Same As We Ever Were: #1
an L & Light minicomic
from Jinsei Gemu/Life Game, by Meteo! ("#1" refers to it being the first in a series of unrelated minicomics.)
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Same As We Ever Were: #1
an L & Light minicomic
from Jinsei Gemu/Life Game, by Meteo! ("#1" refers to it being the first in a series of unrelated minicomics.)

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
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Foggy Evening by Markus Branse Gerleve, Billerbeck, Germany
Source: flickr.com
Tbh im not sure if i like how it turned out-
Meteo, ma sei sicuro? Così, de botto, sole per 3 giorni ovunque... compresa Pasquetta...
Senza senso
Ma ce vòi pensa' meglio?
Non è che ce stai a pià per culo, no?

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The day HOTTER tomorrow 🔥
(un mezzo racconto scritto due anni fa, ma attualissimo, direi. Non so se vi ricordate com'è stato il luglio del 2024. Io me lo ricordo. Io c'ero...)
Intorno al 20 luglio 2024 il mondo iniziò a fermarsi. Prima i paesi dell’Asia meridionale della zona continentale, poi quelli del sud Europa si spensero uno ad uno, poi toccò a diversi paesi del nord e sud America. Una gigantesca ondata di alta pressione di nome Hephaestus, che sembrava non voler perdere forza da settimane, stava attraversando tutta la zona compresa tra il tropico del Cancro e il 45° parallelo, devastando l’emisfero boreale con un calore che non era mai stato registrato prima. Gli oceani ribollivano, molti alberi seccavano. In alcune zone dell’Europa, della Cina centro-meridionale e del medio oriente, il termometro segnava i 56°C già da alcuni giorni, e stavano aumentando tra la popolazione i casi di malore legati alle temperature. Una persona su cinque si era già sentita male: capogiri, svenimenti, debolezza, disidratazione e molti decessi, non solo legati alle fasce più deboli della popolazione. La gente si era resa conto già dagli ultimi giorni di giugno che uscire da casa stava diventando una scommessa sempre più rischiosa. La situazione all’inizio era tra le mani della protezione civile locale ai vari paesi coinvolti, che avevano diramato allarmi con ogni mezzo a disposizione. Da almeno 15 giorni in Italia vigeva il divieto assoluto di uscire negli orari compresi tra le 12 e le 15, ma presto tutti si resero conto di non poter uscire da casa in piena sicurezza, se non una volta calato il sole. Fu per tale ragione che questo lato di mondo si fermò. L’unico modo per sopravvivere era fermarsi. Le categorie che lavoravano all’aperto furono le prime, seguite da chiunque non potesse lavorare in smart working. Ogni attività sportiva a qualunque livello fu interrotta fino a data da destinarsi. Chiusero uffici pubblici, supermercati, locali, bar, parchi a tema, campeggi, e persino piscine comunali e centri balneari. I servizi di trasporto pubblico locale e internazionale vennero sospesi dalle 7 del mattino fino alle 21 di sera: chiunque desiderasse spostarsi, avrebbe dovuto farlo di notte. Dall’alba al tramonto tutto avrebbe dovuto restare chiuso, morto, fermo. In alcuni paesi alle 8 di mattina iniziavano a suonare le sirene in ogni città per avvisare tutta la popolazione di tornare all’interno degli edifici, al sicuro. Le regole erano chiare: uscire dopo il tramonto del sole, bere molta acqua, bagnarsi tempie e polsi nelle ore più calde, per alcune fasce della popolazione era obbligatoria l’assunzione di integratori di magnesio e potassio, che venivano forniti gratuitamente, anche a domicilio. Diversi governi delle zone colpite avevano stanziato un bonus per l’acquisto di condizionatori o ventilatori, e procurarsi simili dispositivi, quando non obbligatorio, era fortemente consigliato. Porte e finestre dovevano essere chiuse. Gli animali domestici dovevano essere tenuti al sicuro nelle case e chi non poteva garantire benessere agli animali da cortile e da allevamento, fu costretto a disfarsene. Oltre agli effetti del calore su persone ed animali, si doveva fare i conti con la siccità. Non pioveva da almeno due mesi e mezzo. Orti, giardini e piantagioni avevano già da qualche settimana perso quasi la totalità delle piante da frutto, mentre i pochi ortaggi scampati alla calura erano stati raccolti nottetempo in fretta e furia, prima dello spuntare della nuova alba. Il terreno era così secco e le riserve idriche così scarse, che in poche zone qualcuno aveva avuto il coraggio di piantare ancora qualche cosa. Anche ammettendo di poter annaffiare regolarmente le piante, era probabile che non sarebbero sopravvissute alle giornate torride che le aspettavano.
Verso la metà di agosto, al di là dei soliti dissidenti che continuavano a tentare di uscire in pieno giorno, rischiando di morire e spesso finendo per chiamare i soccorsi a metà percorso, la popolazione si era adattata a uscire e vivere di notte. Non era per niente facile adattare il proprio corpo a questa novità, ma era necessario, almeno fino a quando le temperature non fossero nuovamente scese. Ogni cosa ormai poteva vivere solo di notte, dai servizi e uffici pubblici, ai luoghi di svago e di lavoro, benché in alcune zone le temperature minime comunque non scendessero da giorni al di sotto dei 30°. Si lavorava di notte, si andava a messa di notte, ci si incontrava di notte, si amava di notte. La gente non sapeva ancora che avrebbe potuto ricominciare a fare una vita normale solo intorno a metà ottobre. E mentre in quel lato del mondo si soffriva per caldo e siccità, da altre parti del mondo arrivavano le terrificanti notizie di tifoni, piogge torrenziali e alluvioni.
Le condizioni meteo di questi giorni, e penso sia così un po' ovunque, mi mettono davvero di pessimo umore. Vento forte, nuvole, pioggia, temporali, poi di nuovo sole e tutto in loop. In 3 giorni, ci son state 3 condizioni diverse. E il mio umore, cambia così come cambia il tempo.
Brutto essere meteoropatici.
Natura - Monti Lessini - Mucca - 2025-09-26