"Il Conte G. sembrava un omuncolo del subbuteo. La Marchesa lo chiamava la sua "amabile bertuccia", salvo poi ribaltare il giudizio definendolo "noioso oltre l'immaginabile". Per spiegare l'instabilità di parere della Marchesa è da considerare che costei, stanca, mutevole e nevrastenica come tutti i nobili abituati a vivere nell'ozio e nella mondanità, fosse morbosamente attratta da ogni paradosso, ogni giudizio purché fosse abbastanza nuovo..".
Bisogna dire che a Querceto sono proprio ospitali: mi hanno offerto il caffè e raccomandato a un giovane della pro loco che, lesto lesto, mi ha aperto la chiesa e raccontato, a un dipresso, quanto segue: "i nobili del posto si occuparono di portare in paese l'acqua corrente. Era un sistema così fragile che bastava un cinghiale spostasse un tubo nel bosco perché tutto il paese rimanesse senza acqua. Quando fu pronto il sistema elettrico, vennero, per scherno, inviati pacchi di candele al vicino paese de La Sassa ancora senza elettricità, dando così vita ad una rivalità che dura fino a oggi."

















