"-Qual è la cosa più saggia?
Il tempo, perchè alcune cose le ha già trovate, le altre le troverà."
- Talete
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"-Qual è la cosa più saggia?
Il tempo, perchè alcune cose le ha già trovate, le altre le troverà."
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Philosophia
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“ Talete guardò le cose da molto vicino e scoprì che esse erano fatte di acqua. Guardò meglio e c'erano anche le pietre e altre cose molto asciutte, ma ritenne che esse fossero soltanto meno bagnate delle altre. Anche dentro il fuoco vi scorse dell'acqua perché l'acqua era il principio di tutte le cose.“
I Milesi. Narrate, Uomini
Io non posso stare fermo con le mani nelle mani, non sono mai soddisfatto, devo continuamente rimettere mano a quello che ho già scritto. Così adesso mi sono messo a riscrivere tutto da capo, è più forte di me. ¯\_(ツ)_/¯
L’anno in cui nacque Talete a Roma si incoronava Anco Marzio, quarto Re di Roma. In Egitto moriva Amenardis II, Divina sposa di Amon. Nacque a Mitilene anche Pitacco, uno dei Sette Saggi, fu legislatore e autore di massime piuttosto sciape fra le quali «Non dire le tue intenzioni; perché se non ti riescono tu non sia sbeffeggiato». Inasprì le pene per i reati commessi in stato di ubriachezza, vera piaga del mondo antico e disse: «Ciò che rimproveri agli altri, non farlo tu stesso». Va bene Pitacco, prendo nota.
"Evita di fare quello che rimprovereresti agli altri di fare."
-Talete
@stupid-exaggerate
(L'ho preso dal libro della patente, e boh okay niente volevo farlo sapere anche a voi.)

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Quando Talete osservava le stelle e guardava verso l'alto, cadde in un pozzo e pare che una spiritosa e acuta serva tracia lo abbia deriso: egli vuol sapere che cosa c'è nei cieli, ma gli rimane nascosto ciò che ha davanti agli occhi e ai piedi [...]. La stessa derisione colpisce tutti quelli che vivono nella filosofia. Poiché in verità a un tale uomo il prossimo o il vicino rimane nascosto [...]. Quando di fronte al tribunale o in qualunque altro luogo il filosofo deve parlare di ciò che si trova davanti ai suoi piedi o ai suoi occhi, suscita ilarità e ciò non soltanto presso le Tracie, ma anche presso il resto del popolo. A causa della sua inesperienza cade in pozzi e in qualunque tipo di imbarazzo, la sua inettitudine è spaventosa e ha tutta l'aria della scempiaggine. Che cosa però è l'uomo e che cosa, a differenza di altri, conviene a un tale essere fare e soffrire, questo egli si sforza di cercare e sondare.
Platone
Talete di Mileto
Poiché bisognava pur iniziare da qualcuno per raccontare tutta la storia, Talete di Mileto fu eletto da Aristotele quale primo rappresentante della gloriosa schiatta dei filosofi, eppure non era il solo, Talete, che poteva vantare competenze e qualifiche confacenti al ruolo, c'erano, per esempio, Pitacco di Mitilene, Biante di Priene, Cleobulo di Lindo, Chilone di Sparta, Misone di Chene, tutti parimenti saggi e parimenti provvisti di una lunga barba che di quella saggezza era il segno più evidente, ma Talete di Mileto la spuntò grazie a un talento particolare: la ricerca dell'archè. L'archè è quel principio da cui provengono tutte le cose e a cui tutte le cose fanno ritorno. Sul perché occorresse pensare un concetto di tale portata si è scritto molto: la filosofia nasce da uno stupore (thauma), chi dice dinnanzi alla natura, come si trattasse di rimanere estasiati col naso all'insù di fronte allo spettacolo del mondo, chi dice invece uno sbigottimento di fronte alla manifestazione della caducità delle cose e alla precarietà dell'esistenza, sicché la ricerca dell'arché sarebbe espressione di un intimo bisogno di salvezza. Darsi una spiegazione equivale in qualche modo a una consolazione, il divenire appare meno arbitrario, il destino del mortale meno pesante da portare. Dunque Talete pensò il principio da cui provengono tutte le cose e lo identificò nell'acqua. Ogni cosa è composta d'acqua in misura diversa, e qui non si capisce bene se l'acqua di cui invece facciamo esperienza nel mondo sia essa stessa quell'elemento originario di cui parla Talete oppure un elemento fra gli elementi al pari di tutte le altre cose. Tuttavia il solco è tracciato, i primi filosofi danno ognuno una diversa definizione dell'archè: sia dichiarata aperta la stagione della caccia, alla verità.
[tratto da Breve Storia della Filosofia, anche su fmentis.blogspot.com]
Talete di Mileto (tono scherzoso)
Talete di Mileto era già morto da centocinquant'anni quando Aristotele, in vena di manie da riordino, lo aveva estratto a sorte da un pool di sette saggissimi saggi dell'antichità per metterlo a capo dell'illustrissima schiatta dei filosofi, un circolo ristrettissimo, più esclusivo del Rotary e del Bilderberg group, ma che portava in dote la sola gloria e nessuna ricompensa benché Talete avesse fatto i soldi con le olive. E tuttavia i discendenti di Talete ne furono così contenti che con il premio in gettoni d'oro fecero erigere un monumento in onore del sapientissimo avo, pieno di giuochi d'acqua e di fontane, sì da ricordare che principio di tutte le cose era l'acqua, zio Alcibiade si spese invece la sua parte al Ceramico, dove passò la notte a spiegare a due prostitute lidie di come Talete avesse misurato la piramide di Cheope con l'aiuto di una pertica e usando la sua come esempio. Tutto è acqua, le montagne, gli uomini, i parastinchi, che siamo fatti d'acqua, diceva Talete, lo si evince dal fatto che facciamo tanta plìn plìn, e a chi gli ribatteva che la pietra è dura e non bagna le mani, Talete rispondeva che l'acqua che intendeva lui non era quella che si beve quando si ha sete ma un elemento proteiforme che può assumere le sembianze più disparate, comprese quelle dei calli e dei duroni alle piante dei piedi. Logica stringente e paura di nessuno, così i filosofi si apprestavano a conquistare il mondo.
[anche sul blog “serio” fmentis.blogspot.com]