Alla fine del documentario dedicato alla sua carriera , Sviatoslav Richter depone tra le mani dell'osservatore stremato dalla sua grandezza pochissime parole svogliate, quasi fossero fiori che lui getta al pubblico e non il contrario. In realtà sono pietre , martelli , clave , strumenti di distruzione per demolire lo spettacolo a cui hanno assistito. C' è qualcosa che ancora lo disturba riguardando un suo concerto. Supponiamo siano le luci , il palcoscenico, il sipario ,il lampadario sul soffitto, un pubblico seduto davanti in basso immerso nel buio con i suoi sussurri, colpi di tosse , l'odore di neve sporca e cibo grasso. Ma in realtà é il superfluo , il vano a infastidirlo e la sua persona stessa che del vano è origine e testimone . Tutto inutile. Non lo capiranno.
- Non mi piaccio , conclude Richter.
Vivere distrae dalla Vita. Perché è la vita che disturba la Vita.
Kerelle












