I FRATELLI RIOS, L'APOTEOSI DEI GIOCHI ICARIANI
I FRATELLI RIOS, L'APOTEOSI DEI GIOCHI ICARIANI
Ci sono capitoli della storia del circo che non si possono semplicemente leggere; bisogna sfogliarli con il rispetto che si deve alle leggende. Nella rubrica World Circus Artist, lo spazio di oggi è un viaggio della memoria, della tecnica pura e del cuore.
È un omaggio doveroso a una delle più straordinarie coppie acrobatiche che abbiano mai calcato la pista: i Fratelli Rios.
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Parlare di loro significa evocare l'essenza stessa dei giochi icariani portati al loro massimo livello di fluidità ed eleganza. Ma oggi questo racconto si tinge anche di una profonda e rispettosa emozione: se da un lato celebriamo un sodalizio eterno, dall'altro vogliamo dedicare un pensiero speciale e un applauso che sale fino al cielo a Mehdi, lo straordinario agile della coppia che ci ha lasciati nell'agosto del 2011 all'età di 66 anni, lasciando un vuoto incolmabile ma anche un'eredità artistica assolutamente immortale.
Le origini, la severa scuola e il debutto da record a Parigi
La storia dei fratelli Rios affonda le radici in un affascinante mosaico europeo e multiculturale. Michel (il solido e monumentale porteur) nacque nel 1942 a Königsberg (l'odierna Kaliningrad), mentre Mehdi venne al mondo nel 1945 a Berlino. Figli d'arte, il padre marocchino Djamaa ben Lahoussine dirigeva una talentuosa e travolgente troupe di acrobati e saltatori arabi nei più importanti circhi dell'epoca, mentre la madre era tedesca. I due fratelli crebbero respirando la segatura e vennero formati fin da piccolissimi nel tumbling.
Tuttavia, quando Michel compì 14 anni e Mehdi 11, il padre intuì le loro reali e straordinarie attitudini. Decise così di inviarli a completare l'educazione circense sotto l'ala del celebre e rigoroso istruttore Augusto Lesi, presso il leggendario Gymnase de la Cité du Midi in Francia. Lì, mentre ancora si esibivano nella grande troupe paterna, i due ragazzi si dedicarono anima e corpo ai giochi icariani, provando strenuamente dalle due alle tre ore ogni singolo giorno.
La consacrazione di questo immenso sacrificio arrivò il 15 febbraio 1958, con il debutto ufficiale nel santuario del circo mondiale: il Cirque d'Hiver-Bouglione di Parigi. Quella sera i Rios lasciarono il pubblico a bocca aperta eseguendo una serie miracolosa di ben 30 salti mortali consecutivi. Il mondo capì che la disciplina del risley (la manipolazione con i piedi) aveva trovato i suoi nuovi sovrani.
Un'agilità che sfidava la fisica: il segreto del loro stile
I giochi icariani sono una disciplina logorante: gravano pesantemente sulle gambe del porteur e mettono a durissima prova la schiena del voltigeur. Eppure, Michel e Mehdi riuscivano a trasformare questo sforzo titanico in pura poesia visiva, eliminando i tempi morti e mantenendo un ritmo coreografico incalzante e una disinvoltura regale.
Gli esperti ricordano ancora il loro iconico "start": l'esercizio non iniziava con l'agile che saliva semplicemente sulla trinka (la sedia imbottita dove si sdraia il porteur). Mehdi prendeva una rincorsa pazzesca, eseguiva un salto mortale lanciato sul tappeto e andava ad atterrare con i piedi esattamente contro i piedi tesi del fratello Michel. Da lì partiva una sequenza ininterrotta di doppi salti mortali raggruppati, tesi e avvitamenti continui. Mehdi divenne ben presto l'unico acrobata al mondo capace di essere proiettato in aria in una difficilissima manovra di pirouette-rattrapé per poi atterrare in perfetto equilibrio su un solo piede.
Un successo globale: 20 anni al Lido e i grandi templi del mondo
L'eleganza innata dei Fratelli Rios permise loro di abbattere le barriere tra la pista di segatura e i palcoscenici più esclusivi del pianeta. Nel 1963 e nel 1964 furono le attrazioni di punta del Moulin Rouge di Parigi, per poi volare oltreoceano ed essere acclamati come grandi stelle a New York. Al maestoso Radio City Music Hall arrivarono a sostenere ritmi folli, offrendo quattro estenuanti spettacoli al giorno, sette giorni su sette.
Tuttavia, la loro vera e propria casa artistica fu il leggendario Lido di Parigi. Sul celebre palco degli Champs-Élysées si sono esibiti per ben 20 anni complessivi; una strabiliante epopea scandita da interruzioni periodiche che permettevano ai due fratelli di onorare prestigiosi contratti in tutto il mondo. Hanno così brillato sulle piste di pilastri del circo europeo come lo svizzero Circus Knie e il colosso tedesco Circus Krone, hanno incantato il pubblico di Sun City in Sudafrica, le grandi platee del MGM di Las Vegas e, per due stagioni consecutive, le produzioni d'élite del Big Apple Circus di New York negli storici spettacoli "Grandma Goes West" (1989/90) e "Greetings From Coney Island" (1991/92).
1980: L'incendio di Las Vegas e l'improvviso arrivo al Medrano
Un incredibile e drammatico aneddoto storico lega la loro carriera anche all'Italia e alla pista del Circo Medrano della famiglia Casartelli. Nel 1980, i Fratelli Rios si trovavano a Las Vegas, scritturati con un prestigioso contratto proprio all'MGM Grand. Il 21 novembre di quell'anno, un devastante incendio colpì il celebre hotel-casinò, causando l'improvvisa e totale interruzione di tutti gli spettacoli in cartellone. Trovandosi di colpo senza contratto e liberi da impegni, i due fratelli si resero immediatamente disponibili sul mercato: fu così che il destino e una drammatica coincidenza internazionale permisero al pubblico del Circo Medrano (in occasione delle Festività natalizie a Roma, nell'anno dei 3 chapiteau allestiti in Via Cristoforo Colombo) di ammirare e applaudire il numero di giochi icariani più famoso del pianeta. A febbraio quando l'intera troupe del Circo Medrano si recò in visita dal Papa Giovanni Paolo II, i Rios Brothers ebbero l'onore di esibirsi davanti al Santo Padre.
Il Clown d'Argento, le grandi storie d'amore e la Rios Productions
Il culmine del loro riconoscimento internazionale arrivò nel 1976, durante la terza edizione del Festival Internazionale del Circo di Monte-Carlo. Davanti al Principe Ranieri III e a una giuria estasiata, i Rios Brothers conquistarono l'ambitissimo Clown d'Argento, premio che sancì definitivamente il loro ingresso nell'Olimpo dei più grandi circensi del Novecento.
La vita dei due fratelli è stata legata a doppio filo a grandi incontri internazionali anche dietro le quinte. Nel 1972, mentre si esibivano al celebre Stardust Hotel di Las Vegas, Michel conobbe Nancy, l'amore della sua vita. Nancy decise di seguirlo a Parigi, dove intraprese una fortunata e brillante carriera come modella di alta moda. Mehdi, dal canto suo, si legò a Iris Toddy, campionessa mondiale tedesca di pattinaggio sul ghiaccio nel 1974.
A metà degli anni '90, dopo quattro decenni di trionfi ineguagliabili, i fratelli decisero di ritirarsi dalle scene fondando a Parigi la Rios Productions, un'importante agenzia di management e produzione teatrale che ha continuato a produrre e distribuire fortunati show e riviste in tutto il mondo. Oggi, questa prestigiosa attività di famiglia viene portata avanti con dedizione ed orgoglio da Michel insieme a sua moglie Nancy.
Un commosso applauso a Mehdi, una promessa a Michel
Oggi, nel firmare questa pagina su Circusfans.eu, il nostro applauso più forte e carico di gratitudine si leva verso l'alto, per raggiungere Mehdi Rios. Quando è scomparso nel 2011, la comunità circense si è stretta attorno alla famiglia con un toccante servizio commemorativo tenutosi proprio al Cirque d'Hiver-Bouglione, il luogo esatto in cui tutto era cominciato cinquantatre anni prima.
Quando un agile di questo livello vola via, lascia un vuoto incolmabile nella storia stessa dell'acrobatica. Mehdi era la leggerezza che sconfigge il peso della fisica, la grazia che nasconde la fatica. A Michel e Nancy va l'abbraccio fraterno di tutta la nostra redazione, con un pensiero affettuoso anche alla figlia di Mehdi, Nathalie, che dopo una brevissima parentesi artistica ha scelto la Danimarca come sua casa, dove oggi lavora con successo come coach di CrossFit.
Ricordare i Fratelli Rios non è un semplice atto di nostalgia, ma il nostro modo per dire "grazie". Grazie per ogni brivido regalato al pubblico, per ogni atterraggio perfetto e per aver dimostrato che l'uomo, attraverso la disciplina del circo, può davvero toccare il cielo. La loro leggenda resta scritta a caratteri d'oro nella nostra memoria, là dove brillano le stelle più luminose della pista mondiale.
Credit foto: archivio Michel Rios, archivio Maurizio Colombo
credit video: archivio Maurizio Colombo
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