Renato Guttuso, "Passeggiata in giardino a Velate", 1983

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Renato Guttuso, "Passeggiata in giardino a Velate", 1983

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FLORA L'incanto de ifiori nell'arte italiana dal Novecento a oggi
a cura di Daniela Ferrari e Stefano Roffi
Dario Cimorelli Editore, Milano 2025, 272 pagine, 23x28cm, ISBN 9791255611424
euro 28,00
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Fondazione Magnani-Rocca, Mamiano di Traversetolo – Parma 15 marzo -29 giugno
In concomitanza con la presentazione degli importanti lavori di restauro del Parco, la Fondazione Magnani Rocca presenta il volume dedicato al tema floreale.
Un catalogo corale che, attraverso opere provenienti da musei, istituzioni pubbliche e collezioni private, rende testimonianza dell’ampia fortuna che un soggetto semplice ma simbolicamente complesso come il fiore ha avuto nella poetica di un numero vastissimo di artisti.
Un ricchissimo bouquet, composto di capolavori “floreali” dei maggiori artisti italiani del Novecento – dalle Ortensie di Segantini e Longoni alle Dalie di Previati e Donghi, dalla Flora magica di Depero ai mazzi ipnotici di fiordalisi, papaveri e margherite di Casorati, dal Gladiolo fulminato di de Pisis ai Crisantemi di de Chirico, fino a una importante sezione contemporanea che annovera fra gli altri capolavori di Melotti, Paolini, Kounellis. Fiori dipinti o scolpiti del Novecento, da quelli simbolici a quelli futuristi, da quelli recisi a quelli silenziosi fino ai fiori inquieti. Molte “regine di fiori” abiteranno la mostra, in ritratti intensi in cui il fiore ha una presenza importante quanto quella del ritratto, con capolavori di Boldini, Tito, Zandomeneghi, Balla, Marussig, Fontana e Pasolini. In una sezione dedicata alla rosa “regina dei fiori”, le Rose di Morandi, dialogheranno con quelle di Funi, Oppi, Ghiglia, Cagnaccio, Pirandello e Mafai.
08/06/25
Pino Settanni La memoria le immagini
Testi di Giampiero Mughini, Simona Argentieri
Pieraldo Editore, Roma 1998, 156 pagine, 30 x 30 cm, Brossura editoriale con sovraccoperta figurata, ISBN 9788885386419
euro 50,00
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Pino Settanni La scoperta della fotografia, da adolescente, e subito l’imprinting delle foto del suo Sud, un realismo visionario, carico di umori e poesia. L’abbandono del lavoro e della sua terra, con l’arrivo a Roma. È il 1973, e la capitale è ancora il centro di un’esplosione creativa irripetibile: la ‘scuola romana’ di piazza del Popolo, via del Babuino, le gallerie, Schifano, Mambor, Festa, Angeli, gli incontri con Moravia, Parise, Federico Fellini. E Renato Guttuso, per Settanni un maestro, un amico, il viatico di accesso al centro di una scena e una festa della creatività assoluta. E l’incontro con Monique Gregory, gallerista di successo, compagna di vita e lavoro da lì in avanti insostituibile. Ci sono i viaggi a New York, a Parigi,e dentro il nuovo piccoloe mitico studio di via Ripetta, dove passerà tanta parte della migliore scena artistica, cinematografica, culturale d’Italia.E c’è l’incontro con il Cinema con la galleria di personaggi immortalati da Settanni: Federico Fellini, Sergio Leone, Marcello Mastroianni, Lina Wertmüller, Mario Monicelli, Ennio Morricone, Monica Vitti, Carlo Verdone, Pupi Avati, Giuliana De Sio, Robert Mitchum, Milla Jovovi che tanti altri. Sono decine i protagonisti cui Settanni, complice la sciarpa rossa su fondo nero, una firma di tanti scatti, ruba l’anima per restituirla ai lettori di tutto il mondo.
26/04/23
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Renato Guttuso, Colapesce by
RENATU GUTTUSO - SICILIA
Perché noi siamo fatti così (nui, semu accussì) amiamo la vita e amiamo a la terra (a terra chi jè matri) perché la vita è il grembo in cui viviamo (a vita è u focu c’avemu) e siamo il vento che viene dal mare (i spini di fichidinnia a rascina di viti i spighi du ranu), siamo l’abbraccio che mai finisce (l’amuri che mai mori, i lacrimi chi nuddu asciuga, u curaggiu chi mai si stuta), siamo la ricchezza di un mercato, i suoi colori e le sue voci (semu u suduri, semu i caddi nte mani i cui u miccatu aricchiu), siamo l’urlo del pescatore che avvista il pescespada e fa iniziare la caccia (semu u sangu du piscispada chi scupmpari ntall’ acqua comi tanti di nui scumpareru pu munnu), siamo la lava che scende, che brucia e che copre ogni cosa (Sant’Aiita n’aiuta, sant’Aita ni scampa e libira), siamo i grandi tribunali costruiti nelle grandi città (semu i motti, semu cu parroi, semu cu dinuncioi, semu cu muriu ammazzatu comu nu cani, ma libiru, finalmenti, libiru du scantu e da vigogna). Siamo la nostra lingua, sta parrata figghia da nostra storia che nasci cu nui e nta nui resta, lava che mai finisci, sangu chi mai si peddi, vita chi non si svinni. Tuttu chistu semu, tuttu chistu ristamu e pi chistu vivemu.
Because we are like this (nui, semu accussì) we love life and we love our island (our island that is our mother) because life is the womb in which we live (the life is the fire that we have inside) and we are the wind that comes from the sea (the thorns of fichidinnia rascina di vines the ears of wheat), we are the embrace that never ends (the love that never dies, the tears that nobody dries, the courage that never end), we are wealth of a market, its colors and its voices (we are the sweat, we are the corns in the hands that enriched the market), we are the scream of the fisherman who sees the swordfish and starts the hunt (we are the blood of the swordfish that disappears in the water as many of us have disappeared in the world), we are the lava that descends, that burns and that covers everything (Sant'Agata helps us, Sant'Agata saves us and frees us from evil), we are the great courts built in big cities (we are the dead, we are who spoke, we are who denounced, we are who died killed like a dog but finally free you from fear and shame). We are our language, this language daughter of our history that is born with us and remains in us, it is lava that never ends, blood that is never lost, life that does not sell out. We are all of this, all of this we remain and for this we live.

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LA CULTURA RESISTE
"La contadina" di Renato Guttuso, 1954, Pinacoteca Comunale di Cesena
L'opera fa parte della Collezione Morellini, un insieme di pitture e sculture di 32 artisti italiani, amici e conoscenti dell'illustre medico cesenate Moroello Morellini. Tra essi figurano in particolare alcuni tra i principali interpreti della Scuola Romana del Dopoguerra. A Roma infatti Morellini si era trasferito già dalla fine degli anni Trenta assumendo un ruolo importante nella scena artistica e culturale cittadina.
La raccolta si formò nel 1966 grazie all'iniziativa diretta degli artisti che, per onorare la memoria dell'amico da poco scomparso, vollero allestire una mostra. Ad esibizione conclusa la collezione passò, per volere degli stessi artisti, a Cesena, per contribuire a lasciare nel luogo natale la memoria del medico Morellini. La raccolta fu inaugurata a Cesena nel 1967.
Il dipinto, che raffigura il duro e aspro volto di una contadina, si colloca nella fase più marcatamente realista della pittura di Guttuso che si materializza nella ricerca di un nuovo estro narrativo, di una forma più naturalistica, più congeniale ad una vena di racconto popolare.
E con quest'opera giungo a termine del mio e del nostro viaggio attraverso la storia dell'arte cesenate. Siamo partiti dall'arte antica per approdare, con oggi, a quella contemporanea. Grazie per avermi fatto compagnia.
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RENATO GUTTUSO NELLA CASA DELL'INDUSTRIALE, 1967
"Vaso di fiori", lithographie de GUTTUSO