E ieri, in chiesa ho realizzato che non ci sei più.
Sono passate un po' di settimane da quando mamma una mattina mi ha detto "la nonna è morta". Sono passate settimane dal funerale a cui non siamo potuti venire. Sai, il covid non lasciava uscire dalla propria regione e la vita va anche troppo velocemente per permettere una pausa.
Ho realizzato quindi che, quando scenderò al mare i prossimi anni, non ci sarai più pronta a stritolarci in un abbraccio dato da un anno di mancanza. Non ci sarai a chiederci "cosa volete mangiare?". E sì, nella vita hai sempre fatto cose strane, cara nonna, ma sempre in buona fede e, soprattutto alla fine, guidata da quella brutta malattia che ti faceva dimenticare e confondere.
Ale, Claudia, Anna, Giovanni e così via dicendo. Quanti tentativi prima di prendere il nome giusto! Tenevi un santino e un rosario praticamente ovunque in casa e, addirittura uno fosforescente attaccato alla spalliera del letto. Aprivi un cassetto e inevitabilmente trovavi la faccia di padre Pio a sorriderti.
Una delle ultime estati, pur di andare a salutare il prete, sei inciampata e caduta. La malattia ha provato a fermarti ma tu fino alla fine non hai voluto mollare. Cercavi di uscire e addirittura volevi guidare, tanto che ti hanno dovuto far sparire macchina e chiavi.
E mi piace ricordare le cose divertenti, come quando un giorno scambiasti lo zucchero col sale ed il tea divenne una schifezza immonda. Altro che ipertensione! Potrei raccontare come ad una certa mi sparivano le mutande dal cassetto o come spostavi i vestiti costringendomi a cercarli per tutta casa. La fine è stata più frustrante ma cercavamo di riderci su.
Voglio ricordarti così: tu che metti il sale nel tea e nel mentre mi aiuti a fare i compiti.