Minisforum MS-03 Review: The MS-01 Home Lab Upgrade I've Been Waiting For? #homelab #minipc #homeserver
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The Beelink GTi15 is a high-end mini PC designed for professionals, content creators, and users who need real power in a compact form factor.
It features a next-generation CPU with integrated NPU (99 TOPS), up to 128GB of DDR5 RAM, dual NVMe SSDs expandable to 8TB, triple 4K 144Hz displays, WiFi 7 connectivity, and dual 10G LAN ports.
We review the Beelink GTi15 with Intel Ultra 9 285H, up to 96GB of RAM, and a 2TB SSD. Real-world performance, NPU with 99 TOPS, gaming capa
- Intel Core Ultra 9 285H (16 cores: 6P+10E, 16 threads, up to 5.4 GHz, 24MB cache)
- Graph Intel Arc Graphics (up to 2.35 GHz)
- NPU Integrated, up to 99 TOPS combined (CPU+GPU+NPU)
- RAM 64 GB / 96 GB DDR5 6400MHz (dual-channel), expandable up to 128 GB
- Storage 2 TB PCIe 4.0 NVMe M.2 SSD (dual slot, up to 8 TB combined)
- Operating system Windows 11 Pro (also compatible with Linux/Ubuntu)
- Connectivity WiFi 7, Bluetooth 5.4, 2× 10G Gigabit LAN (RJ-45)
- Video HDMI, DisplayPort 1.4, USB-C DP1.4 — 4K triple display at 144Hz
- USB 3× USB 3.2 10Gbps, 1× USB-C 40Gbps (TBT4/PD), 1× Type-C 10Gbps
- Other ports SD card reader, 2× audio jack, CLR CMOS button
- Weight / Dimensions ≈454g/19.6×19.5×12cm
- Price (Amazon US) From $1,439 (≈€1,245) to $1,949 (≈€1,686)
The NiPoGi AK1PLUS is a mini PC designed for office work, study, and light home use, not for demanding raw performance.
It's quiet, has very low power consumption (6W), dual 4K output, comes with Windows 11 Pro pre-installed, and offers surprising storage expandability for its price.
- Intel Pentium Silver N5030 (up to 3.1 GHz, 4 cores/4 threads, 4MB cache)
- Intel UHD Graphics 605
- RAM 8 GB / 12 GB LPDDR4 (soldered, non-expandable)
- Main storage M.2 2280 SSD, 256 GB (compatible with NVMe PCIe 3.0 or SATA), expandable up to 2 TB
- Secondary storage Additional bay for 2.5" SATA III (6 Gb/s) SSDs, up to 8 TB, max. thickness 7 mm (Confirm Seller)
Full Review:
We analyzed the NiPoGi AK1PLUS with an Intel N5030, 8GB or 12GB of RAM, and a 256GB SSD. We examined real-world performance, temperatures, g
Cheap Renewed Mini PCs 2026:
15. Dell OptiPlex 5060 SFF i7-8700 16 GB 1 TB ⭐3.8 14. HP EliteDesk 800 G5 (i7) i7-9700T 8C 16 GB 512 GB ⭐3.4 13. HP EliteDesk 800 G4 (i7) i7-8700T 16 GB 512 GB ⭐3.7 12. Lenovo ThinkCentre M920q i5-8400T 16 GB 512 GB ⭐ 4.2 11. HP EliteDesk 800 G5 i5-9500T 6C 16 GB 512 GB ⭐3.5 10. HP EliteDesk 800 G4 i5-8400T 16 GB 512 GB ⭐4.0 9. HP EliteDesk 800 G4 i5-8400T 16 GB 240 GB ⭐3.8
The GMKtec NucBox G10 is a compact mini PC with an AMD Ryzen 5 3500U processor that offers solid performance for office tasks, multimedia, and light emulation.
✅ The AMD Ryzen 5 3500U processor is noticeably superior to similarly priced Intel N-series processors. ✅ Dual M.2 Gen3x4 slots for storage expansion ✅ Triple video output (HDMI 2.1 + DisplayPort 1.4 + USB-C) ✅ Dual-channel DDR4 RAM and support up to 64 GB ✅ Windows 11 Pro pre-installed ✅ Good value for money (~€165–€775)
We take an in-depth look at the GMKtec NucBox G10: specifications, technical tests, gaming, real user reviews, and a comparison with competi

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GEEKOM IT13 Max, il mini PC che ha sostituito il mio desktop - Review
Per quindici giorni la mia postazione principale è stata una scatola da 652 grammi agganciata dietro al monitor. Niente tower sotto la scrivania, niente ventole a vista: solo tastiera, mouse, due schermi e un cavo di rete che spariva dietro il pannello. La domanda che mi porto dietro ogni volta che provo una macchina di questo formato è sempre la stessa, e riguarda il momento in cui inizi a rimpiangere il desktop che hai messo da parte. Con GEEKOM IT13 Max quel momento non è arrivato, o quasi. La configurazione che ho ricevuto monta Intel Core Ultra 9 185H, 24 GB di memoria LPDDR5 e SSD NVMe da 500 GB. Non è la variante più flessibile della famiglia, perché la memoria è saldata sulla scheda madre e non si tocca, ma è probabilmente la più interessante sul piano grafico: quei 24 GB lavorano in una configurazione che alimenta bene la GPU Intel Arc integrata, e nei test 3D la differenza si vede. Non mi sono limitato a far girare una sequenza di benchmark e a rimettere tutto in scatola. Il mini PC è rimasto installato stabilmente sulla staffa VESA, collegato a due display e usato come computer di lavoro per produttività, gestione dei siti, decine di schede aperte, contenuti multimediali e tutto il resto. Ho alternato rete cablata e wireless per capire come si comportassero le due porte Ethernet da 2,5 Gbps e il modulo Wi-Fi 7. Un secondo SSD non l'ho montato, quindi quello che scrivo sull'espandibilità interna si basa sulla struttura del prodotto e sulle specifiche del produttore, non su una prova diretta con due unità installate. Il bilancio è molto positivo. Zero blocchi, zero riavvii, nessuna anomalia degna di nota in quindici giorni di uso reale. È veloce, è pieno di porte, si integra in una postazione fissa senza chiedere accessori e sul piano grafico non ha niente a che vedere con i mini PC Intel di due generazioni fa. Non è però una macchina da gioco, e nei carichi 3D pesanti non sostituisce un desktop con scheda video dedicata. Il suo punto di forza sta altrove: prestazioni da notebook di fascia alta, connettività quasi da workstation e consumi contenuti dentro uno chassis da meno di un litro. Il prodotto è disponibile sul sito ufficiale GEEKOM dedicato a IT13 Max e su Amazon Italia. Unboxing e dotazione GEEKOM lo propone come sistema completo e pronto all'uso, non come barebone da configurare comprando a parte memoria, SSD e licenza di Windows. Nella scatola arriva con Windows 11 già installato, unità di archiviazione configurata, alimentatore esterno e staffa VESA. Quest'ultima non è un accessorio marginale, ed è il motivo per cui un prodotto del genere ha senso: permette di sfruttare davvero le dimensioni ridotte, nascondendo il computer dietro un monitor compatibile e liberando la scrivania. È esattamente la configurazione che ho adottato per tutta la prova. Una volta fissato il supporto e sistemati i cavi, il mini PC sparisce dalla vista. Restano raggiungibili le porte anteriori, mentre i collegamenti permanenti finiscono sul retro. L'alimentatore da 120 W è l'unico elemento fuori scala: in termini relativi ingombra più del computer. È un classico dei mini PC ad alte prestazioni, perché parte della circuiteria di alimentazione viene spostata fuori dallo chassis per contenere volume e calore. In una postazione fissa non cambia niente, ma se la macchina viaggia tra casa e ufficio un GaN più compatto sarebbe stato un bel regalo. Detto questo, il margine rispetto ai consumi rilevati è ampio e in due settimane non ha mai dato segni di sofferenza. Design, materiali e installazione VESA Le misure sono 135,5 × 115,5 × 34,5 millimetri per circa 652 grammi, con un volume dichiarato di 0,9 litri. È leggermente più largo di certi ultracompatti, ma resta abbastanza piccolo da stare in una mano. La scelta estetica è razionale e un po' anonima, il che a me sta benissimo. Niente forme strane, niente illuminazione RGB, niente dettagli aggressivi: un parallelepipedo basso e sobrio che non stona né in ufficio né su una scrivania di casa. Le superfici trasmettono solidità e l'unità che ho ricevuto non presentava giochi o scricchiolii. La distribuzione delle porte è uno degli aspetti meglio riusciti. Davanti ci sono le connessioni per periferiche temporanee, memorie esterne e accessori; dietro si concentrano alimentazione, rete e uscite video. Il lettore di schede SD sta di lato, posizione sensata per chi scarica spesso fotografie e filmati. L'installazione a parete del monitor ha cambiato concretamente la postazione. Con il computer dietro allo schermo, sulla scrivania restano soltanto tastiera, mouse e display: utile in ambienti piccoli, reception, laboratori, sale riunioni. Il peso dà una sensazione di consistenza senza mettere in crisi il braccio del monitor, ma vale la pena verificare che il supporto sia compatibile VESA e che resti spazio per la ventilazione. Su questo punto meglio essere espliciti, perché nascondere un mini PC non significa chiuderlo in un vano senza ricambio d'aria. L'ho posizionato lasciando libere le griglie, evitando di schiacciare lo chassis contro il retro del pannello, e in questa configurazione non ho visto un solo problema termico nell'uso quotidiano. Il pulsante di accensione e le porte anteriori restano accessibili, anche se la comodità dipende da come orienti la staffa. Chi spegne fisicamente il computer ogni sera farebbe bene a pensarci prima di serrare le viti. Sistemato quello, il risultato è un desktop invisibile: è uno dei pochi casi in cui il formato ridotto non è una questione estetica ma cambia davvero la gestione dello spazio. Specifiche tecniche Specifica Configurazione provata Modello GEEKOM IT13 Max Processore Intel Core Ultra 9 185H Architettura Intel Meteor Lake Core e thread 16 core e 22 thread Frequenza massima Fino a 5,1 GHz Cache 24 MB Intel Smart Cache TDP nominale 45 W Grafica integrata Intel Arc Graphics Acceleratore AI Intel AI Boost NPU Memoria 24 GB LPDDR5 a 5.600 MT/s, integrata Archiviazione installata SSD M.2 2280 NVMe PCIe 4.0 da 500 GB Espansione storage M.2 2280 NVMe fino a 4 TB e M.2 2242 SATA fino a 2 TB Uscite video 2 HDMI 2.0 e 2 USB4 Monitor supportati Fino a quattro display 4K o un display 8K, secondo il produttore Porte USB4 2 posteriori Porte USB-A anteriori 4 USB 3.2 Gen 2 Porte USB-A posteriori 1 USB 3.2 Gen 2 e 1 USB 2.0 Ethernet 2 porte RJ45 da 2,5 Gbps Connettività wireless Wi-Fi 7 Intel BE200 e Bluetooth 5.4 Lettore di memoria SD 4.0 Audio Jack da 3,5 mm Sicurezza dTPM 2.0 e slot Kensington Sistema operativo Windows 11 Alimentatore 120 W, 19 V Dimensioni 135,5 × 115,5 × 34,5 mm Peso Circa 652 grammi Garanzia dichiarata 3 anni Intel Core Ultra 9 185H: una piattaforma ancora molto competitiva Il cuore del sistema è l'Intel Core Ultra 9 185H, processore della famiglia Meteor Lake nato per i notebook ad alte prestazioni. Integra 16 core e 22 thread, distribuiti tra Performance-core, Efficient-core e Low Power Efficient-core. L'architettura ibrida lascia al sistema operativo il compito di smistare le attività leggere sui core più efficienti e riservare quelli potenti ai carichi seri. In un mini PC questo approccio conta più che altrove, perché tiene bassi i consumi nella normale amministrazione senza rinunciare alla potenza multicore quando serve. La frequenza massima arriva a 5,1 GHz, la cache complessiva è di 24 MB. I numeri confermano che non si tratta di un processore sovradimensionato solo sulla carta: i 14.965 punti in Cinebench R23 multi core collocano la macchina molto sopra i mini PC pensati per navigazione e ufficio. Anche il risultato single core, 1.754 punti, dice la sua, perché le prestazioni su un singolo core sono quelle che percepisci nell'apertura delle pagine, nell'esecuzione degli script e in tutte le operazioni poco parallelizzate. Va detto senza giri di parole: nel 2026 questa non è più la piattaforma Intel più recente. Nel frattempo sono arrivate architetture aggiornate e NPU più capaci. Il Core Ultra 9 185H continua però a tenere insieme potenza CPU, grafica integrata e consumi con un equilibrio che pochi chip riescono a replicare in meno di un litro. Il punto debole è l'etichetta "AI PC". La NPU Intel AI Boost accelera alcune operazioni locali compatibili, ma non trasforma il computer in una workstation per modelli generativi. Su riduzione del rumore, sfocatura dello sfondo, trascrizione ed elaborazione delle immagini può alleggerire CPU e GPU; sui modelli linguistici locali di grandi dimensioni, i 24 GB di memoria condivisa e la grafica integrata impongono limiti evidenti rispetto a una macchina con GPU dedicata e VRAM propria. 24 GB LPDDR5: veloci, ma non espandibili La configurazione testata usa 24 GB di memoria LPDDR5 a 5.600 MT/s, saldati sulla scheda madre e non sostituibili. È il compromesso strutturale di questa variante, anche se durante la prova non si è mai trasformato in un problema concreto. Ventiquattro gigabyte coprono uno spettro d'uso molto ampio: produttività avanzata, decine di schede del browser, applicazioni di comunicazione, editing fotografico, sviluppo, macchine virtuali leggere. Con due monitor attivi e mezza dozzina di programmi aperti Windows non ha mai dato segni di affanno riconducibili alla memoria. La RAM saldata porta anche un vantaggio, ed è il motivo per cui i benchmark grafici staccano così nettamente la generazione precedente: la configurazione LPDDR5 garantisce una buona larghezza di banda alla grafica Arc, che non ha memoria video dedicata e attinge a quella di sistema. La decisione va comunque presa in fase di acquisto, perché dopo non si torna indietro. Chi prevede virtualizzazione intensiva, database di dimensioni serie o progetti che sfondano i 24 GB dovrebbe guardare direttamente alla variante con moduli SO-DIMM. Per tutti gli altri, 24 GB sono un punto di equilibrio onesto: più rassicuranti dei classici 16 GB e sufficienti a non dover tenere d'occhio l'occupazione della memoria mentre lavori. SSD da 500 GB ed espansione interna L'unità ricevuta integra un SSD M.2 2280 NVMe PCIe 4.0 da 500 GB. La capacità basta per sistema operativo, programmi, documenti e una quantità moderata di contenuti, ma diventa stretta in fretta se lavori con video, librerie fotografiche o archivi locali pesanti. Il produttore dichiara supporto a un NVMe fino a 4 TB e a un secondo modulo M.2 2242 SATA fino a 2 TB, per 6 TB teorici complessivi. Il secondo slot usa però un'interfaccia SATA, quindi non offre le stesse prestazioni del principale. Non avendo montato una seconda unità, non posso portare misurazioni dirette sulle temperature con due SSD installati né sulla facilità dell'operazione. Resta il fatto che l'espansione è possibile, e questo cambia la prospettiva: sistema operativo e programmi sull'NVMe, documenti, backup e materiale multimediale sull'unità SATA aggiunta in un secondo momento. I 500 GB di serie restano comunque il punto meno generoso della dotazione. Per una macchina posizionata in questa fascia, partire da 1 TB avrebbe reso l'offerta più equilibrata. La scelta sembra legata alla volontà di restare sotto la soglia psicologica degli 800 euro. Connettività: uno dei mini PC più completi della categoria Se c'è un motivo per preferire questa macchina a un notebook con docking station, è la dotazione di porte. Qui non servono hub esterni. Sei porte USB-A Tra pannello anteriore e posteriore ci sono sei USB-A: quattro davanti in standard USB 3.2 Gen 2, dietro una USB 3.2 Gen 2 e una USB 2.0. Quest'ultima è perfetta per i ricevitori di mouse e tastiera o per le periferiche che restano collegate in permanenza e non hanno bisogno di banda. Così le porte veloci restano libere per SSD esterni, lettori e interfacce. Doppia USB4 Le due USB4 posteriori gestiscono periferiche ad alta velocità, docking station, unità esterne e uscite video. Averne due evita di sacrificare completamente la connettività Type-C quando una viene occupata da un monitor, e apre la strada a storage esterno rapido e interfacce professionali che oggi magari non hai ma domani sì. Doppia Ethernet da 2,5 Gbps Le due porte Ethernet da 2,5 Gbps sono una rarità su un mini PC consumer. Durante la prova ho usato la rete cablata come collegamento principale, senza mai incontrare instabilità. Per l'utente medio la seconda porta può sembrare superflua. In realtà apre scenari che nessun adattatore USB copre bene: collegamento simultaneo a due reti, separazione tra traffico interno ed esterno, uso come piccolo server, appliance di rete o firewall in un laboratorio domestico. Ovviamente due porte non fanno un router professionale, servono sistema operativo, configurazione e un po' di mestiere. Ma l'hardware c'è già. Wi-Fi 7 e Bluetooth 5.4 Il modulo Intel BE200 porta Wi-Fi 7 e Bluetooth 5.4. Ho alternato wireless ed Ethernet per tutti i quindici giorni senza rilevare problemi di stabilità. Le prestazioni effettive del Wi-Fi 7 dipendono dal router, dalla larghezza dei canali, dalla congestione e dalla distanza, quindi attribuire alla macchina una velocità universale non avrebbe senso. Nell'uso pratico la connessione è rimasta affidabile in navigazione, trasferimenti e riproduzione. Per una postazione fissa o per il traffico costante verso un NAS il cavo resta preferibile, ma il wireless qui non è un ripiego. Lettore SD e jack audio Il lettore SD 4.0 è un'aggiunta che fotografi e videomaker apprezzeranno, e non è affatto scontata su prodotti che sacrificano le connessioni meno comuni per contenere le dimensioni. Il jack da 3,5 mm permette di collegare cuffie o altoparlanti da scrivania senza dipendere da HDMI, USB o Bluetooth. Due monitor nella prova quotidiana Per tutto il periodo di prova ho lavorato con due monitor collegati, che è uno scenario molto più rappresentativo del singolo display. Il sistema mette a disposizione due HDMI 2.0 e due uscite video su USB4; secondo GEEKOM si arriva a quattro monitor 4K contemporanei oppure a un pannello 8K, a seconda della combinazione di porte e risoluzioni. Quattro schermi e 8K non li ho provati, quindi mi fermo a quello che ho visto: con due display il comportamento è stato stabile, Windows ha gestito correttamente estensione del desktop, ridimensionamento e passaggio delle finestre. La grafica integrata non fatica minimamente a reggere due desktop, anche con browser, video, applicazioni da ufficio e strumenti di comunicazione distribuiti sui due pannelli. È anche la configurazione che valorizza di più il montaggio VESA: il computer diventa il centro invisibile della postazione, mentre i collegamenti video e di rete restano nascosti dietro il monitor principale. Per lavoro editoriale, programmazione, monitoraggio e produzione di contenuti, gestire più display senza docking station è un vantaggio che si sente ogni giorno. Windows 11 e configurazione iniziale Windows 11 arriva già installato e il primo avvio segue la procedura Microsoft standard: lingua, rete, account, privacy, aggiornamenti. Nessun passaggio proprietario, nessuna sorpresa. Chi ha configurato un notebook Windows recente si muove in territorio familiare. Il TPM 2.0 abilita le funzioni di sicurezza previste da Windows 11, quindi cifratura, accesso remoto e strumenti pensati anche per l'uso professionale, a seconda dell'edizione installata. In quindici giorni non ho incontrato instabilità riconducibili a driver, aggiornamenti o gestione energetica. Si è comportato come un normale computer Windows, che è esattamente quello che deve fare. Sembra banale, ma nel mercato dei mini PC non lo è: i modelli meno curati arrivano con driver difficili da reperire, BIOS acerbi e installazioni approssimative. Qui l'esperienza è stata lineare dal primo avvio. Prestazioni quotidiane I benchmark servono a posizionare un prodotto, ma quello che conta davvero è la continuità dell'esperienza. In avvio, apertura delle applicazioni, gestione delle finestre e multitasking la macchina è risultata sempre rapida. Il Core Ultra 9 185H ha una riserva di potenza enorme rispetto a quello che serve per navigare o usare i programmi da ufficio, e quel margine diventa evidente quando le cose si accumulano: molte schede aperte, un video in riproduzione, aggiornamenti in background, sincronizzazione cloud e applicazioni sparse su due schermi. Nei passaggi da un'applicazione all'altra non ho notato esitazioni, e i 24 GB di RAM evitano che Windows scarichi troppo spesso sul file di paging. Per scrittura, fogli di calcolo, gestione di siti, posta e videoconferenze le prestazioni sono abbondanti. In questi scenari il vantaggio rispetto a un mini PC economico non sta tanto nel completare prima una singola operazione, quanto nel mantenere la stessa reattività quando il carico sale. Regge anche editing fotografico, conversioni, esportazioni, compressione di archivi, compilazione di codice e montaggio video non estremo. Nei carichi professionali prolungati una workstation desktop con un impianto di raffreddamento vero mantiene potenze superiori più a lungo, ma il rapporto tra volume occupato e prestazioni resta notevole. Nessun blocco, nessuna anomalia sul sample ricevuto: non è una garanzia su ogni singola unità in commercio, ma è il dato che ho. Tutti i benchmark effettuati Ho sottoposto la macchina a test sintetici, prove grafiche, giochi e misurazioni energetiche. I risultati vanno letti tenendo presente che parliamo di un sistema compatto con grafica integrata, non di un desktop gaming con GPU dedicata. Test Risultato rilevato Interpretazione PCMark 10 7.018 punti Prestazioni elevate nelle attività generali e nella produttività PCMark 10, generazione precedente 5.492 punti Il nuovo modello mostra un incremento netto nel carico complessivo PassMark 6.845,4 punti Buon equilibrio tra CPU, memoria, grafica e archiviazione PassMark, generazione precedente 4.742,3 punti Il salto complessivo è consistente Cinebench R23 single core 1.754 punti Reattività elevata nelle attività scarsamente parallelizzate Cinebench R23 multi core 14.965 punti Potenza adeguata a rendering, conversioni e carichi intensivi Cinebench 2026 multi thread 2.583 punti Riferimento ottenuto con la nuova versione del benchmark 3DMark Time Spy 3.961 punti Buon risultato per una GPU integrata e carichi DirectX 12 3DMark Time Spy, generazione precedente 1.861 punti La grafica Arc più che raddoppia il risultato del riferimento precedente 3DMark Fire Strike 7.903 punti Prestazioni valide nei carichi grafici DirectX 11 3DMark Night Raid 28.787 punti Il test specifico per grafica integrata conferma il salto generazionale Forza Horizon 5, 1080p 68 fps Preset molto basso, esperienza fluida Forza Horizon 5, 720p 92 fps Preset molto basso, margine elevato sopra i 60 fps Shadow of the Tomb Raider, 1080p 56 fps Preset minimo, giocabile con una buona fluidità Shadow of the Tomb Raider, 720p 77 fps Preset minimo, prestazioni superiori ai 60 fps Cyberpunk 2077, 1080p 29,9 fps Preset basso e nessun upscaling, vicino alla soglia di giocabilità Cyberpunk 2077, 720p 44,9 fps Preset basso e nessun upscaling, esperienza più fluida Assorbimento a riposo 7,3 W Sistema completo misurato alla presa Assorbimento in uso medio 18-34 W Intervallo rilevato durante attività miste di produttività Assorbimento sotto carico 64,7 W Rendering Cinebench, consumo dell'intero sistema Rumorosità sotto carico 60 dB Ventola chiaramente percepibile nel rendering prolungato Temperatura superficiale massima 50 °C Misurazione con termocamera sullo chassis PCMark 10: oltre 7.000 punti nella produttività I 7.018 punti in PCMark 10 riassumono bene l'esperienza quotidiana, perché il benchmark mette insieme avvio delle applicazioni, navigazione, videoconferenze, produttività e creazione di contenuti, restituendo una valutazione più vicina all'uso generale rispetto a un test puramente CPU. 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Artículo: Conociendo y extendiendo la vida de tu SSD
Los discos SSD han pasado de ser un componente prohibitivo a ser sumamente accesible y de vuelta a ser prohibitivo. Sin una solución a la crisis provocada por la locura de la inteligencia artificial, ahora es buena idea tomar pasos necesarios para evitar que los componentes se dañen. Así que eso haremos hoy, vamos a tomar medidas profilácticas. (more…)
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🚀 Say goodbye to bulky desktops! The MQI12 Mini PC packs an Intel Core i5, triple 4K support & WiFi 6 into a tiny powerhouse. Perfect for work, multitasking & AI projects. Watch our full review: https://www.youtube.com/watch?v=LwNRyt-DJGQ&utm_source=tumblr&utm_medium=social&utm_campaign=social Published with MBX Flow → https://mbxflow.com