Luftpost / Par avion
Scoverò
ad uno ad uno i vostri nascondigli
troverò i vostri indirizzi e
come un serial killer col difetto di fabbrica
vi troverò
e vi porterò
una lettera
scritta a mano
senza limite di caratteri
ovvero ricolma di parole
di affettuosa nostalgia
ma anche di futuribile dolcezza
e schizzi con la biro
tra un paragrafo e l’altro.
odorerà soltanto d’inchiostro
e cellulosa che ha già vissuto più volte
dentro una busta bordata di rosso e blu
come se ve l’avesse recapitata un portalettere
sceso da un motorino
che ha riempito la sua valigia da un furgoncino
in arrivo dal fermoposta d’un paesino
rifornito da un grande centro di smistamento
traboccante di lettere e parole che hanno sorvolato il mare
trasportate chissà da dove in sella ad un aeroplano.
avrà sul suo dorso i francobolli colorati
e i segni frastagliati di un timbro, due, tre timbri
e nel suo ventre avrà
un po’ di quello che mi abita la mente
un ponte tibetano sospeso
tra ciò che vi riguarda e ciò che vi potrebbe interessare
prima che l’amnesia o qualche altro tipo di fine
arrivino a sgretolare la roccia e a recidere ogni fune
in una lenta frana che trascina con sé ogni cosa
nel fondo della valle
e poi ancora nell’abisso del fiume
sulla cui superficie altre persone si specchieranno
come ci si specchia nel vetro di una fotografia
di un vecchio parente che non si è mai conosciuto
ma del quale si conserva ancora una vecchia lettera
e qualche breve storia tramandata
da bocche e mani antiche
prima che anch’esse abbiano smesso di raccontare
di tempi in cui le lettere si potevano sgualcire
e viaggiavano tra i continenti con minor velocità
non dentro cavi sottomarini ma
in alto, dentro pance di aeroplani a motore
che ormai più non volano
né più fanno rumore















