seen from United States

seen from United States
seen from United States
seen from Kazakhstan
seen from India
seen from United Kingdom

seen from United States
seen from United States

seen from Malaysia
seen from United States
seen from Yemen
seen from United Kingdom
seen from China
seen from United States
seen from Singapore

seen from Malaysia

seen from Singapore
seen from China
seen from United States
seen from Türkiye

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
L’arte di Alex Ciliegia
Quest’oggi Cluster Magazine vi porta al Tango Core Tattoo di Roma dove incontriamo Alex Ciliegia, che ci racconta un po’ di sé e della sua arte.
Partiamo dai tuoi inizi. Quando e come ti sei avvicinato all’arte del tatuaggio?
Al mondo del tatuaggio mi sono avvicinato sin da bambino,quando guardavo con ammirazione chi aveva il coraggio di scrivere o disegnare qualcosa sulla propria pelle che sarebbe rimasto per sempre. A 18 anni ho fatto il primo tattoo e tra le bestemmie di mia madre ho continuato la mia “carriera” di tatuato. All’inizio del 2009 ho comprato la prima macchinetta su internet e ho cominciato a esercitarmi sulle pelli di maiale e sulle mie gambe. Appena acquisita un po’ di sicurezza si sono fatti avanti gli amici (che ringrazio tantissimo della fiducia che mi hanno dato) e ho così affinato la tecnica. Dopo qualche mese mi sono trasferito nella capitale e ho cominciato a bazzicare in qualche studio di tatuaggi, trovando poi finalmente un posto fisso al Tango Core Tattoo, nel pieno centro di Roma.
Quali sono stati i tuoi maestri o i tatuatori che più ti hanno ispirato?
Non faccio i nomi dei tatuatori che mi fanno da maestri per il semplice fatto che sarebbe una lista senza fine in continuo rinnovamento: ogni tatuatore o artista che apprezzo o che ancora meglio vedo all’opera è un grande esempio e ispirazione per me. Ogni volta che vedo una novità nella tecnica o anche solo nella disposizione del banchetto cerco di farla mia per migliorare la mia arte.
Quali sono i tuoi soggetti preferiti (Old School, Japanese, New School etc.) da tatuare e perché?
Anche se adoro tanti altri stili preferisco quello tradizionale perché con esso trovo più facile rompere certi schemi e esprimere appieno la fantasia nel tatuaggio. Praticamente si potrebbe disegnare qualsiasi cosa e adattarla a un old school, con una serie infinita di personalizzazioni. Oltre a questo lo preferisco anche se parliamo della definizione più stretta di “old school”, cioè il genere di tatuaggio marinaresco originario della cultura europea e americana, che sento quindi più vicino a me.
Fino adora, qual è il tatuaggio che hai fatto di cui vai più fiero e perché?
A questa domanda non saprei bene come rispondere perché mi sento in piena evoluzione. L’unica risposta che mi sentirei di dare è: “il mio preferito è l’ultimo!”, ma domani già sarebbe cambiato! Forse uno dei miei preferiti l’ho fatto a una mia amica qualche mese fa ed è il suo cane da cucciolo che dorme dentro a una rosa. Mi piace l’attaccamento che hanno le persone per i propri animali, è un forte legame indivisibile che merita di essere marchiato sulla pelle
Hai mai rifiutato di tatuare un cliente? Se si, perché?
Mi sono rifiutato recentemente di tatuare un cazzo, e il perchè è chiaro! Hahaha!
Chi ti piacerebbe tatuare e da chi invece vorresti farti tatuare?
Non so se c’è una persona in particolare. Provo una grande soddisfazione a tatuare un mio collega, vuol dire che il mio stile è davvero apprezzato da un intenditore e per me è un grande onore! Per quanto riguarda me, invece, spero di tatuarmi nuovamente da Chad Koeplinger in convention, anche se ha una mano pesantissima, e soffrirò come un cane. I suoi lavori sono a dir poco incredibili
Secondo te, chi o cosa ha reso i tatuaggi così commerciali facendo in modo che adesso tantissime persone vogliono diventare tatuatori?
Sicuramente il tatuaggio al giorno d’oggi è reso popolare dai vari vip e calciatori che sfoggiano in televisione tatuaggi abominevoli, e questo vale per la maggior parte delle persone che si fanno tatuaggi “commerciali” presi da vecchi cataloghi di tribali o portando la foto del divo televisivo al tatuatore. Per quanto riguarda invece il fenomeno dilagante dei tatuatori non so che dire; pare che la gente creda che fare il tatuatore sia il modo migliore per guadagnare soldi facili facendo solo dei disegni.. beh non è così! Tatuare è un impegno e un’amore che solo poche persone hanno e che riescono a portare avanti con continui miglioramenti e innovazioni. Non è andare nei locali alla moda per farsi le foto al petto tatuato per poi metterle su Facebook!
Parlaci dei tuoi tatuaggi, quando hai fatto il primo e qual è il tuo preferito se ne hai uno?
Come dicevo all’inizio il primo tatuaggio l’ho fatto a 18 anni, era un tribale tra l’altro spaventosamente grosso che fortunatamente sono riuscito a coprire di recente con una pantera. Quando ho cominciato a tatuare ho sviluppato il mio grande interesse per l’old school quindi anche i tatuaggi che mi sono fatto sono stati tutti tradizionali. Su per giù ne avrò una quarantina (me lo chiedono di continuo i curiosi in giro oltre a “Quello che t’ha fatto più male?”). Tra i miei preferiti ci sono sicuramente la scritta Hard Life sulle dita che mi ricorda tutti i giorni le difficoltà della vita e la rosa su una tempia con la quale mi ricordo il vero significato del dolore
Pensi che il tatuaggio in Italia nutra ancora di pregiudizi o la situazione migliori di giorno in giorno?
Si, in Italia si hanno tantissimi pregiudizi nei confronti dei ragazzi tatuati, sopratutto se vistosamente. Per questi è praticamente impensabile trovare un posto di lavoro e specialmente in determinati ambienti. Nonostante ciò il tatuaggio si sta sviluppando tantissimo tra i giovani e a breve ci sarà una generazione di tatuati (e disoccupati!)
Quali sono i tuoi progetti futuri ,professionalmente?
Il mio principale obbiettivo professionale è il miglioramento. Sono i buoni risultati che mi danno la forza per andare avanti e impegnarmi sempre di più. Col tempo e il duro lavoro spero di riuscire a partecipare a un po’ di convention anche all’estero e, perchè no, anche come ospite in qualche studio fuori dall’Italia.
Con questo ringrazio la vostra redazione per lo spazio che mi avete dedicato!