Quelle stanze erano così grandi e quelle scale interminabili. Ma è lì che abbiamo mosso i nostri passi per anni, passato giornate di sole e di pioggia. Era lì che ci ritrovavamo, in giardino, a consumare i raggi più caldi e l'odore dei fiori.
Quante volte ci siamo sdraiate su quel pavimento e siamo rimaste nella stessa posizione.
Finché non ti alzavi e andavi via.
Il Natale era il mio mese preferito. Quest'anno sarà il secondo che passerò senza di te e nemmeno festeggerò. Perché da anni il mio Dicembre eri tu. Il mio regalo.
Guardavi l'albero come qualcosa di misterioso e spesso quando scendevo, al buio, ti vedevo lì sotto i rametti e le lucine e sorridevo. Eri un incanto.
Vorrei tornare a quelle stanze enormi, ai corridoi luminosi, al giardino, alla taverna, al garage, alla tue fughe improvvise, alle tue corse immotivate per la casa, ai momenti in cui facevi amicizia con le persone che più mi erano vicine. E sono felice di avertele presentate, perché tu apprezzavi ciò che apprezzavo io. Avevamo una sintonia unica, direi "speciale".
Vorrei fossi qui, come qualche estate fa, a gironzolare per la casa in cerca di nuovi posti da esplorare. In cerca di guai da combinare. Vorrei parlarti come facevo sempre e raccontarti ogni cosa. Vorrei piangere mentre ti stringo a me e tu mi guardi con quegli occhioni teneri.
Vorrei fossi qui.












