Vorrei usare le parole giuste, sarà difficile, non vorrei risultare razzista/secessionista/celhodurista anche perchè sono nata e cresciuta a ROMALADRONA.
Mi alzo dal tavolo di un ristorante a 400 metri da casa. Ho tre sigarette. So già che se tornassi a casa senza ricomprarle passerei metà nottata ad imprecare.
Dunque, a 100 metri da qui c'è un tabaccaio, saluto tutti e mi dirigo a passo svelto verso lo "Stendhal Bar".
Io : "Un pacchetto di Lucky Strike Rosse"
Cassiera : "Finito, è tutto finito"
Dimostrazione: dopo una certa ora da queste parti c'è l'assedio delle cavallette e finiscono le sigarette.
Più avanti (a 100m) c'è un altro bar tabacchi. Di nuovo passo svelto. Chiuso. Distributore. Non ho la tessera sanitaria e per di più ho 20 euro interi.
Mi accendo una sigaretta. Medito.
Ahh. Le vado a comprare a P.zza Bologna, al Meeting Bar(Bleeeeeah)
Arrivo a Piazza Bologna. Nel tragitto (4 minuti a piedi) mi assale una tristezza infinita. Il caldo mixato alle vie intorno casa mia mi riporta a un'estate di qualche anno fa passata quasi tutta a Roma - STO DIVAGANDO - in attesa di partire per New York.
Vabbè. Arrivo al bar già di pessimo umore. Neanche salgo sul marciapiede antistante che vedo un serpente umano di gente che parla una lingua incomprensibile, che si AGITA, che SPORCA, IMBRATTA, beve cocktails color evidenziatore (Sì vabbè sono una rompicoglioni io bevo solo Gin Lemon e Negroni, al massimo posso spingermi fino a uno Spritz).
E niente, ho fatto 15 minuti di fila per comprare un pacchetto di sigarette, contornata da zulù griffati dalla testa ai piedi e che come segno particolare hanno quello di mettere un h e aspirare dopo quasi tutte le consonanti. Poi uno si chiede perchè qui intorno siano comparse negli anni scritte tipo "Più case, meno calabresi!".
Non ho nulla contro i calabresi, contro il sud, contro nessuna regione d'Italia, però CAZZO, gli studenti fuori sede che circolano nel III Municipio sono per la maggior parte PESSIMI.
Sono arrivata a casa alle 00:05.