«Il cammino dell'anima non tollera le misure della ragione; si perde e si ritrova nell'andamento flessuoso di un'ora di frontiera. Sostare a filo del suolo, dove la sabbia scura e lucida trattiene il congedo grigio del cielo, significa assistere al lavoro perpetuo della nascita e del declino. L'onda limpida e schiumosa si ritira, depositando sul bagnasciuga alcune conchiglie variegate e legni levigati dal tempo, come piccoli pensieri abbandonati dalla corrente. Poco distante, la sagoma minima di un bambino sosta di spalle di fronte all'orizzonte crepuscolare, figura indifesa e regale che interroga la vastità del mare. In quel punto di rovesciamento, l'infanzia cessa di essere un tempo passato per farsi presenza aurorale. Ci si scopre allora guariti dal rumore dei giorni, uniti a tutto l'essere sensibile da un patto silenzioso che non erige dogane tra la nostra carne e l'immensità dell'atmosfera»
(Sosio Giordano)










