«C'è un'eternità che si nasconde nel particolare di un volto, una luce che legittima il peso del mondo. In quel punto esatto, lo spazio si capovolge: non guardiamo più il cielo, ma sentiamo le costellazioni pulsare nei nostri abissi privati. Lo stupore è una musica che non finisce, un nome che è insieme carne e pietra, donna e città lontana. La vita non è una linea, ma un istante-nicchio: una piccola casa di calce e sale dove l'infinito accetta di rimpicciolirsi per poter risuonare nel nostro petto. Tutto il resto è polvere; solo questo istante è roccia» (Sosio Giordano)










