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Whatsapp: trucchi per scoprire chi ti ha bloccato
Whatsapp: trucchi per scoprire chi ti ha bloccato
Qualche trucco veloce e sicuro per sapere se qualcuno ci ha bloccato su Whatsapp: ecco come scoprirlo
Fonte: DGMAG.IT | Licenza CC BY 4.0
Se WhatsAppè senza dubbio uno dei servizi di messaggistica più usato e condiviso (è stato ormai superato il miliardo di utenti al mese), c’è anche da ricordare che non tutti ne fanno sempre un buon uso e questo a volte comporta qualche conseguenza. Se infatti…
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Non vedere la spunta blu ti uccide tanto quanto vederle blu...
Mia
Spunti su Spunte: riflessioni su una (non)comunicazione sempre più visibile.
L’ultima novità introdotta su Whatsapp ha in breve tempo prodotto quella che possiamo chiamare “questione Spunta Blu”. Emersa prepotentemente in questi giorni, osserviamo il suo spopolare su tutti i social network, tramite notizie riportate da siti di tecnologia o tramite contenuti realizzati in prima persona. Nella maggior parte dei casi, comunque, non si tratta del semplice riportare una informazione ma piuttosto dell’esprimere un disagio, spesso tradotto in forme più o meno ironiche e più o meno divertenti.
Il disagio di fronte al cambiamento e quello legato alla resistenza rispetto alle novità introdotte in tecnologia non sono chiaramente fenomeni nuovi e di certo non è in questa sede che ha senso discuterne.
Ciò che invece si mostra più interessante da osservare è di che tipo di cambiamento si tratti e quali conseguenze ne derivino, perché oltre all’essere una “novità” viene anche raccontata dagli utilizzatori come un evento di svolta che porta con sé delle conseguenze significative. Per capire quanto sia diffuso questo tipo di narrazione sulla Spunta Blu, basti pensare che anche dei brand stanno cavalcando l’onda nelle loro comunicazioni pubblicitarie.
Qual è quindi la grande novità? La Spunta Blu ci dice se l’interlocutore abbia letto o meno il messaggio, ma non è questo il dato interessante e che fa emergere della tensione, piuttosto quello che attraverso quel dato si può interpretare in caso di mancata risposta immediata. Ma sapere se un contatto avesse visualizzato e non risposto a un messaggio di Whatsapp era possibile anche prima, controllando l’ultimo accesso online ad esempio. Inoltre la mancata risposta a uno stimolo comunicativo da cui il mittente originario interpreta a quanto pare un disinteresse da parte del destinatario, è una dinamica che sappiamo esistere da tempo, da anche prima di Whatsapp per dire.
Allora l’emergenza da dove sorge? Probabilmente dall’aver reso osservabile ciò che in passato (sebbene fosse generalmente risaputo) non veniva tematizzato e di certo non in quel modo. Ché se ci pensiamo, in questi termini, funziona un po’ come per le oche nei giubbotti: non che prima non sapessimo da dove giungessero le piume, ma nessuno aveva tematizzato la questione in quel modo, meglio ancora: nessuno l’aveva resa osservabile. Ora che abbiamo visto e quindi sappiamo che quella realtà subodorata, che immaginavamo, effettivamente esiste e viene raccontata nel più crudo dei modi, la necessità di ripensare a certe questioni è una reazione scontata, immediata.
La Spunta Blu da un lato sottolinea al mittente che sì, quel messaggio non solo è stato invitato e ricevuto con successo, ma è stato anche letto dando la certezza che dall’altra parte si sia entrati nella comunicazione. D’altro canto il comportamento del ricevente viene condizionato dalla consapevolezza del lasciare una traccia anche solo leggendo (sebbene l’attività di leggere non necessariamente è in ogni momento sinonimo di presenza e volontà di attualizzare una comunicazione, il ricevente fa quel che gli compete: riceve, ciò non significa che sia per forza desideroso di inviare).
Le tracce fanno sì che si compia un avvicinamento, o meglio, esse esistono per cercare di tenere insieme il più possibile due (o più) corpi, perché la comunicazione facilita i rapporti e le tracce dovrebbero funzionare da facilitatori di comunicazione.
La Spunta Blu da questo punto di vista è una traccia esattamente come la “chiamata senza risposta”, che rimane sullo schermo di chi ha una chiamata persa. A differenza però che lo schermo del cellulare nel secondo caso viene guardato solo dal suo proprietario e la notifica della chiamata persa non è nient’altro che una notifica, di cui si fruisce in solitaria. Senza lo sguardo dell’altro e di conseguenza con un livello minore di pressione sociale.
Sono segni questi che portano zone inizialmente invisibili della comunicazione mediata, ad essere visibili, producendo così comunicazione sulla comunicazione. Queste tracce ci parlano della qualità di quel preciso momento comunicativo e quindi del preciso momento di quel rapporto, rendendo esplicite delle dinamiche che forse non era necessario esplicitare. La segreteria telefonica, ad esempio, come raccoglitore di tracce poteva essere utile quando non si era raggiungibili, ma ora che lo si è pressoché costantemente un ulteriore approfondimento del controllo sulla comunicazione potrebbe venire interpretato come troppo intrusivo, facendo anche perdere diversi toni alla spontaneità che caratterizza l’agire umano, inquadrandolo in un sistema binario di stimolo-reazione, in cui la mancata reazione è un atto problematico sia per il mittente che per il ricevente. Si tratta di un ulteriore meccanismo che mostra la difficoltà dettata dal sistema delle aspettative.
Per questo sembra essere avvenuto un cambiamento fondamentale per l’app di instant messanging. Perché cambia il modo di interpretare quello spazio e le relazioni che in questo si sviluppano. Di certo, con il passare del tempo e con l’aumentare del grado di appropriazione anche di questo nuovo mezzo, vedremo l’emergere di due tendenze: una che ha a che fare con forme di resistenza e l’altra che più indirizzata al naturale assorbimento di un nuovo elemento del linguaggio. Per quanto riguarda la prima, si tratta di strategie messe in atto da parte degli utenti per far sopravvivere l’incertezza sfuggendo al controllo, com’era già avvenuto su Whatsapp con l’orario dell’ultimo accesso, che poteva venire disabilitato o scaricando applicazioni apposite che permettessero di utilizzare l’app risultando offline. Non a caso sono già disponibili diverse guide su come aggirare la Spunta Blu.
Mentre la seconda deriva potrebbe essere, ad esempio, quella di renderlo parte integrante della propria retorica, per cui una doppia Spunta Blu vale più di mille parole, esattamente come già successo in Facebook.
In un momento storico caratterizzato dal desiderio di vedere di più, nell’epoca dello show more è preferibile vedere tutto eccetto il visualizzato dagli altri.
E' molto semplice: una spunta blu, non è arrivato; due spunte blu, sei incinta.

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E così compare la spunta blu di what's app, per impedirci illusioni e scuse banali che poniamo a noi stessi come "forse ancora non ha letto".
Chissà quale sarà il prossimo colore, spero un rosso che venga applicato per suggerirci un: "non applicarti troppo nel dichiarare i tuoi sentimenti, non è la persona giusta."