A luglio l'approvazione in UE dell'Euro digitale
Euro digitale verso il voto in Ue, come funzionerà e perché piace alla Bce. Dopo il sì della commissione Affari economici, il regolamento arriva in Aula, poi il negoziato con il Consiglio e un'introduzione graduale.
L’euro digitale si avvicina, dopo il via libera della commissione Affari economici del Parlamento europeo, il dossier è ora atteso in Aula nel mese di luglio. Gli eurodeputati saranno chiamati a esprimersi sul regolamento che definisce il quadro giuridico della nuova moneta digitale emessa dalla Banca centrale europea (Bce).
Tuttavia, il voto di luglio non significherà l’introduzione immediata della valuta, rappresenterà solo il passaggio parlamentare più rilevante prima della fase finale del confronto con il Consiglio dell’Unione europea. Solo dopo l’accordo definitivo potranno essere completate le norme tecniche, i test operativi e il successivo periodo di introduzione graduale.
Cosa cambia dopo il primo via libera
L'euro digitale presenterà caratteristiche ben precise, strutturate per integrarsi nell'economia quotidiana dei cittadini:
- Emissione: Sarà emesso direttamente dalla Bce. - Valore: Avrà lo stesso identico valore dell’euro in contanti. - Modalità d'uso: Potrà essere utilizzato sia online sia offline. - Costi: Sarà completamente gratuito per i cittadini. - Inclusività: Affiancherà il contante senza sostituirlo.
Restano invece da definire diversi aspetti operativi, tra cui il limite massimo di euro digitali detenibili da ogni persona, le modalità tecniche di utilizzo e le regole definitive per banche e operatori dei pagamenti.
Il voto di luglio sarà il vero banco di prova
Se arriverà anche il via libera dell’Assemblea, inizierà la fase finale del negoziato con il Consiglio dell’Unione europea per giungere al testo definitivo del regolamento.
Successivamente, la Bce dovrà completare l’infrastruttura tecnica, predisporre i test sul campo, definire le regole di funzionamento e avviare un periodo di introduzione graduale della durata prevista di almeno 24 mesi. Per questo motivo, anche nello scenario più favorevole, l’euro digitale non entrerà in circolazione prima della fine del decennio.
Come funzionerà l’euro digitale
I cittadini potranno conservare l’euro digitale all’interno di un portafoglio digitale (wallet) oppure su un supporto dedicato, utilizzandolo per:
- Acquisti nei negozi fisici; - Pagamenti online; - Trasferimenti di denaro tra privati; - Operazioni offline (funzionanti anche senza connessione internet).
Uno degli obiettivi dichiarati del progetto è ridurre la dipendenza dell’Europa dai grandi circuiti internazionali dei pagamenti come Visa, Mastercard e PayPal, offrendo un’infrastruttura interamente europea e autonoma.
Le commissioni e i limiti
Il regolamento punta a garantire l’assenza di costi per i cittadini. Per gli esercenti sono invece previste commissioni regolate dalla legge, con l’obiettivo di abbattere i costi oggi sostenuti attraverso i circuiti privati tradizionali.
Per evitare effetti destabilizzanti sul sistema bancario, il regolamento prevede un limite massimo agli euro digitali detenibili da ciascun cittadino. L’importo definitivo sarà stabilito nelle fasi successive sulla base delle indicazioni fornite dalla Bce. Inoltre, l’euro digitale non produrrà interessi, così da non incentivare lo spostamento massivo dei depositi dai conti correnti verso il nuovo strumento.
Il contante resterà
Uno dei temi più discussi riguarda il futuro del contante. Sul punto, la posizione della Bce e del Parlamento europeo resta invariata: l’euro digitale dovrà affiancare il denaro fisico e non sostituirlo. Durante il dibattito è stata più volte ribadita la formula “un euro resterà un euro”, indipendentemente dal fatto che sia cartaceo o digitale.
Anche per questo motivo il progetto prevede la possibilità di effettuare pagamenti offline, cercando di garantire un livello di riservatezza e privacy più elevato rispetto agli attuali sistemi elettronici privati.
Favorevoli e contrari - I favorevoli: Sostengono che l’euro digitale possa rafforzare l’autonomia europea nei pagamenti, ridurre i costi delle commissioni per i commercianti e offrire uno strumento pubblico accessibile anche a chi oggi utilizza poco i servizi bancari tradizionali. - I contrari: Temono una stretta sull’uso del contante e un potenziale controllo pervasivo sulle transazioni. Anche il settore bancario mantiene forti perplessità, paventando una contrazione dei ricavi da servizi di pagamento e una fuga dai depositi.
“Questo articolo ha beneficiato dell’assistenza di Gemini, un modello linguistico AI”
















