[✎ ITA] Rolling Stone maggio 2026⠸ BTS : Ritrovarsi :: Speciale JungKook | 20. 04. 2026
RITROVARSI :: i BTS Sono di Nuovo in Vetta
🎙7. JUNGKOOK
Riguardo il Successo Solista e la Stesura delle Canzoni dei BTS
‘Sono semplicemente una persona spontanea e spensierata’
JungKook ci parla dell'enorme successo solista, della produzione di Arirang, di cantautorialità, delle critiche dell'ARMY e molto altro
Intervista di BRIAN HIATT | 19. 04. 2026
Nonostante l'enorme successo solista, e la lunga lista di momenti musicali rilevanti nella discografia dei BTS, all'età di 28 anni, Jeon JungKook sembra dover ancora capire a fondo chi è. “Sto ancora lavorando alla percezione che ho di me stesso e alla mia identità”, confida. E come fargliene una colpa? Fa parte dei BTS fin da quando aveva 15 anni, e ciò significa che ha trascorso quasi metà della sua esistenza nei panni di una pop star di fama globale, praticamente crescendo e maturando nel gruppo. Ammette che, sì, la sua tonalità tenore - notoriamente fluida e cristallina, è ora ancor più stabile, ma che sta ancora cercando di migliorare le sue abilità cantautoriali, nonostante, in tal senso, abbia partecipato più attivamente ad Arirang di quanto avesse scritto per il suo album solista.
In un certo senso, possiamo quasi considerarlo il primo fan dei BTS — avendo, a suo tempo, preferito la minuscola BigHit Music a tante altre offerte più promettenti perché trovava RM “davvero, davvero fantastico, proprio fighissimo” — e, tutt'oggi, JungKook sembra meravigliarsi di quanto i BTS abbiano realizzato ed ottenuto insieme, finora.
Com'è stato, per te, riuscire ad affermarti come pop star solista ed ottenere tutto quest'enorme successo?
JungKook: Ad esser sincero, non riesco ancora a considerarmi una pop star. Ma le sono molto grato per la sua e le altre domande in merito, oltre che per la considerazione delle/i fan, in tal senso. Voglio continuare a fare sempre meglio, così da potermi finalmente sentire veramente una star. Prima o poi!
E che cosa pensi ti farebbe sentire veramente una star?
JungKook: Ecco, a questo proposito, so esattamente ciò di cui avrei bisogno. Devo migliorare con l'inglese, almeno da poter chiacchierare e fare conversazioni base. Credo quello sarebbe già un bel passo avanti. Ma l'inglese è così difficile!
Duolingo!
JungKook: Sì, Duolingo, Malhaeboka … Credo di aver già provato ogni app di apprendimento linguistico presente sul mercato. Ma ciò che conta realmente è la costanza nello studio.
Beh, dicono tutti che, anche se non sei esattamente fluente nel parlare inglese, la tua pronuncia nel cantato è davvero ottima.
JungKook: Beh, meno male, almeno quello.
Ti prepari studiando la pronuncia sillaba per sillaba, o hai semplicemente un buon orecchio?
JungKook: Sì, credo di avere orecchio per quel tipo di cose. Però, in ogni caso... non è di coreano che stiamo parlando. È pur sempre una lingua straniera, per me. E non voglio che il pubblico anglofono mi senta cantare nella sua lingua e lo trovi strano o sgradevole. Quindi cerco sempre di prepararmi al meglio, su quel fronte.
Il tuo successo solista ha forse cambiato il tuo modo di approcciarti alla stesura del nuovo album, o il tuo modo di rapportarti con gli altri membri? Se sì, come?
JungKook: Sono semplicemente una persona molto spontanea e spensierata e tendo a non farmi troppi pensieri, a meno che non sia strettamente necessario. Quindi, quando si tratta di processi lavorativi o della scelta di nuove canzoni... beh, certamente dico la mia. Ovviamente condivido anche la mia opinione, ma non sto a stressarmici troppo. Beh, non so come sia per gli altri. Immagino alcuni dei membri fossero particolarmente stressati a riguardo, ma onestamente io l'ho trovato un processo piuttosto divertente. Sì, mi è piaciuto! Ho seguito il mio istinto e ho fatto ciò che volevo.
RM ha detto che ormai i membri hanno stili di vita e confini esistenziali differenti. Forse puoi dirmi qualcosa in più a riguardo. Che cosa intendeva?
JungKook: Beh, ognuno dei membri ha trascorsi molto diversi. E anche dopo il nostro incontro e la nascita del gruppo, tutti abbiamo sempre continuiamo sulla nostra strada e al nostro passo, affrontando le cose ognuno a suo modo e tempo. Al di là di quello, ci piacciono stili di musica diversi ed abbiamo anche gusti differenti in fatto di cibo. Noi sette siamo davvero diversissimi gli uni dagli altri, eppure lavoriamo, cantiamo e ci esibiamo insieme. Quindi quando collaboriamo, ovviamente avremo idee diverse anche lì. Immagino sia questo che intendesse.
L'impressione è che tu abbia dato un gran contributo autoriale per quest'album. Ricordi qualche momento o aneddoto in particolare? Qualche soddisfazione per il contributo dato?
JungKook: Certo, ne sono molto felice. Non so se posso chiamarlo esattamente orgoglio, ma sono molto soddisfatto di me. Ormai è già passato tanto tempo dalla lavorazione dell'album. Abbiamo scelto le canzoni e tutto il resto, ma c'è un pensiero che ancora mi stuzzica, cioè... Perché non ho contribuito di più? Due mesi non sono affatto brevi. Non potevo impegnarmi di più, fare di più? Ho diversi rimpianti, in quel senso.
C'è un qualche momento che spicca tra gli altri, però? Una canzone in particolare di cui vai fiero, ad esempio?
JungKook: Beh, ho contribuito molto alla stesura di “Hooligan”. E quella canzone è davvero... non saprei come definirla. Quando ho sentito la traccia, però, mi sono subito venuti in mente dei versi. Quindi mi ci sono messo sotto, e... beh, è una traccia davvero particolare, quindi probabilmente è stata solo questione di fortuna, ma a Hitman Bang e agli altri membri è piaciuta tanto per la sua novità ed unicità, e si sono complimentati tutti molto. Quello mi ha reso estremamente felice. E non ero sicuro la canzone sarebbe stata scelta, ma alla fine è stata inclusa e, sì, è stato fantastico.
E poi il testo era in inglese, davvero figo!
JungKook: Beh, non l'ho scritta tutta da solo. Mi hanno aiutato molto.
La tua voce sembra più potente che mai. È qualcosa cui continui a lavorare?
JungKook: Sì. Prima del militare, dopo il congedo e tutt'ora. A passo di tartaruga, ma sono sempre impegnato nel perfezionarmi. Provo varie cose.
Ovviamente le/gli ARMY hanno adorato il tuo progetto solista. Se proprio devo menzionare una critica che mi pare di aver sentito, a riguardo, è che avrebbero voluto tu fossi più coinvolto nella scrittura delle tue canzoni, e che l'album suona molto Occidentale, nel bene o nel male. Ne eri al corrente? E che cosa ne pensi?
JungKook: Beh, al tempo ho preferito lavorarci così. Se è ciò che le/gli ARMY desiderano, certo, per il prossimo progetto solista posso partecipare di più alla scrittura. Ma quando ho lavorato a Golden avevo altri piani. Volevo trovare delle belle canzoni e rilasciare un album il prima possibile. Solo per quello. E inoltre penso di non avere poi molte cose di cui cantare. Quindi, sì, penso che in futuro, quando avrò fatto più esperienze ed avrò più cose da dire, credo quel tipo di stesura verrà naturale.
Credo ciò in cui speravano [le/i fan] fosse qualcosa di più personale. Ma mi par di capire che, ora come ora, non hai ancora alcun progetto preciso, o sbaglio?
JungKook: Ecco, il rischio è che io non abbia mai nulla di nuovo da proporre... Perché dimentico facilmente. Non sono il tipo da conservare a lungo i ricordi o il resto, quindi... Cioè, è come con i computer, no? Che hanno gli hard drive? Ecco, io penso di avere poco spazio in memoria.
Sei nei BTS fin da quando eri ragazzino. Le uniche pause che hai avuto dalla vita da idol sono state, forse, un po' durante la pandemia e poi il servizio militare. Che impatto ha avuto questo stile di vita e crescita sulla tua consapevolezza di te ed identità?
JungKook: In realtà, eravamo impegnati anche durante la pandemia, dannatamente impegnati! Quindi l'unica occasione in cui mi sono effettivamente distanziato dalla musica è stato il servizio militare. E in quel periodo... non direi che ho riflettuto sulla mia identità, perché tanto credo la percezione che abbiamo di noi sia sempre diversa... No, ciò cui ho pensato di più è stato il palco, volevo tornare ad esibirmi. Volevo cantare. “Augh, non vedo l'ora di andarmene! Voglio concludere qui e tornare a ballare!” Non pensavo ad altro.
Nei Beatles, George Harrison era il membro più giovane. Per tutta la sua vita, si è sempre sentito trattato come il piccolino del gruppo e, alla lunga, ciò è diventato frustrante, per lui. Mi chiedo se valga lo stesso anche per te.
JungKook: No, io adoro essere il più giovane. Perché, va beh, ora siamo tutti adulti, ma nel corso della mia vita sono sempre stato il più giovane – nella mia famiglia, nel gruppo e anche a lavoro, ero sempre il più giovane, anche rispetto ai membri dello staff. Ci sono talmente abituato, ormai, che anche in compagnia o al di fuori del gruppo, non mi trovo a disagio ad essere o ad essere considerato il più piccolo. Per ora, è così che la penso.
⠸ ita : © Seoul_ItalyBTS |⠸ Originale | Archivio | Twitter















