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Un film di Julian Schnabel.
nel fondo degli abissi
Lo scafandro è una speciale attrezzatura utilizzata per le immersioni subacquee. Fu inventata dall'abate francese Jean-Baptiste de La Chapelle nel 1775. Il suo nome deriva dal greco skaphe - "scafo" e andros - "uomo". Fu la prima attrezzatura che permise all'uomo di esplorare i fondali marini, fluviali e dei laghi.
Nell'antichità l'esplorazione e i lavori sottomarini furono eseguiti da uomini completamente nudi, senza l'aiuto di alcun apparecchio atto a rendere possibile la respirazione sotto l'acqua, ove la durata di permanenza dipendeva dalla capacità respiratoria e dall'allenamento dei singoli individui. La più antica notizia d'un apparecchio inteso a facilitare i lavori subacquei è data da Aristotele; egli dice che è possibile far permanere gli uomini sott'acqua facendoli andare sotto una campana immersa con la bocca in giù e che "se scende verticalmente, non si riempie di acqua e conserva l'aria, mentre l'acqua vi entra se la si inclina". La campana pneumatica consentiva ai palombari di lavorare solo nel punto in cui essa si posava e pertanto era naturale che si cercasse di avere il palombaro libero di muoversi comunque, dotandolo di organi per la conservazione e produzione dell'aria, o collegandolo, per mezzo di condutture tubulari flessibili, a organi analoghi posti alla superficie. Nacquero così quegli apparecchi, che furono detti scafandri.
Berlino - 21 agosto 1947
Il palombaro indossa, anzitutto, abiti di lana, detti interni, e su questi il vestito impermeabile in tessuto speciale, che ricopre tutto il corpo, fatta eccezione del capo e delle mani, le quali escono fuori, nude, dai polsini delle maniche, tenuti stretti da braccialetti di gomma. La parte superiore del vestito è fissata, mediante perni a galletto, al colletto di rame, su cui, per mezzo di attacco a vite a sesto di giro, s'innesta l'elmo.

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Lo scafandro da palombaro consistente essenzialmente in elmo, tuta gommata e scarponi zavorrati per camminare sul fondo marino. Il palombaro riceve il sostentamento d'aria dalla superficie attraverso un tubo di gomma collegato ad una pompa ad aria. Il tubo è coassiale ad una corda che serve per calare o issare a bordo il palombaro nonché a comunicare con la superficie attraverso degli strattoni convenzionali, a meno che non sia in comunicazione con cavo telefonico.
Avere gli occhi in tasca
Sono arrivata alla conclusione che... Sono molto meglio io di quello scafandro che ti sei trovato! Scusami, ma quando ci vuole, ci vuole cazzo!