700 opere, datate tra il ‘500 e l’800, di grande valore artistico e decorativo.
Per lunghi anni Luigi Nessi, affermato architetto svizzero, si è, infatti, dedicato alla caccia di “oggetti d’uso” nei mercatini antiquari di tutta Europa. Oggetti d’uso dal duplice valore: strumenti di lavoro, in quanto protagonisti nella creazione del manufatto artistico, ma allo stesso tempo oggetti d’arte, perché realizzati con la stessa maestria. Non si parla, sia chiaro, di forme di design ante litteram, dacché i pezzi in mostra sono tutti databili in un periodo in cui ancora non si parlava di produzione di serie. Sono, quindi, tutti pezzi unici che raccontano la storia del lavoro in un’epoca in cui i confini tra arte ed artigianato non erano poi così netti. I pezzi esposti sono tutti vere e proprie opere d’arte, e tali lo sono sempre state considerate, lo testimonia il fatto che spesso questo tipo di manufatti erano conservati, nelle residenze nobiliari, in appositi locali antesignani dei musei attuali (detti, secondo la tradizione tedesca) Wunderkammer. Tra i pezzi più significativi in mostra, che vede nelle vetrine tenaglie, incudini, seghe, trapani e tagliazuccheri, c’è una prestigiosa tenaglia multiuso da armaiolo, realizzata in Germania alla fine del ‘500, in ferro forgiato e riccamente decorata, oltre al compasso geometrico ideato da galileo Galilei, costruito da Marcantonio Mazzoleni nel 1606.
Il percorso, organizzato cronologicamente, si chiude sugli utensili quando vanno perdendo la qualità d’oggetto per diventare più modestamente strumenti di lavoro.