La società del rumore.
Ieri mi ero messo a letto presto perché oggi volevo alzarmi e portare mia madre ad un mercatino come da sua richiesta. Purtroppo ho dovuto combattere con due zanzare, mentre in Estonia le zanzare hanno una dimensione visibile e un suono che riesco identificare anche se si trovano distanti, qua no, ho scoperto che queste maledette saranno 1mm o 1mm e mezzo ed essendo così piccole non si vedono e le sento solo quando sono a 20cm dall'orecchio, fatto sta che dopo le due di notte sono riuscito ad ucciderle entrambe e preso sonno; di conseguenza stamattina mi sono alzato tardi e quindi niente mercatino, mi spiace Mà . Sarei stato a letto un pò di più volentieri, ma ci sono questi giardinieri o quello che sono che fanno un fracasso della madonna con i loro arnesi a motore. Mi lamentavo che in Estonia il Sabato o la Domenica alle 8 di mattina i vicini, sia adiacenti che anche lontani, tagliassero l'erba, ma è il minimo cazzo, qua è peggio. Più tardi cerco una poesia scritta a Venezia oramai quasi 20 anni fa sul rumore di questa società che di civile non ha una beata minchia. Fatto sta che preferisco ascoltarmi Schoenberg dodecafonissimo che sorbirmi i rumori. Che poi a che pro chiamare sti rumoristi due o tre volte a settimana, sicuramente per i soldi che loro guadagnano o per la cresta che potrebbe fare l'amministratore di condominio, che sia il nostro o quelli attorno non ha importanza io sento tutto. Si lo so cosa pensate che mi lamento sempre e a sproposito, no questo è farvi notare come la società moderna è fortemente rumorista e che il rumore non esiste in natura ma l'abbiamo inventato noi indirettamente con le nostre macchine, ma anche in passato, esempio il fabbro che picchia sul ferro rovente.
A questo punto campionerò e ci farò un brano è dovuto, nel frattempo mi affretto che mia madre già è passata un paio di volte a chiedermi quando mi muovo, anche lei con sta fretta (che ho esposto in un post di qualche giorno fa), che cazzo di fretta c'è?
P.S. Mi è venuto in mente ora, se dovessi riprendere a suonare, cosa che farei in orario pomeridiano, scommetto che mi romperebbero i coglioni.












