Un Natale da leggere
Di Friedrich Glauser, lo scrittore svizzero di cui abbiamo citato in un post recente Il tè delle tre vecchie signore, vogliamo ricordare il piacevole giallo Il sergente Studer (compreso anche nella raccolta Il sergente Studer indaga, insieme a Krock & Co. e Il grafico della febbre, edizione che contiene, in appendice, il prezioso e utilissimo saggio Dieci comandamenti per il romanzo poliziesco). «Siamo strani, noi uomini, - proseguì Studer – a volte facciamo proprio ciò che vorremmo evitare, ciò contro cui la nostra intelligenza ci mette in guardia. (…) Come se il subconscio avesse una volontà propria.»
L’ultimo Simenon pubblicato da Adelphi (2025), La morte di Auguste, è, di nuovo, un sondaggio nelle profondità dei legami familiari, quando un evento luttuoso scatena una serie di conseguenze, certo prevedibili data l’immutabilità della natura umana, ma pur sempre sgradevoli e sconfortanti. La morte come banco di prova che mette in luce chi siamo veramente, lati nascosti, difetti insospettati, atti che tradiscono le vere motivazioni dettate esclusivamente da mero egoismo. Tre fratelli, tre famiglie, tre modi diversi di reagire alle circostanze. Uno solo di loro, forse, conserva tratti di umanità, di affetto sincero, di scarso attaccamento ai beni materiali. Certo è quello che riesce ad accattivarsi la simpatia del lettore. Come sempre, Simenon ci regala lezioni di vita senza prezzo.
È del 2023 Che cosa fa la gente tutto il giorno? di Peter Cameron, autore reso famoso da Un giorno questo dolore ti sarà utile, da cui Roberto Faenza ha tratto un film. Sono dodici racconti (il titolo italiano deriva dall’ottavo, mentre l’ultimo, Aria, corrisponde al titolo originale), che cercano di dare una parziale risposta a questo impegnativo interrogativo. Lo stile ricorda molto Carver, ma con maggiore ironia: l’intento è sempre quello di fornire in brevi intense pennellate il quadro di una situazione sentimentale, di un incontro, di un addio. C’è in sottofondo anche il Kafka di America, soprattutto nella lotta vana dei protagonisti contro l’assurdità incomprensibile del quotidiano, l’ostilità prevenuta del prossimo, l’incomunicabilità assoluta tra gli individui. Una profonda riflessione su un presente sempre più difficile da comprendere.
Molto bello Il caso Poppy Clarke di Simon Mason, secondo, dopo Un omicidio a novembre, della serie di successo degli investigatori britannici Ryan e Raymond Wilkins. Accostato a Colin Dexter, forse perché entrambi gli scrittori ambientano i loro gialli a Oxford, in realtà Mason ha uno stile completamente diverso, inoltre i due investigatori, che più distanti non potrebbero essere, non assomigliano affatto al coltissimo, scontroso, introverso ispettore Morse.
Giustamente ripubblicato da Sellerio nel 2025 (ma la prima edizione è del 1964), In ultima analisi di Amanda Cross è un giallo davvero raffinato. La scrittrice, il cui vero nome è Carolyn Gold Heilbrun (1926-2003), era insegnante di letteratura inglese alla Columbia University. Nel libro fa il suo esordio la detective Kate Fansler, che sarà protagonista di una serie di 14 romanzi di grande successo. La detective condivide molto con la sua creatrice: come lei è intelligente, colta e insegna in una prestigiosa università. La scrittura è elegante e ricca di citazioni, ma al tempo stesso moderna, brillante, ironica e sempre accattivante. La trama ben congegnata tiene il lettore avvinto fino al disvelamento finale. In un saggio del 1988, Scrivere la vita di una donna, l’autrice così illustra il suo personaggio: «Senza figli, nubile, libera dal giudizio degli altri, bellissima e ricca… Volevo darle tutto e vedere cosa ne avrebbe fatto».
Vincitore del Premio Strega nel 1972, anno della pubblicazione, Paese d’ombre di Giuseppe Dessì, è un libro ingiustamente dimenticato, dallo stile scorrevole e discorsivo. Ambientato in Sardegna negli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento, è una coinvolgente saga famigliare che segue le vicende del protagonista dalla nascita alla vecchiaia. Avventuroso, appassionante, suggestivo, insomma: “Un romanzo in cui s’intrecciano con sapientissimo dosaggio realtà storica, problematiche sociali e antropologiche, tensione etica, ed emozione poetica”.
Del tutto illegale. E piuttosto contro la legge di Damon Runyon: 19 racconti accorpati sotto un unico titolo che in realtà è una citazione tratta da uno dei più divertenti, La figlia del frenatore. L’autore, molto noto negli Stati Uniti come sceneggiatore, giornalista sportivo e grande esperto della malavita degli anni del proibizionismo, tanto da aver ispirato, con il suo linguaggio originalissimo, molti gangster movies, è meno conosciuto in Italia, ma vale assolutamente la pena di leggerlo. Bellissimo lo stile di queste novelle, contraddistinto dall’uso del discorso indiretto libero che rende il linguaggio vicino al parlato. Il ritmo della narrazione, cui ci si abitua presto e facilmente, ha un andamento cadenzato grazie alle espressioni formulari ricorrenti che definiscono i pittoreschi personaggi in funzione spassosamente ironica. Il linguaggio creato dall’autore è talmente originale che per indicarlo in America è stato creato un aggettivo apposta, runyonese. Spiritoso e intrigante, è una lettura adatta a tutti i gusti. Dal racconto Dedizione è stato tratto un bellissimo film dallo stesso titolo con Henry Fonda.













