«Quando morirete, il più tardi possibile, quale che sia la causa, tumore, suicidio, asteroide, morso di serpente, incidente d'auto, attentato kamikaze, terremoto, indigestione, la vostra sarà una morte numericamente del tutto irrilevante. Un sette miliardesimo dell' umanità. Un centomilionesimo dei morti di quell' anno, lo 0,001 scarso, dei morti in Italia di quel giorno. Come una formica che schiacciate giocando a scopa (cit.) Però il mondo del futuro non esisterà più. Non saprete se vivremo su Marte, se la Cina prenderà il posto degli Stati Uniti e se vostro nipote sarà felice nella vita. Qualcuno sarà triste per voi.
Dedicato a tutti quelli tipo Antonio Socci che "mettono in prospettiva" la Covid, e a quelli che aprono i giornali con la morte di un novantasettenne, un tempo famoso.»
— ©Massimo Rocca










