IO NON ASPETTO
«Io non subordino il mio tempo all’indecisione di un altro, a maggior ragione della persona che amo. Io non mi annullo in una lunga, umiliante attesa, in cui a ogni istante fronteggio il dubbio di essere meno, di valere meno dell’alternativa a me, di essere più vecchia della precedente relazione, meno stimolante di quella in cui non c’erano stimoli. Un disperato passatempo, uno svago senza impegno. C’è un tempo sacro, e c’è un tempo della convenienza. Il tempo sacro è quello in cui, anche con grande comprensione, si dà a una persona amata il tempo di riordinare la propria vita, di apportare i giusti cambiamenti, di ristabilire i propri ruoli, rimettere in ordine la gerarchia, limitare al minimo i danni, i conflitti, le sofferenze e gli aspetti più spiacevoli. C’è al contrario un tempo della convenienza in cui si crede a una promessa di cambiamento che non viene mai esaudita: rimandata in eterno, essa viene alimentata dall’indebolimento della stima in sé di chi è disposto ad attendere, fino a rassegnarsi.»






