Quando un bambino prodigio cresce e diventa soltanto un essere bizzarro
Nei Detti memorabili di Filippo Ottonieri ho trovato poca coerenza: per una buona metà dell'operetta, Leopardi dipinge questo suo alter-ego come una persona ritenuta bizzarra da chi la conosce superficialmente, ma che rivela il suo valore di pensatore nelle considerazioni esposte al lettore, tutte pregnanti. A un certo punto, Leopardi sembra prendere in antipatia questo altro sé stesso e, anziché farne il soggetto per un autoritratto realistico seppur limitato, forzatamente lo rimpicciolisce fino a ridicolizzarlo, ridimensionando la portata delle sue considerazioni universali, che gradatamente si riducono a semplici notazioni di costume, e fino ad elencarne freddure e battute sarcastiche degne di un cortigiano inacidito e rammollito, subito prima dei versi incisi sulla sua lapide, da lui stesso composti, in cui appare come un uomo d'ingegno che ha dissipato la propria fortuna conducendo una vita improduttiva e non degna delle giovanili promesse.
Credo che Leopardi abbia fatto uso di questo personaggio per rendere vivido ed esorcizzare il proprio timore di trascorrere una vita indegna dei propri ideali e che non lo avrebbe condotto alla fama presso la posterità. In esso rappresenta il fanciullo prodigio ammirato proprio grazie alla sua precocità, ma che poi, divenendo un adulto che per la propria natura non riesce nei "commerci con gli uomini", viene sospinto suo malgrado dalla società in un cono d'ombra nel quale soffre la mancanza delle attenzioni precedentemente ricevute e la difficoltà di emergere ed affermarsi nonostante la coscienza del proprio valore. Esaltare progressivamente le caratteristiche del personaggio che ne rimarchino i limiti, serve all'autore per prendere le distanze da esso e quindi anche dall'esito indesiderato della sua e della propria esistenza.
Come detto in quest'opera, non c'è niente che riesca meglio ad uno scrittore che parlare di sé stesso e, aggiungo, di solito non c'è niente di più interessante dei propri casi ch'egli riesca a dire.














