Aggirarsi fra gli scaffali delle biblioteche ha un gusto suo tutto particolare, talvolta frustrante, come quando si entra al Louvre o alla National Gallery o agli Uffizi e si rimane schiacciati dalla quantità di bellezza che i nostri occhi assorbono. Si può uscire nauseati, promettendo a se stessi: mai più!
Le nostre biblioteche, fra le migliaia di titoli che si alternano felicemente sui ripiani, ingolosendoci o respingendoci, possono anche sorprendere per la particolarità delle loro collezioni, che improvvisamente illuminano il nostro naufragare. Un esempio straordinario è rappresentato dai volumetti pubblicati da La Nuova Italia, in particolare la collana Il castoro, diretto da Franco Mollia. Si tratta di una “rivista” i cui numeri monografici erano dedicati a scrittori italiani e stranieri (un’altra serie, dal 1974, sarà dedicata ai registi cinematografici), dal carattere semplice e divulgativo.
I volumi vennero pubblicati dalla fine degli anni ‘60 (1967) alla metà degli anni ‘80, il formato scelto fu quello di un quadrato, di dimensioni ridotte. Il disegno di un castoro decora la seconda di copertina.
La casa editrice affidò la grafica della coperta al fiorentino
Mario Mariotti (1936-1997)
Il percorso creativo dell’artista ha toccato le forme più diverse della produzione artistica (performance, videoproiezioni, …), ma è stato sicuramente molto vicino al mondo della grafica. Le copertine della rivista ne sono un esempio, accanto alla sua più nota opera Animani (La Nuova Italia, poi Fatatrac, 1980)
seguita poi da Umani (1982), Inganni (1984), Rimani (1988), Fallo di mano (1990)
Le immagini dei volumetti monografici sono vere e proprie opere d’arte, diverse da numero a numero. Mariotti utilizza oggetti di uso quotidiano, reinterpretati per accogliere il nome dello scrittore cui è dedicata la monografia. Sono copertine molto raffinate, talvolta cupe
sempre originali. Viene voglia di scoprire quale è l’invenzione per l’autore successivo. Scaffale dopo scaffale, si spera di individuare il librino de Il castoro, e indovinare cosa potrebbe aver ideato Mariotti: vi avvisiamo, è ogni volta imprevedibile! E sembra che i francesi lo abbiano ispirato più di altri …
(Apollinaire, Breton, Sartre)
Unica nota dolente: la pessima qualità della carta.
Buona caccia all’arte fra i nostri scaffali! E potrebbe essere una buona occasione per ri/scoprire l’artista fiorentino.