Sulle note della registrazione musicale
Il mondo della registrazione musicale ha subito cambiamenti a partire dagli anni ’90 con la nascita della registrazione digitale sostituendo l’analogica. I registratori digitali, per esempio, hanno sostituito quelli a bobine.
Un registratore a bobina su nastro è in grado di trasformare il segnale elettrico dell’onda sonora di un mixer in un segnale magnetico attraverso la testina magnetica: Il nastro viene fatto scorrere lungo la testina e viene magnetizzato. In base alla velocità con cui viene fatto scorrere, il registratore emette un audio sonoro diverso: più veloce scorre il nastro migliori sono le prestazioni dell’audio grazie alle alte frequenze e all’ attenuazione del rumore di fondo.
In figura un nastro magnetico per la registrazione analogica di materiale plastico scuro avvolto su una bobina anch’ esso plastico e traslucido. Fonte: Wikimedia commons
Un registratore digitale trasforma il segnale elettrico ancora analogico non in segnale magnetico ma in dati binari, ovvero numeri composti da tanti zero e tanti uno, chiamati bit, nella fase di quantizzazione del convertitore. Più bit abbiamo a disposizione nella registrazione, minore sarà il rumore prodotto dalla quantizzazione. Successivamente questi dati digitali devono essere salvati: ora vengono utilizzati gli Hard Disk.
Ovviamente la registrazione di un audio necessita di una sala studio predisposta per l’acquisizione, il mixaggio e l’editing del suono. Grazie alle nuove tecnologie, è stato possibile rendere reale e progettare non solo studi professionali ma soprattutto piccoli studi di registrazioni come il Project studio e l’Home studio.
Ma quali sono gli strumenti che caratterizzano una registrazione audio digitale? Si ha bisogno principalmente di mixer, multitraccia digitali, sintetizzatori, interfaccia Audio, Microfoni, Cuffie, Monitor da Studio, cavi.
Un esempio di home studio, un tipo di sala di registrazione in cui è presente una tastiera digitale collegata alla tastiera del computer Mac, in basso a destra è presente un simulatore di suono, a sinistra un mixer, un monitor da studio e in fondo sullo schermo vengono rilevate le frequenze del suono. Fonte: Wikimedia Commons
Esistono però, anche specifici computer in grado di svolgere le funzioni di mixer, multitraccia e sintetizzatori: le DAW, acronimo di Digital Audio Workstation. Tra i software DAW più utilizzati c’è Pro Tools, inizialmente progettato solo per Mac ma successivamente reso disponibile per ogni sistema operativo.
I microfoni sono indispensabili in quanto in base al loro posizionamento il prodotto cambia in modo esponenziale. Una tecnica di registrazione è lo Stereo Recording che prevede l’utilizzo di 2 microfoni per registrare simultaneamente uno strumento. Ci sono vari metodi: la tecnica AB in cui i microfoni sono disposti in modo parallelo tra loro, tecnica XY in cui direzionano lo stesso punto formando un angolo di 90° e 135° l’uno rispetto all’altro e anche l’unione di AB e XY: la stereofonia mista.
Tecnica di stereofonia XY in cui i microfoni direzionano uno stesso punto formando un angolo tra i 90° e 135° tra di loro. Fonte: Wikimedia Commons
Per avere un effetto sonoro molto amplificato e ben accurato le sale di registrazione seguono uno schema ben preciso. Per la maggior parte delle canzoni pop e non solo, i primi strumenti ad essere registrati sono gli strumenti a percussione come la batteria in quanto è lo strumento che di solito tiene il tempo così da rendere più semplice la registrazione degli altri strumenti.
Dunque, la registrazione digitale non è semplice ma neanche impossibile! Con una giusta guida e un’attenta analisi una registrazione degna di ascolto è dietro la porta!
Miriam Moschetta
















