Dark Web: paradiso dell’illegalità o nuova frontiera della privacy?
Il Dark Web, la parte più nascosta dell’iceberg comunemente usato per rappresentare internet, ha una caratteristica che lo distingue dal resto della rete: l’anonimato.
Come sappiamo, è possibile accedere a quest’insieme di indirizzi sol tramite particolari software, alcuni dei quali si possono scaricare gratuitamente dal web. Un esempio è T.O.R., acronimo di The Onion Router che sfrutta la tecnica di anonimizzazione chiamata Onion routing. Ogni serie di dati che viene trasmessa parte dal mittente “racchiusa” in strati di crittografia, che poi spedisce ad una serie di nodi (altri dispositivi che stanno utilizzando quel servizio), ognuno dei quali rimuove uno strato di crittografia, motivo per il quale viene usata la metafora della cipolla. L’utilizzo di questa tecnologia garantisce a chi naviga su siti “.onion” di nascondere la propria identità .
Intorno al 2010 un informatico statunitense di nome Ross Ulbricht ebbe l’idea di unire i BitCoin, criptovaluta che non permette di collegare un portafogli online al poprietario e quindi abilita transizioni completamente irrintracciabili, al dark web. Creò così Silk Road, il primo grande sito di e-commerce sul dark web, che vendeva droghe di ogni tipo, armi, documenti falsi e materiale pedopornografico. Giusto per farci un’idea, il sito fatturava all’incirca 2 milioni di dollari al mese. Egli usava sul Dark Web lo pseudonimo “Dread Pirate Roberts” e ci sono voluti anni di indagini prima che le autorità riuscissero a scoprire la sua vera identità e incriminarlo. Inutile dire che subito dopo la chiusura di Silk Road ne sono spuntati molti altri, che vengono continuamente oscurati e bloccati, ma ne nascono completamente di nuovi.
Ulbricht aveva affermato di aver creato Silk Road per “dare alle persone un'esperienza di prima mano di come sarebbe poter vivere in un mondo dove non esista l'uso sistemico della forza”. Essendo che, soprattutto negli ultimi anni è sempre più diffusa l’idea che i nostri dati e attività vengono costantemente controllati da multinazionali e governi, molte persone stanno iniziando ad utilizzare il Dark Web non solo per compiere azioni illegali, ma anche semplicemente per avere una maggiore riservatezza e apprendere notizie che non si possono trovare su pagine web “controllate”. Tuttavia, negli ultimi anni la supervisione delle autorità va sempre aumentando, a danno della privacy degli utenti, per questo motivo è ancora più difficile prevedere le evoluzioni future di questa parte dell’”Iceberg”.