovrappopolazione terrestre. (FONTE, Nota Design di James hansen) Read the full article
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