Un mio amico è una persona dicotomica. Chiamo così coloro che concepiscono l'esistenza in separazione: bene vs. male, io giusto tu sbagliato, ecc.
Pochi giorni fa è riuscito a risolvere un problema burocratico e per tutto il pomeriggio è stato strafelice.
Dicendomelo al telefono trapelava la sua euforia, vedeva tutto bello, aveva bontà verso tutti e robe simili, mentre fino a due giorni prima avrebbe ammazzato mezzo mondo, litigato con chiunque e vedeva solo schifo.
Zeland parla di questa perpetua oscillazione di stati emotivi attraverso i Pendoli, definendo l'assoluta incoscienza in cui gli esseri umani dimorano, credendo di compiere scelte autonome e avendo la convinzione di agire persino in libero arbitrio.
Chiunque dimori in questa illusione è poco meno di un robot.
L'osservazione della personalità richiede un atto di volontà semplice, ma fortissimo, che pochi hanno la lucidità di fare. Tanti non hanno nemmeno il dubbio che i loro pensieri e i loro stati d'animo siano solo risposte automatiche e precostituite.
Per questo motivo la maggioranza andrà sempre avanti col pilota automatico.
Spesso quella persona ha chiesto il mio punto di vista e gli ho parlato degli schemi, con l'augurio che potesse attivare domande nuove.
Stamattina ha ricevuto una raccomandata legata ad altri casini ed è ricaduto nello sconforto.
Punto e a capo, il mondo fa di nuovo schifo, e chi ti dice che vivi come un burattino sbaglia.

















