Dicono che quando muori tutta la vita ti passa davanti in un istante. Non so se è vero. Ma so per certo che c’è un punto in cui la paura per qualcuno a cui tieni… qualcuno che ami… diventa così intensa, così paralizzante, che ogni altra cosa svanisce. E il pensiero di lui o lei ti consuma: il modo in cui ride, il suo profumo, il suono della sua voce. Ogni momento passato insieme, passa sfarfallando nel cervello come le immagini di un film muto. Lui accanto a te in macchina, mentre ti prende la mano quando attraversate la strada, i giorni in cui abbiamo scherzato e parlato, le notti fatte di gemiti e sospiri. E ogni immagine mi fa desiderare di più. Altri momenti. Altri ricordi. Tutti quelli che non abbiamo ancora condiviso, tutte le esperienze che non abbiamo fatto, tutte le parole che non gli ho mai detto. Ne ho bisogno. Ho bisogno di lui. Più di quanto abbia mai avuto di chiunque. Chiunque. Chiudo gli occhi, in silenzio supplico e imploro. Per un’altra occasione. Per rivivere ogni secondo con lui, per trattarlo come merita. Per tenerlo caro… E poi sono da lui. Nella mia testa. È fra le mie braccia, sul mio petto, stretto così forte che forse non riesce nemmeno a respirare. Ma non posso lasciarlo. “Non farlo più” vorrei dirgli in tono severo nel suo orecchio. Lui mi guarderebbe, con quegli occhi dannatamente belli da farmi tremare “Non fare più cosa?” direbbe perché non si rende conto “Andare…” risponderei con la voce spezzata. Lo schiaccerei contro di me, stringendolo, proteggendolo con il mio corpo. Ma come? Se intanto le mie ossa si allentano per il sollievo di averlo qui, intero e al sicuro. Fino alla prossima volta…