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#agenziacioni #bottegadimorello #tartufo #marzolo #tagliolino #filetto (presso RISTORANTE LA BOTTEGA DI MORELLO) https://www.instagram.com/p/Bvr2EsLAREU/?utm_source=ig_tumblr_share&igshid=puvmz8h07y1s
Mensa Marzolo: le macerie del Diritto allo Studio
Era il dicembre del lontano 2009, mese in cui la mensa Marzolo ha erogato il suo ultimo pasto agli studenti. Da allora tutto è rimasto immutato, stoviglie sporche comprese. La settimana scorsa un gruppo di studenti ha riaperto le porte e noi, in qualità di rappresentanti de Il Sindacato degli Studenti, siamo andati a dare un’occhiata. Gli scenari che ci si sono presentati davanti sono quasi paragonabili al set di un film dell’orrore, perché, oltre allo sporco accumulato nei quattro anni in cui la mensa è rimasta chiusa, abbiamo trovato anche tutti i macchinari e gli utensili nell’esatto stato in cui erano stati lasciati: fornelli unti, friggitrici colme d’olio esausto e ormai ammuffito del 2010, sacchi della spazzatura aperti, piatti e posate con nuovi ecosistemi viventi; tutto il materiale - costato decine di migliaia di euro - che all’epoca era perfettamente funzionante, nonché apparecchiature elettroniche come radio e fax, oggi non sono più utilizzabili a causa di tempo, polvere e umidità. Per non parlare degli uffici al piano interrato: una cassettiera piena di cartelline contrassegnate dai nomi dei dipendenti con all’interno documenti strettamente riservati, decine di faldoni pieni di atti ─ immaginiamo ─ importanti, centinaia di chiavi e materiale di cancelleria lasciati a marcire. Qui alcune foto: http://goo.gl/4Clgq5
La storia in breve La residenza Fusinato, stabile che ospitava all’incirca 250-300 posti letto, ha chiuso i battenti nel 2005 a causa di una ristruttazione che mai sarebbe avvenuta. Nel gennaio 2010, invece, un lieve cedimento strutturale ha imposto la chiusura in via cautelativa della mensa Marzolo, situata al suo fianco, che erogava fino a 2000 pasti giornalieri. L'ESU aveva all’epoca assicurato ai rappresentanti del Sindacato degli Studenti ─ che subito si erano mossi per la riapertura ─ che avrebbe ultimato i lavori di ristrutturazione e riaperto la mensa nel giro di pochi mesi. Periodicamente in questi anni abbiamo chiesto e denunciato il motivo di promesse mai esaudite: nessuno vuole farsi carico di pagare i lavori. La proprietà di entrambi gli stabili, infatti, è da attribuirsi alla datata fondazione Casa dello Studente, di proprietà mista tra ESU e Università. Dopo una causa e vari ricorsi durati decenni, la proprietà è stata attribuita metà all’ESU e metà all’Università. Si è quindi tornati al punto di partenza, mentre ora si sta aspettando la sentenza definitiva.
Ci chiediamo come sia stato possibile trascurare questo stabile a tal punto, sebbene sia evidente che la mensa Piovego non sia sufficiente per supportare la richiesta delle migliaia di gli studenti che studiano in zona Portello. Abbiamo seguito il caso Marzolo sin dall’inizio: alle studentesse e agli studenti di Padova era stato detto che in qualche mese sarebbe stata riaperta. Stiamo ancora tutti aspettando. In questi quattro anni abbiamo interpellato spesso l’ESU e l’Università, protagonisti di questa diatriba ridicola, che tuttavia sono stati capaci di dare nient’altro che false promesse, mentre tra di loro giocavano a lanciarsi la patata bollente, senza capire che per noi studenti non si era mai trattato di un gioco, e non lo trovavamo per niente divertente. È passato così tanto tempo che molti studenti non hanno mai avuto occasione di mangiare un pasto caldo fornito in quella mensa; sanno che esiste, sanno che il fantasma della Marzolo aleggia nell’aria, ma purtroppo è ormai considerato un ennesimo simbolo del menefreghismo e dell’incapacità di ascolto proprio da parte di quelle istituzioni che dovrebbero garantire i servizi universitari.
In questi ultimi due anni ci siamo interfacciati molto spesso con l’ESU e con la Regione per tutto ciò che riguarda il Diritto allo Studio a Padova: borse di studio, aumenti delle tariffe mensa, diminuzione dei posti alloggio nelle residenze universitarie ma, sebbene cercassimo un dialogo, siamo stati spesso respinti perché fastidiosamente insistenti. Ma anche in questo caso non lasceremo passare inosservata la questione. Consideriamo uno scandalo il fatto che una mensa così importante sia stata abbandonata e viva in uno stato di degrado da così tanto tempo. Per questo motivo chiediamo di convocare un Consiglio di Amministrazione dell’ESU (è dall’agosto 2013 che il Commissario Bordin si dimentica di convocarne uno), in cui i nostri rappresentanti possano parlare dell’insufficienza dei servizi di ristorazione universitari, e non solo, e cercare per l’ennesima volta una soluzione per questa situazione insostenibile.
Il Sindacato degli Studenti ◆