E se c'è una cosa al mondo a cui non vorrei rinunciare è alle notti passate a raccontarsi le cose, le piccole e le grandi cose. Le notti piene di parole con un qualche significato. Quelle dove si mettono da parte gli scontri e le irrequietezze che sono padroni del giorno e delle persone che hanno fretta. Che hanno fretta di crescere e di avere qualcosa tra le mani. Di quelle che non hanno abbastanza tempo da dedicare a se stesse e finiscono per mettere da parte tutto quanto.
Non vorrei mai rinunciare alla profondità di alcuni discorsi, discorsi veri che rimangono impressi nella pelle, come un tatuaggio a cui non avrai mai bisogno di dare del colore oppure una forma precisa. Ad i graffi che con fierezza porti addosso, quelli che raccontano meglio chi sei e dove stai cercando di arrivare.
Avrò sempre tempo per conoscere meglio, per regalare a me stessa qualcosa che prima non avevo potuto avere mai. Delle storie vere che provengono da vera carne.
E non darò mai, nemmeno per un secondo, poco conto alle persone che hanno il coraggio di capirmi e di capirsi anche se solo per un po'. A quelle che si intascano e poi buttano via quelle apparenze che mi stanno rovinando l'esistenza. A quel dare tutto per scontato, ogni volta. Le ringrazio e le ammiro sempre queste rare vite che decidono di affiancarsi alla mia. A quegli occhi che non hanno interessi precisi e che, ogni tanto, trovano il coraggio di guardare davvero.
Le notti piene di parole vere sono le notti che avrò sempre voglia di vivere. In cui avrò sempre voglia di esserci, anche quando esserci diventa un po' troppo complicato. Io ho bisogno di questo, ho bisogno di capire. Ho bisogno di toccare con mano la realtà, perché quando sei da sola gli occhi tendono sempre ad abbassarsi un po'. Tendono a guardare solo alcune cose, quelle che magari si incastrano e danno più fastidio.