Tuttavia col tempo, incredibilmente,
capisci il valore e l’importanza di aspetti
che prima ti sembravano di poco conto, o assurdi e lontani.
Ed ecco che parole come ‘riflettere’, ‘aspettare’, ‘comprendere’ assumono significato,
e ti suggeriscono che, per crescere e gustarti la vita fino in fondo,
devi saper guardare anche dentro le scatole che non conosci o che non ti appartengono,
devi avere voglia di provare cibo mai assaggiato prima,
devi avere le palle per guardare non solo nella cesta dei panni puliti,
ma anche in quella dei panni sporchi.
Insomma, devi saper riconoscere i tuoi limiti,
e farti un giro, più di uno, nei punti di vista fuori dal tuo ordinario raggio d’azione,
cercando di farti un’idea su come girino le cose dall’altra parte.
E poi succede di scoprire che rimanere in silenzio, per esempio, in certe occasioni,
è segno di rispetto, è un piccolo enorme gesto d’amore, di generosità .
O che non fare niente, non dire niente, non muoversi, non parlare, in alcuni momenti,
è la cosa più giusta possibile, quella che farà succedere le cose più belle.
E ti accorgi che aspettare può dar vita a delle piccole incredibili rivoluzioni,
e che certe attese non sono altro che la voce occulta di forza e potenza.
A un tratto cominci a pensare che,
nella tua personale corsa verso il futuro, e verso te stesso,
sarà bello fare delle pause, sedersi, sdraiarsi per terra, chiudere un po' gli occhi,
anche se non c’è nessuno a farti compagnia.
E sarà bello guardare il mondo e tutto l’universo da nuovi punti di vista.
In modo trasversale o obliquo.
Per guardare le stelle, qualche volta, più che un telescopio,
abbiamo bisogno di una nuova prospettiva.











