Dopo diversi mesi di stop dei vari campionati, in ogni angolo del mondo stanno ripartendo le competizioni calcistiche e,a fare da apripista, sono stati i giocatori della massima serie (League K) della Corea del Sud. La strategia di questo Paese, nella gestione della pandemia, è risultata efficacie e
Dopo diversi mesi di stop dei vari campionati, in ogni angolo del mondo stanno ripartendo le competizioni calcistiche e,a fare da apripista, sono stati i giocatori della massima serie (League K) della Corea del Sud. La strategia di questo Paese, nella gestione della pandemia, è risultata efficacie ed è diventata un vero e proprio modello da seguire, non solo per i test sierologici e per il tracciamento degli individui tramite app, ma anche per il protocollo da adottare per la ripartenza del campionato di calcio: a porte chiuse e senza pubblico e tifosi. Questa modalità di gioco è da sempre considerata un’opzione secondaria e anche se può risultare del tutto estranea al mondo sportivo, in particolare nel calcio, non lo è. In passato, infatti, si è giocato spesso a porte chiuse ma solo singole partite o per brevissimi periodi. Nel 2018, Inghilterra-Croazia venne giocata a porte chiuse, a seguito del provvedimento preso dalla UEFA per l’esibizione di una svastica durante una partita nel 2015 da parte dei tifosi croati. Nel 2009, in Messico, a causa del rischio contagio da “influenza suina” (H1N1), le ultime partite del campionato furono giocate senza pubblico nelle città in cui si st
















