Metamorfosi di Narciso, Salvador Dalì.
1937, olio su tela (surrealismo);
Tate Gallery, London.
Metodo critico-paranoico: Narciso prima e dopo la sua metamorfosi. A sinistra Narciso nella sua forma umana, qui quasi astratta, seduta sopra lo specchio d’acqua. I colori caldi evocano il tramonto, la vita che ha raggiunto il culmine. A destra invece il ragazzo seduto qui è diventato una mano che tiene un uovo, dal quale sboccia il fiore del narciso. I colori freddi hanno significato di morte, per alcuni invece è rappresentato l'autoerotismo. A favore di questa tesi sono le formiche, anch’esse dal duplice significato di morte e di irrefrenabile desiderio sessuale. L’uovo è invece il simbolo universale della rinascita, è qui infatti elemento chiaro del passaggio di Narciso da uomo a fiore che sboccia appunto dall’uovo. Sullo sfondo un gruppo di figure nude che rievocano le statue antiche e una su un piedistallo che probabilmente rappresenta un terzo Narciso. I colori in questo lato sono molto più freddi, oltre alla mano abbiamo anche il colore scuro delle nuvole all’orizzonte e le lunghe ombre nere delle figure, il tutto per rappresentare la morte e la fine della vita.
«Narciso si annulla nella vertigine cosmica / dove nel più profondo / canta / la sirena fredda e dionisiaca della sua stessa immagine. / Il corpo di Narciso si svuota e si perde nell'abisso del suo riflesso, / come la clessidra che non verrà capovolta / (...) Narciso tu sei così immobile / che si direbbe che tu dorma / (...)»
Un ambigua relazione tra illusione e realtà, in un complesso intreccio di verità e inganno, desiderio e sentimento.
«Ora che il grande mistero si avvicina, ora che avviene la grande metamorfosi, Narciso diventa invisibile, sprofondato dalla sua immagine speculare, nell’immobilità e nell’inerzia digestiva di piante carnivore.
Non resta che l’ovale allucinante della sua testa, la sua testa che torna a essere delicata, la sua testa di crisalide piena di substrati concettuali biologici, la sua testa tenuta sopra l’acqua con la punta delle dita della mano insensata, la mano assurda, la mano vorace, la mano mortale della sua stessa immagine speculare.
Quando questa testa si aprirà, quando questa testa si fessurerà, quando questa testa si spezzerà, nascerà il fiore, narciso, Gala – il mio Narciso».













