Reportage dal SICAM 2025 – Salone Internazionale dei Componenti, Semilavorati e Accessori per l’Industria del Mobile
Si è conclusa ormai da tre settimane questa importante fiera per gli operatori del settore dell’arredo. È una manifestazione che vale la pena visitare — magari non ogni anno, ma almeno ogni due o tre — perché offre un quadro aggiornato e completo di ciò che si muove nel mondo del mobile. Raggruppa espositori provenienti da tutta Europa, impegnati a presentare prodotti e servizi per l’industria dell’arredamento.
Ciò che mi ha colpito maggiormente, al di là delle “solite” ultimissime innovazioni nel campo delle cerniere e guide — sempre più tridimensionali nelle regolazioni e soft-close — è la tendenza dei reparti di ricerca e sviluppo delle aziende più affermate a riprodurre artificialmente le sensazioni tattili dei prodotti di origine naturale. Un po’ come dire: cerchiamo di riprodurre, in laboratorio, con fedeltà sensoriale il vino naturale.
È chiaro che si tratta di una risposta alle richieste del mercato. Tuttavia, la progressiva diminuzione del numero di espositori legati ai prodotti e ai semilavorati in legno naturale — un trend che ho notato nelle varie edizioni degli ultimi dieci anni — testimonia che sì, il mercato desidera un certo tipo di esperienza, ma poi nella pratica ne adotta un surrogato. Probabilmente per motivi legati a:
riduzione dei costi,
armonizzazione delle caratteristiche tecniche,
standardizzazione delle lavorazioni,
continuità produttiva.
Su dieci padiglioni, per un totale di poco più di settecento espositori, nella memoria mi sono rimasti solo tre nomi in rappresentanza della categoria “legno vero”: Florian Legno, Garbelotto Legnami e Corà Legnami.
Un altro aspetto che ho notato riguarda la strategia espositiva: se fino a qualche anno fa le aziende produttrici di semilavorati — come pannelli laminati o ferramenta — si presentavano “per quello che erano” oggi mostrano il prodotto finito. Espongono quindi l’antina completa, i fianchi già tagliati, bordati e forati, oppure tavoli e cassettiere già assemblati i produttori di ferramenta ed automatismi.
È un segnale chiaro: la volontà, comprensibile, di scalare il mercato. Avvicinandosi sempre di più all’utilizzatore finale e aumentando la quota di valore aggiunto, le aziende cercano nuove strade per migliorare la propria marginalità. Ma anche un ulteriore che le aziende hanno - gradatamente a partire dai primi anni 2000 - spostato il loro focus dal prodotto al progetto.












