Diventare di nuovo abili non è mai stato così “semplice”...
Negli ultimi anni, grazie ai progressi ingegneristici ed informatici, abbiamo potuto assistere allo sviluppo di nuovi modelli di simulazione sempre più dettagliati e realistici, i quali, a loro volta, stanno portando a diversi miglioramenti riguardanti numerosi ambiti. Sapete qual è uno di questi? La medicina.
Esistono due diverse tipologie di realtà virtuale(VR): immersiva e non immersiva. In quella immersiva, pur sapendo di essere in un luogo reale, si è coinvolti visivamente in mondi virtuali. In quella non immersiva, l’ambiente ricreato ha un minore impatto emotivo su chi lo osserva. Entrambe vengono utilizzate in diversi ambiti del settore medico, ma i principali sono le terapie riabilitative, la formazione del personale medico e la chirurgia operatoria.
Foto di un bambino immerso in un ambiente virtuale per mezzo di un dispositivo VR.
A proposito di terapie riabilitative, possiamo citare l’Istituto Auxologico di Milano, il primo ospedale al mondo che ha realizzato “Cave”, un progetto di realtà immersiva. Le “cave” sono due due stanze di 3 metri per 3 metri e mezzo dove ai pazienti vengono fatti indossare, oltre ai visori, anche dei biosensori che rilevano il battito cardiaco e la tensione muscolare. Tramite quest’esperienza virtuale si interviene su diverse situazioni della quotidianità.
Le fasi sono essenzialmente due. Prima vi è un incontro con personale medico con cui il paziente dovrà relazionarsi. In questo modo si conosce il livello di patologia e si scelgono gli esercizi più opportuni . Così chi soffre di stress, ansia o attacchi di panico, viene proiettato in un determinato ambiente (deserto, lago di montagna, cascata) in modo tale che possa rilassarsi.
Un esempio concreto in cui solitamente il paziente viene proiettato è quello della simulazione dell’acquisto di alcuni prodotti in un supermercato, una situazione che potrebbe facilmente ripresentarsi una volta che il malato sarà dimesso. Il “Cave” costituisce uno strumento straordinario per la riabilitazione nel post ictus, nelle fasi iniziali della demenza senile, ecc...
Foto che riproduce un esempio di ambiente virtuale.
Per quanto riguarda invece l’ambito chirurgico, un secolo fa, i giovani studenti apprendevano il loro futuro mestiere osservando i loro professori operare. Solo successivamente sono state introdotte videocamere così da consentire la ripresa dell’intervento e l’eventuale visione di quest’ultima ad un pubblico più ampio.
Oggi grazie all’introduzione della realtà virtuale in ambito medico, i nuovi chirurghi non dovranno più preoccuparsi di prendere posto in una delle prime file per osservare meglio ma potranno ” diventare” il medico stesso assistendo in streaming ad un intervento. Voi cosa ne pensate? Credete che questa sia una grande svolta?
Post scritto da Chiara Acquasanta.