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Nuovo Post pubblicato su Milano Post Quotidiano ONLINE di Informazione e Cultura #DeGasperi, #IroniaSuRenzi, #Letta, #Padreterno, #Renzi
Nuovo Post pubblicato su https://www.milanopost.info/2015/05/13/renzi-de-gasperi-e-il-padreterno/
Renzi, De Gasperi e il Padreterno
Milano 13 Maggio - Matteo Renzi nasce ad Atlantide,in assoluta clandestinità per ovvie ragioni. Si tratta di eludere la morbosa curiosità dei paparazzi e di non suscitare complessi di inferiorità presso la fragile psiche del Padreterno ,già fortemente provata a causa del transito celeste di D’Alema,”bottegaio oscuro” di intere partite avariate d’Assoluto.Nonostante le imponenti misure di sicurezza,la notizia dell’evento trapela rapidamente.
In verità,è il SISDE ad informare Dio,il quale,a caldo,decide di abdicare a favore del Nostro. Poi ci ripensa e ,per non subire confronti con uno meglio di lui, si suicida.Prima di compiere l’insano gesto,l’Onnipotente detta un laconico comunicato stampa al direttore del quotidiano “Il superato superuomo”, tale Friederich Nietschze, che recita più o meno così:” Dio è morto,si ignorano le circostanze del decesso”. Contestualmente, Alcide De Gasperi comprende che la sua funzione storica è stata solo quella di preparare l’avvento di Matteo e sprofonda negli abissi di una sindrome depressiva senza rimedio.
Intanto, il Sommo Matty s’insedia lungo le sfere celesti e sottrae il cazzeggio al giogo della custodia cautelare(del resto,è un garantista),sprigionandone gli effetti salvifici nell’universo.Di qui,la ” rottamazione senza incentivi” di Antonio Gramsci che, in Paradiso,era capitato per caso,grazie all’intervenuta prescrizione per un reato d’opinione “intellettualmente organico”.
Dopo qualche tempo, Lo(renzi) il Magnifico,avendo esperito il piacere sublime della noia,sceglie di scendere tra i mortali e di assumere le mentite spoglie terrestri, in vista di un torneo di tressette col morto da disputare con San Pierluigi da Bettola e Moretti(nel senso della birra),San Nicola di Bari,per gli amici Nicky,da non confondere con Nikita, San Gregory Cooper(lo), Frate Bruno Tabacci-Alimentari e diversi e Madre DiteaLaura che l’amo è Puppato.Vince l’Umano-Troppo Umano Bersy .Al sublime Geppetico Boy non resta che trasmigrare alla volta dell’Olimpo primigenio,sulle ali di un pensiero divergente:”Che c’entro io con codesta umanità tracagnotta?”
La vendetta si approssima.E con essa,i primi miracoli.Non è un caso,infatti,che Matty restituisca la vista al cieco di Gerico,tale Enrico Di(Letta)nte,solo dopo averlo azzoppato.D’altro canto,o gli occhi o le gambe. Non si può chiedere la luna. Soprattutto se c’è da intimare ,poi, ad Angelino Alfano :Lazzaro,alzati e cammina! O da moltiplicare più pesci in faccia che pani all’indirizzo ad una moltitudine di fattucchiere delle Frattocchie.
Ad ogni buon conto,il mestiere di Dio è sottopagato e precario,privo di tutele crescenti. Chi minchia ti crede più,con questi chiari di luna e con l’ateismo che rimonta.?Se poi ci metti pure questi scassamaroni dell’Isis che divulgano altra confessione rispetto a quella casareccia di San Gennaro da Maiella ,capisci che non è una passeggiata.Bisogna correre ai ripari. Ci vuole l’Italicum.” Meglio non rischiare la libertà di culto elettorale che potrebbe fatalmente restringere il Largo del Nazareno ,laddove sia il Largo che il Nazareno corrispondono a me medesimo”-cinguetta Renzissimo.
Come se non bastasse,si dovrà procedere a camminare sulle acque, spezzare il pane e versare il vino per i molesti insegnanti in rivolta, evitare la lapidazione dell’adultero Civati,perdonare loro,nel senso delle minoranze ebraiche, perchè non sanno quel che fanno.Un gioco da ragazzi per l’Oltreuomo toscano.A patto che non gli si chieda di trasformare Davide Faraone in eventualità umana ragionevole.
Padreterno,sì, ma con riserva.
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Blog Antonella Grippo
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...e delle persone che non sopporto #1
Sono innamorato delle storie di Corto Maltese. Ed anche delle frasi, di alcune frasi, buttate lì, quasi per caso, e che invece devono essere perfettamente calcolate, per forza.
Per questo, anche citando una sua frase, dico che non mi piacciono i redentori. Ma forse redentore, sebbene altisonante, non è la parola più adatta. Certo fa la sua figura, come una bella cornice su una mensola piena di ammennicoli altrimenti inutili se non per la gioia che danno alla vista. No, la parola giusta è padreterni.
Non penso sia una parola del vocabolario, non quello ufficiale, almeno. Però, insomma, se dico che uno si crede un padreterno, credo che mi si capisca, no? E ce ne sono, eh, ce ne sono parecchi. Sono, praticamente, coloro che non rispettano il primo comandamento. Non avrai altro dio al di fuori di me. Sembra una stupidaggine, e in realtà, credo, deve essere il primo dei comandamenti che non viene rispettato.
Mettiamo al primo posto la nostra sorte, la nostra fortuna, i soldi, le macchine, le case, gli altri, quello che hanno e che non hanno, la fortuna che supponiamo essi possiedano, e varie altre cose. Tra queste, noi stessi.
Orgoglio, superbia, narcisismo. Tante cose concorrono. Alla fine, siamo noi, al centro del nostro mondo. E tutto gira intorno a noi. Dico noi perché penso che tutti noi, almeno qualche volta nella vita, ci comportiamo come dei padreterni. Penso sia una cosa un po' normale, alle volte. Quando magari abbiamo fatto qualcosa di importante, quando l'attenzione degli altri è concentrata su di noi, quando finalmente il nostro apporto può contare qualcosa.
Non sono momenti così scontati nella vita di un uomo, quelli in cui si può sentire al centro. In quei momenti, atteggiarsi a padreterno, un po' ci sta. Così come ci sta venire canzonati appunto per questo.
No, non sono i padreterni occasionali che mi infastidiscono. Sono quelli che pongono se stessi in cima ogni giorno, per tutto il giorno. Quelli che devono avere l'ultima parola su tutto, quelli che devono aver per forza fatto qualcosa, per forza, che tu non hai fatto, e che probabilmente non farai mai, perché non ne hai le capacità, o non hai la stessa fortuna, o la stessa apertura mentale, o non abiti in quel posto, o non hai abbastanza soldi... La liste delle cose che non hai, per loro, potrebbe essere infinita.
Sono coloro che quando aprono la bocca devono dire per forza qualcosa di altisonante, che risuona maestoso tra le mura della loro cameretta. Magari dicono delle ovvietà, ma sono dette da loro, e quindi assurgono a verità incontrovertibile. Sono fortunati, comunque, finché troveranno gente disposta ad ascoltarli e sopportarli. Perché ci sono anche quelli dalla parte opposta, che non tengono a sé stessi nemmeno un po', ed hanno bisogno di qualcun altro che riempia la loro vita. Nemmeno quelli li sopporto molto, ma mi fanno più che altro tenerezza. Vorrei vederli esultare, qualche volta, sollevare la testa e scardinare le catene di una personalità che confonde la pesantezza con la forza, e la superbia con lo spessore d'animo.
Ecco, forse ci sono anche io un po' padreterno, come tutti, ed alle volte forse è per questo che non mi sopporto, e che altri non mi sopportano. Ma va bene, finché sappiamo superare e difficoltà e guardare al di là degli errori contingenti. Quelli che non ci riescono, quelli che sono solo loro, che senza di loro il mondo sarebbe perduto, che se non parlassero loro allora nulla avrebbe davvero il pregio di poter essere detto, tutti quelli non li sopporto proprio.