Essere dalla stessa parte significa anche ridere delle stesse cose, oppure tacere, non aver bisogno di “spiegare”. É così piacevole non dover spiegare.
Gilles Deleuze

seen from Germany
seen from Türkiye

seen from United States

seen from Australia
seen from United States
seen from Algeria
seen from Hong Kong SAR China
seen from Mexico
seen from United States
seen from France
seen from China
seen from China

seen from United States

seen from Germany

seen from United States
seen from Canada
seen from United States

seen from Germany
seen from France

seen from United States
Essere dalla stessa parte significa anche ridere delle stesse cose, oppure tacere, non aver bisogno di “spiegare”. É così piacevole non dover spiegare.
Gilles Deleuze

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Il secondo capitolo ufficiale della ff su Arancia Meccanica.
arriverà, ma non so quando. So solo che non voglio pubblicare altro che riguardi il secondo capitolo ( a parte la bozza precedentemente pubblicata ), se prima non lo avrò sistemato bene. È senz’altro un progetto ambizioso, che è persino riduttivo da chiamarlo fanfiction ma di questo alla fine si tratta; tuttavia, intendo portarlo con serietà e rispetto sia per quanto riguarda l’opera cartacea di Burgess che per quanto concerne la pellicola di Kubrick. Quindi attenderò che l’ispirazione bussi alla mia porta. Toc toc, chi è? Aprirò, sperando che non si tratti di un door to door (sarcasm)
Ci sono individuazioni del tipo "soggetto" (sei tu. sonoi...) ma ci sono anche individuazioni del tipo "evento", senza soggetto: un vento, un atmostera, un'ora del giorno, una battaglia.. Non è certo che una vita o un'opera d'arte siano individuati come soggetto, anzi, al contrario. Foucault stesso, non lo si percepiva esattamente come una persona. Anche in circostanze insignificanti, quando entrava in una stanza, avveniva piuttosto qualcosa come un cambiamento d'atmosfera, una specie di evento, si produceva un campo elettrico o magnetico, come preferite. Questo non escludeva assolutamente la dolcezza o l'agio, ma non erano dell'ordine della persona. Erano un insieme di intensità. A volte lo irritava essere così, fare questo effetto, ma del resto tutta la sua opera se ne nutriva. Bagliori, scintillii, lampi, effetti di luce erano ciò che in lui costituivano il visibile. Il linguaggio è un immenso "c'è", alla terza persona, l'opposto cioè della persona: un linguaggio intensivo, che costituisce il suo stile. Per tutta la conversazione con Schroeter, egli sviluppa un'opposizione tra l"amore" e la "passione", e presenta se stesso come un essere di passione e non di amore. È un testo straordinario appunto perché è una conversazione improvvisata e Foucault non tenta di dare uno statuto filosotico a questa distinzione.
Ne parla in modo vivo, senza mediazione. La distinzione non è assolutamente tra la costanza e l'incostanza. Ancora meno tra l'omosessualità e l'eterosessualità, sebbene nel testo sia uno dei temi in questione. Si tratta piuttosto della distinzione tra due tipi di individuazioni: l'uno, l'amore, tramite le persone; l'altro, tramite l'intensità, come se la passione fondesse le persone, non nell'indifferenziato, ma in un campo di intensità variabili e continue sempre implicate le une nelle altre ("era uno stato perpetuamente mobile, ma senza un orientamento predefinito, con momenti forti e momenti deboli, momenti animati da una spinta all'incandescenza, una sorta di stato instabile che per oscure ragioni, forse per inerzia, continua a fluttuare e cerca al limite la conservazione e il dissolvimento... qui non ha più senso essere se stessi..."). L'amore è uno stato e un rapporto tra persone, tra soggetti. Ma la passione è un evento subpersonale che può durare tutta una vita ("vissi per più di diciotto anni in uno stato di passione nei confronti di qualcuno, per qualcuno"), un campo di intensità individuante senza soggetto. Forse Tristano e Isotta, ecco l'amore. Ma qualcuno mi disse a proposito di questo testo di Foucault: Catherine e Heathcliff, in Cime tempestose, lì c'è passione, pura passione, non amore. Davvero una terribile fratellanza di anima, qualcosa che non è più completamente umano (chi è? Un lupo...).
Gilles Deleuze
Ogni volta che si sente dire: “nessuno può negarlo…”, “tutti riconosceranno che…”, quel che ne seguirà sarà una menzogna o uno slogan.
Gilles Deleuze
Lo stile telegrafico ha una potenza che non viene solo dalla brevità. Prendiamo una proposizione come: "Giulio arrivare cinque sera. Non c'è alcun interesse a scrivere così.
Ma è interessante se la scrittura, dal suo canto, riesce a dare la sensazione di imminenza, di qualcosa che sta per accadere o è appena accaduto alle nostre spalle. I nomi propri designano forze, eventi, movimenti e moventi, venti, tifoni, malattie, luoghi e momenti, molto prima di designare delle persone. I verbi all'infinito designano divenire o eventi che travalicano i modi e i tempi. Le daie non rimandano più a un unico calendario omogeneo, ma a spazi-tempo che devono cambiare ogni volta... Tutto ciò costituisce dei concatenamenti di enuncia-zione: "Lupi mannari pullulare 1730"... ecc.
Gilles Deleuze, Pouparler

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
[…] È un fenomeno diffuso: ogni volta che un grande pensatore muore, gli imbecilli si sentono sollevati e fanno un baccano infernale.
Gilles Deleuze, Pourparler
Detestavo sopra ogni cosa l’hegelismo e la dialettica. Il mio libro su Kant è un’altra faccenda, mi piace: l’ho scritto come un libro su un nemico di cui cerco di mostrare il funzionamento, gli ingranaggi - tribunale della Ragione, uso misurato delle facoltà, una sottomissione tanto più ipocrita in quanto ci viene conferito il titolo di legislatori. Ma il mio modo di cavarmela, a quell’epoca, consisteva soprattutto, almeno credo, nel fatto di concepire la storia della filosofia come una specie di inculata o, che poi è lo stesso, di immacolata concezione. Mi immaginavo di arrivare alle spalle di un autore e di fargli fare un figlio, che fosse suo e tuttavia fosse mostruoso. Che fosse davvero suo, era importantissimo, perché occorreva che l’autore dicesse effettivamente tutto ciò che gli facevo dire. Altrettanto necessario era però che il figlio fosse mostruoso, perché occorreva passare attraverso ogni tipo di decentramenti, slittamenti, rotture, emissioni segrete che mi hanno procurato non poco piacere.
Gilles Deleuze
È stato Levi-Strauss, mi pare, a mostrarci che bisogna distinguere tra le due proposizioni seguenti: solo le somiglianze differiscono, e solo le differenze si somigliano.
Gilles Deleuze, Pourparler