Una parola,una promessa,un destino e una vita insieme , un'amicizia , sempre
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Una parola,una promessa,un destino e una vita insieme , un'amicizia , sempre

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Due anni.
Son passati due anni. Solo due pesantissimi anni.
"Credo che sia il mio angelo custode. Mi sento sollevata. Ha sollevato le due saracinesche, ci diamo la buona notte e mi addormento tranquilla, perché con lui posso sempre parlare. Speriamo ci sia sempre Leo, anche quando saremo grandi."
Due anni e mi manchi. Mi manchi solo come i migliori possono mancare. E davvero -davvero- non so come io sia sopravvissuta a quest'assenza, oh certo, respirando si sopravvive, ma come, come io abbia fatto senza il mio migliore.
"Ci sarò sempre, amore, anche quando saremo grandi."
E sapevo che poi la vita decide di voltarti le spalle, e l'ha fatto, e l'hai fatto anche tu. Ci si sente piccoli come un fiume che si versa in un oceano enorme, piccoli come le lucciole e la luce che si portano dietro. Piccoli, semplicemente, quando non si è più al proprio posto. A proprio agio. Con la propria persona. E io mi son sentita piccolissima, da quando te ne sei andato. Grande, e forte, alle volte. Piccola e fragile, come sempre. Mi mancano le mie spalle forti, il mio muro del pianto, mi mancano le risate, i sorrisi, i litigi, mi manca l'odore della cioccolata la sera, e il divano scompigliato. Mi mancano i film, i film con te, e mi mancano le parole. Le parole che sanno sempre di buono. Mi manca il sole, mentre fuori piove, mi manca il rumore della moka che mi avvisa che il tuo caffè è pronto, che "io proprio lo odio, ma se lo prendi, ti faccio compagnia." Mi manca la tua rabbia, e la luna che ti calma e il fumo di quella sigaretta, sempre troppo breve per i tuoi gusti. Mi manca il coraggio da quando non ci sei, e mi mancano le nostre canzoni, le nostre urla, i nostri abbracci sempre troppo forti ma mai dolorosi. Mi manchi tu e non so dove sei e non so cosa fai e non so chi sei. Mi manchi e io, da quando non ci sei più, sono sempre troppo sensibile, sempre troppo debole, sempre troppo me. Mi manchi e io, io.. io non so come fare. E piango quasi spesso. e non avresti voluto. Son cambiate mille e più cose, ma non è mai cambiata la tua assenza. Mi manchi, e mi mancano i tuoi calci alle porte, i tuoi pugni stretti, i tuoi occhi lucidi e le liti con tuo padre. Mi manca doverti dire di star attento, "ché fuori è buio e tu sei troppo nervoso per stare lì, di notte", mi manca anche l'amore del tuo nonno, e la sua pazienza. Mi manca la tua stanza in disordine, la cartella sempre troppo lontana dalla scrivania, e le camicie coi bottoni piccoli. Mi mancano i tuoi messaggi incomprensibili, dopo la tequila. Mi mancano quei cappelli, in cui si nascondevano i tuoi sogni, e mi manchi tu. Mi manchi Migliore, mi manca la mia felicità, tornare a casa e trovarti lì ad aspettarmi: "com'è andata oggi?", e mi manca la tua rabbia nei confronti di chi mi lascia il cuore ferito. Mi manca noi, noi che avevamo sangue diverso, ma il cuore era lo stesso. Mi manchi e mi manco io. Io con te, vicino, insieme, da lontano. Mi manco io quand'ero sorridente, quando ti mandavo a fanculo e tu non tornavi mai, e soffrivi, perché senza la tua Migliore proprio non riuscivi a starci. Mi manco io, io per te. Mi mancano le nostre voci che cantano Mobrici, il mio (e tuo) più grande amore. Le mani, le mani al cielo, e i desideri, e le tue donne, e i miei casi disperati. Mi manchi tu che quando parlo, mi ascolti. Mi manco io che quando parli, ti ascolto. Mi manchi tu sempre troppo vicino, mi manchi tu, ma mai troppo ossessivo.
Mi manchi e non c'è nessuno che possa prendere il tuo posto, e da quando non ci sei, lì è vuoto, è vuoto e io odio chi prova soltanto a guardare quel vuoto, per cercare di rimediare, per cercare di occuparlo. Odio chiunque provi a dirmi che tu non sei mai esistito per me, e odio chi si ostina a credere che "tutto passi", certo, certo, passa. Passa ovunque, ma non mi trapassa mai il cuore, non vai mai via da lì, Migliore. Mi manca tutto quello che ci apparteneva, e mi manchi, fondamentalmente, tu.
Fumo e malinconia.
Oggi mi sono alzato presto, c'era il temporale, e sono sceso dal letto con un freddo cane. Ieri mi hai detto "adesso esco" e ti ho lasciata andare, dove troviamo la voglia che ci fa litigare? Più me lo chiedo e meno me lo riesco a spiegare, così mi siedo e sclero e poi me ne vado a male. Non ho nemmeno la forza di fare colazione, perché senza di te tutto sembra senza sapore. Come il vento, la pioggia e il suono di una canzone, come il governo e la lotta e il fiore nel mio cannone. Tu che arrivi in punta di piedi ma sei rivoluzione, perché mi hai preso e mi ha reso qualcosa di migliore.
E io ti amo ma non riesco a dimostrarlo meglio, e io mi odio, per questo non riesco a stare fermo. Questo castello senza una regina è scuro, ed ogni cosa va in fumo. Senza di te, la vita sa di fumo e di malinconia. Senza te la libertà è il nome di una bugia. Che poi cos'è la libertà se non una parola, nel tempo spesso travisata, sopratutto ora. Ci cambiano sotto il naso il senso delle parole, e vanno a fare la pace con il mitragliatore. Qui siamo liberi solo di indebitarci, e ognuno pensa a se stesso, non certo agli altri, ma in mezzo alla desolazione sei arrivata tu, dicendo "rendimi orgogliosa" mi hai tirato su. Mi hai detto "tu hai un dono speciale, non buttarlo via, sai nel tuo modo di parlare c'è della magia, quindi ogni giorno raccontami un'emozione, dimmi delle ferite che ti hanno fatto sul cuore." "Guarda che belle le stelle, baciami, andiamo fuori", così ho sentito di nuovo il profumo che hanno i fiori. Questo castello per la sua regina esiste e cade a pezzi se è triste. Senza di te, la vita sa di fumo e di malinconia. Senza te, la libertà è il nome di una bugia. Io non so quale sortilegio mi hai fatto, ma hai messo insieme i pezzetti di un cuore infranto, per questo a volte prima di pensare parlo, ma scusa se anche stavolta ho dato di matto. Di te ho bisogno, lo vedi, è un dato di fatto. Senza di te sono come un letto disfatto, più lo guardo e più penso: facciamoci l'amore. Ricordo che gridavo forte, ma non la ragione. Ti rivedo, si apre il cielo, lascia entrare il sole, torna il sereno davvero, mentre mi chiami "amore." La pioggia dall'asfalto della strada evapora, e a poco a poco si asciuga come ogni lacrima.
Voglio una figlia che prenda dalla tua faccia, con la mia rabbia, ma non con la mia boccaccia. Questo castello con la sua regina vive, ed ogni cosa sorride. A te, che ti sei innamorata di questa testa matta, che ti ama di più ogni giorno che passa, voglio dire che: senza di te la vita sa di fumo e di malinconia.