(al link qui sopra, l’ordinanza per esteso con i passaggi più importanti in grassetto)
Con un procedimento cautelare (ex art. 700 c.p.c.), i tassisti hanno chiesto al Tribunale di inibire, con urgenza, l’utilizzo dell’app. Uber Pop, rea di svolgere un servizio analogo a quello fornito dai taxi, ma in regime di concorrenza sleale (ex art. 2598 n. 3 c.c.).
Il Giudice milanese, Dott. Claudio Marangoni, in parziale accoglimento delle domande dei ricorrenti, ha “inibito l'utilizzazione sul territorio nazionale dell'app denominata UBER POP sia del servizio- comunque denominato e con qualsiasi mezzo promosso e diffuso - che organizzi, diffonda e promuova un servizio di trasporto terzi dietro corrispettivo su richiesta del trasportato, in modo non continuativo o periodico, su itinerari e secondo orari stabiliti di volta in volta”.
La decisione, a differenza di quanto riportato su molti giornali, non è una sentenza, né ha carattere definitivo, poiché è frutto di un procedimento d’urgenza, che ha la caratteristica di avere un’istruttoria sommaria. La battaglia, per così dire, è appena cominciata e la guerra vera si svolgerà nel giudizio di merito che, sicuramente, seguirà a questa prima fase e che avrà tempi molto più lunghi.
Nel frattempo, però, i tassisti incassano un ottimo risultato che, sicuramente, verrà sottoposto a reclamo (l’appello della fase cautelare) da parte degli odierni soccombenti. Qualora dovessero vincere i tassisti anche in sede di reclamo, Uber si presenterebbe in un giudizio di merito tutto in salita.