Castello di Cordignano - Castello di Maniago. 61 km di camminata con 3300 m di dislivello positivo, concluso in 16 ore e mezza.
Un percorso che, come raccontavo, ho ideato per abbracciare idealmente le prealpi del massiccio del Monte Cavallo che vedo dalla finestra di casa mia. E che ho battezzato pomposamente “Il cammino dei due caselli™”. Ma che verso la fine, paradossalmente, ho anche corso, per un problema alla scarpa destra: mi batteva sul malleolo procurandomi dolore, correndo invece mi batteva in un punto diverso.
Così ieri, approfittando dei primi due giorni consecutivi senza previsioni di piogga da un mese a questa parte, sono partito alle 5:30 del mattino attraversando la parte orientale della Foresta del Cansiglio dove ho incontrato 7 fra caprioli e camosci, adulti e cuccioli, un bel po’ di fossili e i soliti splendidi paesaggi boschivi a cui non si può proprio fare l’abitudine.
Arrivato a Piancavallo, dopo 7 ore, ho incontrato anche i primi esseri umani e uno di loro mi ha anche rifornito di acqua. Poi sono ripartito passando sotto Pala Fontana per poi scendere dalla zona di Pala d’Altei verso il punto dove ho fatto questa foto nella quale si scorge, al centro, il monte Jouf e il lago di Ravedis.
Giunto a Montereale Valcellina verso le 18, un’altra signora gentile mi ha rifornito di nuovo di acqua. Arrivato al ponte sul fiume Cellina avevo raggiunto l’obiettivo minimo che mi ero prefissato. Avrei potuto accontentarmi perché il Cellina segna una linea geograficamente importante nel territorio, ma geologicamente parlando lo Jouf ha la stessa origine delle montagne che avevo percorso. Dovevo quindi decidere se farmi, dopo tutta la fatica della precedente cinquantina di chilometri, altri mille metri di dislivello per salire sul monte Jouf oppure raggiungere direttamente il castello di Maniago attraverso la più breve e pianeggiante strada asfatata... ma ormai avevo fatto acqua e non sarebbe stato giusto sprecare cotanta gentilezza ;)
Durante la durissima salita ho incontrato l’ultimo capriolo della giornata il quale, dopo aver attraversato il sentiero, si è fermato a poche decine di metri per controllarmi ed abbaiare... si, proprio abbaiare:
Il tempo durante tutta la camminata è stato molto clemente: non troppo sole, non troppo vento e non troppe nuvole, anche se talvolta mi ci ritrovavo dentro. Come quando ho raggiunto la cima dello Jouf e non vedevo la pianura sottostante. Ma non è stato un problema perché ho pensato a quella canzone che fa “E anche il più piccolo timore se ne va... quando sei su una nuuuuvoolaaa” :)