Mamma,papà non ho molto tempo,sarò breve ma volevo confessarvi tutto.
Non escluderò niente.
Per una volta sarò completamente sincera con voi in questa lettera.
All'età di 11 anni,la vostra piccola e innocente bambina,il 31 gennaio 2013 è stata vittima di un gravissimo atto di bullismo.
“Troia” mi dicevano senza un motivo.
Quando io neanche sapevo il vero significato di quella brutta parola.
Mi ricordo di aver pianto per un'intera ora da sola al primo banco mentre gli altri continuano a ridere.
Sapete le sento ancora le loro risate,
sento ancora i loro ghigni e i loro insulti malvagi.Mi hanno cambiata,sono diventata tutto quel che odiavo.
Quei maledetti bulli di merda,nemmeno considerabili persone,sono stati giustificati:“Infondo sono solo bambini”,mi sono sentita rispondere da quasiasi adulto a cui lo raccontassi oppure mi dicevano “Non essere così pensante,può capitare a tutti”.
Per anni mi sono considerata sbagliata,ero io quella da incolpare,
ero io quella a cui il mondo andava contro,non loro,loro erano quelli giusti.
E a quelli giusti nessuno può infondere colpe o errori.
E ho pagato io pur essendo stata l'unica vittima.
Per altri due interi anni,nonostante il cambio di classe,continuavano a prendermi in giro,a chiamarmi in qualsiasi modo per farmi sentire
umiliata,strana e sola.
Ma io non gliel'ho mai data vinta,ho proseguito col sorriso il mio percorso scolastico.
Non vi ho mai parlato del bullismo ricevuto in quel periodo,perché dopo il primo episodio di cui vi raccontai tutto ne uscii io come quella “rompicoglioni”,come quella pensante o troppo fragile,così mi tenni tutto dentro non volendo essere una preoccupazione per voi.
E io quindi mi convinco ancora di più di quanto voi non mi conosciate affatto,non sapete tutto il dolore che ho affrontato,tutte le difficoltà che mi hanno portata qui adesso.
Quindi perdonarmi oggi di chi sono,
perdonatemi se a scuola vado una merda,
perdonatemi se non sono come mio fratello,lo so lui è il figlio modello è perfetto in ogni aspetto.
Perdonate i miei gesti,le mie parole,ciò che compio o ciò che dico.
Sono sola la vittima di un mondo troppo crudele.
Papà mi dispiace se non sono la figlia che avresti voluto,
mamma mi dispiace vedere ogni volta i tuoi occhi delusi dai miei risultati pietosi.
Mi dispiace essere la figlia che sono,
un errore,
un disastro ,
una delusione,
una catastrofe.
Perdonatemi per favore,altrimenti non riuscirò nemmeno io a perdonare me stessa.
Perché vuoi siete la mia vita,la mia forza,la mia unica e amata famiglia.
Con tutto l'affetto di questo mondo,
quella stupida di vostra figlia.