Oggi mi sono alzato a pezzi. Ti ho sognata per tutta la notte. Ma non un bel sogno con noi due innamorati, o con noi due amanti, o con noi due amici. È stato il sogno delle tue vacanze con un altro uomo, con un tuo corteggiatore per cui provavi attrazione - quello stesso che vedesti quel pomeriggio, quando il mondo mi crollò addosso ed io mi sentii come Antoine quando in casa di Colette arriva Albert (sic).
Ed io ero lì, presente in questo grande, enorme albergo di montagna, e non ti ero amico: ero solo un conoscente, un innamorato geloso, un estraneo sofferente. Cercavo di carpire qualche tua confidenza; cercavo di origliare i discorsi fra te ed un'amica; cercavo di seguire te e lui, col cuore in gola.
Questo sogno è l'ipostasi perfetta del mio stato d'animo quale si è formato a partire da quel giorno di due mesi fa (proprio oggi si compiono due mesi: 4 aprile-4 giugno), quando all'improvviso decidesti di sparire, di diventare fredda, di diventare assente, da tenera e presente che eri. E di non darmi spiegazioni. Da quel giorno la mia vita è un'altra cosa, ed io lotto ancora, ma quasi senza forze, per salvare l'idea bellissima che avevo di te e che tu hai voluto, temo, distruggere: perché anche tu sei un'altra persona, di cui io non sono amico né amante né niente.
Non sei un mostro, non sei cattiva: questo tu mi dici. Ma chi sparisce a quel modo, chi rifiuta ogni spiegazione (pur non espressamente richiesta) quando questa è indispensabile, chi è capace di mutare od estinguere l'affetto in indifferenza nel giro di un paio di giorni, che cos'è mai questi? Chi mai si comporta così? Due sono le possibilità : o un essere veramente mostruoso, veramente cattivo; oppure uno totalmente superficiale, quasi inconsapevole delle proprie azioni. Tu ti chiami fuori dalla prima categoria: devo inserirti nella seconda? Mi sto convincendo di sì.


















